Silvia Nanni | Redazione

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Laboratorio a tema INCLUSIONE: la consapevolezza di sé

in Attività di classe by

Tre proposte di attività in classe per parlare (anche) di inclusione, direttamente dalla campagna educativa Più unici che rari!

Per quanto sia un tema sempre più sentito, ancora oggi si tende a fare confusione tra inclusione e integrazione.

  • l’integrazione mira al reperimento di risorse per consentire il raggiungimento di risultati nell’ambito dell’autonomia, della socializzazione e della comunicazione
  • l’inclusione mira al superamento di ogni tipo di  barriera alla partecipazione e all’apprendimento

Parlare di inclusione in aula significa trasmettere il concetto che ogni alunno, nessuno escluso, possiede dei talenti che lo rendono unico e capace di arricchire, con la propria presenza, il gruppo classe.

La pluripremiata campagna educativa “Più unici che rari”, promossa da Librì Progetti Educativi in collaborazione con Sanofi, parte proprio da questo presupposto, con l’obiettivo di  promuovere l’importanza dell’accoglienza e dell’inclusione nell’ambiente scolastico.

Partendo da quelle difficoltà che possono nascere in presenza di malattie rare o altre patologie, come l’asma o la dermatite atopica – per le quali Sanofi è in prima linea nella ricerca e nello sviluppo di terapie –  si educano i ragazzi e le ragazze a considerare le differenze come una ricchezza e un’opportunità di crescita, per sé stessi e per gli altri.

Non è sempre facile però, per il bambino o la bambina, avere consapevolezza di sé, accettarsi con serenità nei propri pregi e difetti, soprattutto fisici. Specialmente nel periodo della preadolescenza, in cui non si è più bambini ma non si è ancora adulti, e in cui il corpo affronta molti cambiamenti, cercare la propria identità, il proprio io, risulta essere un lavoro davvero impegnativo, e soprattutto H24!

La campagna “Più unici che rari”, è un laboratorio completo sull’inclusione: il percorso parte dai temi dell’identità e della consapevolezza di sè, prosegue con i temi del riconoscimento delle emozioni e dell’empatia e termina con attività sui temi del bullismo.

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Soffermiamoci nello specifico sulle attività iniziali del percorso laboratoriale, dedicate al tema dell’ IDENTITÀ!

ATTIVITÀ: UNA QUALITÀ IMPORTANTE

  • Obiettivi: conoscere il concetto di resilienza; prendere consapevolezza di sé; sviluppare fiducia verso sé e gli altri; rafforzare la coesione del gruppo; cooperare (Life Skills, area emotiva: consapevolezza di sé).
  • Metodologia: lavoro in gruppo.
  • Strumenti/Materiali: cartelloni, fogli, penne, colori, pennarelli, riviste, materiali per collage, forbici, colla.
  • Discipline: Arte e immagine, Italiano, Educazione civica.
  • Libro per alunni del kit “Più unici che rari”: la storia di Chiara (pag. 40).

SVOLGIMENTO ATTIVITÀ:

  • Leggiamo o ascoltiamo la storia di Chiara: facciamo rilevare come una sua significativa qualità sia la resilienza e spieghiamo che si tratta della capacità di non arrendersi di fronte alle difficoltà.
  • Commentiamo la storia, poi facciamo notare che ognuno di noi è, più o meno, resiliente e invitiamo gli alunni a raccontarci i casi in cui loro stessi lo sono stati. Chiediamo di raccontare come si sono sentiti in queste occasioni, come le hanno affrontate e se e come le hanno superate. Guidiamo la riflessione su cosa hanno scoperto di loro stessi, dei loro amici e compagni. Facciamo emergere come anche circostanze complesse, difficili e dolorose possano trasformarsi in opportunità e far scoprire capacità e aspetti di sé impensabili.
  • Realizziamo tutti insieme un cartellone sulla resilienza con le esperienze degli alunni e le loro riflessioni: raccontiamo sia le cose positive, da coltivare e valorizzare, sia quelle negative, da modificare o eliminare. Lasciamo libero il gruppo di scegliere come realizzarlo, anche in modalità mista: con disegni, collage, frasi, brevi testi o poesie.

Clicca su questo link per scaricare gratuitamente il kit, dove troverai, nella guida per insegnanti, tutte le attività! Ma non solo! Il kit include anche:

  • libri illustrati per ragazzi
  • opuscoli informativi per le famiglie

IL CONCORSO PER LE CLASSI

La campagna “Più unici che rari” comprende un momento laboratoriale collettivo, da svolgere in classe e collegato a un concorso nazionale. I ragazzi e le ragazze saranno coinvolti in un gioco di rappresentazione che li renderà partecipi sia individualmente che come organismo unito, ovvero la classe.

Nel concorso “La mia classe è un universo”  ogni alunno, dopo aver esplorato e discusso i temi della campagna in aula, deve creare un ritratto del “pianeta sé stesso”, scegliendo le qualità che gli sono più proprie e utilizzando i colori, le tecniche, i simboli, i dettagli del proprio corpo che lo rendono unico.

La partecipazione al concorso è ancora aperta. C’è tempo fino al 1 marzo 2024
Per maggiori informazioni: 055.9073999 | scuola@progettiedu.it

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Foto di copertina by Vitolda Klein su Unsplash

Laboratorio a tema TEATRO: ascolto&immaginazione!

in Arte, Musica e Spettacolo/Attività di classe by

Entriamo in punta di piedi nel magico mondo del teatro per “rubare” due esercizi utili anche in classe, per stimolare con creatività all’ascolto dell’altro e alla fantasia!

Si dice che il teatro sia una scuola di vita: sì, ne siamo convinti anche noi, ecco perché pensiamo sia davvero importante portare… il teatro a scuola!

Dopo i primi due laboratori proposti, dedicati al tema dell’inclusione (il primo lo trovi qui, il secondo invece qui), eccoci con un’altra proposta di laboratorio da fare in classe, che ruba dal grande baule dei sogni chiamato “teatro”, due esercizi interessanti e stimolanti, sia per l’insegnante che per gli alunni!

Scambio d’identità

Il primo esercizio – “scambio d’identità” –  è ottimo per abituare gli alunni all’ascolto dell’altro. La tendenza è quella di essere sempre meno concentrati sulle parole di chi ci sta parlando, perché catturati da mille stimoli. Si dice infatti che: si pensa 100, si racconta 80, si ascolta 40 e si ricorda 20! Impariamo dunque a guardare l’altro negli occhi, e a non farsi scappare nemmeno una parola!

Procedimento

Dividete la classe a coppie, le quali saranno impegnate a raccontarsi l’un l’altro un aneddoto, con più particolari possibili: dove mi trovavo, quando è successo, cosa è successo, come mi sono sentito (o come si è sentita la persona a cui è successo), ecc.

Terminati entrambi i racconti, si passa al cambio di coppia: formato un nuovo duo, ogni alunno dovrà raccontare all’altro la storia appena ascoltata. E via così, fino a che gli alunni non avranno raccontato le varie storie ascoltate a tutti i compagni!

Terminato il giro di storie, ognuno racconterà l’ultimo aneddoto ascoltato: quanto sarà fedele al racconto originario? Colui che lo ha vissuto o raccontato per primo, sarà in grado di riconoscerlo?

L’oggetto immaginario

Smartphone, consolle, pc, tv: i ragazzi e le ragazze di oggi sono talmente abituati a “vedere”, che sempre meno sono in grado di immaginare, di attingere al profondo pozzo della fantasia. Anzi, quel pozzo sempre di più rischia di prosciugarsi. Ecco allora un esercizio in grado di stimolare proprio quel grande patrimonio che tutti dovrebbero avere in grande quantità.

Procedimento

Fate sedere gli alunni in cerchio, dicendo loro che al centro si trova un oggetto immaginario: nessuno sa cos’è, o meglio, ognuno può farlo essere quello che vuole.

Uno alla volta gli alunni – dopo aver deciso autonomamente di che oggetto potrebbe trattarsi – si alzeranno e interagiranno con lui, senza dire alcuna parola.

Terminato il turno dell’ultimo alunno, si procede ad un secondo giro, in cui stavolta ogni alunno dovrà aggiungere un’esclamazione alla sua interazione con l’oggetto.

Terminato anche il secondo giro, si passa alle domande al “pubblico”: di che oggetto si trattava, per ogni alunno? Sono stati tutti così bravi da far indovinare agli altri la natura dell’oggetto, senza mai nominarlo ma solo interagendo con lui, grazie all’immaginazione, e utilizzando una sola esclamazione?

Via libera alla fantasia!

Foto di copertina by saeed karimi su Unsplash

Laboratorio a tema INCLUSIONE: Emozioni & Empatia

in Attività di classe by

Impariamo a gestire le emozioni con due proposte di attività in classe, finalizzate ad agevolare l’inclusione. Il tutto, sempre grazie alla campagna educativa Più unici che rari!

Dopo il primo laboratorio a tema inclusione torniamo con una seconda proposta, stavolta finalizzata a familiarizzare con il vasto mondo delle emozioni e, perché no, a sviluppare il nostro senso di empatia.

Per fare ciò ci viene di nuovo in aiuto la pluripremiata campagna educativa “Più unici che rari”, promossa da Librì Progetti Educativi in collaborazione con Sanofi, che promuove l’importanza dell’accoglienza e dell’inclusione nell’ambiente scolastico.

LE EMOZIONI

Perché chiamare in causa le emozioni, per affrontare il tema dell’inclusione? Ce lo spiegano Annalisa Bisconti ed Enrico Ceva, dell’Associazione Italiana  Niemann Pick Onlus, affermando che:

“L’alfabetizzazione emotiva è un percorso di “addestramento” necessario per trasformare il desiderio di fuga in curiosità reciproca: attraverso la conoscenza e la gestione delle emozioni che l’altro suscita in noi, arriviamo a conoscere noi stessi e a comprendere gli altri.”

Il primo passo per aiutare gli alunni a gestire le proprie emozioni è guidarli alla scoperta di ciò che provano loro e che provano gli altri, dando un nome preciso al sentire che vivono. È infatti proprio la mancanza di auto-consapevolezza emotiva a suscitare incomprensioni e conflitti con gli altri.

E non limitiamo il campo alle emozioni positive: anche quelle negative – come la rabbia e la tristezza, la paura e la noia – hanno un ruolo protettivo, avvertendoci che qualcosa non va e correndo ai ripari.

La seguente attività è ottima per guidare gli alunni a conoscere le emozioni e per sostenere lo sviluppo di autoconsapevolezza emotiva, base essenziale per imparare a valorizzare le proprie e altrui unicità , creando così relazioni vere, soddisfacenti e che mirano all’inclusione.

ATTIVITA’: EMOZIONI IN SCENA
  • Obiettivi: conoscere le emozioni, acquisire consapevolezza di come influenzino il comportamento e sviluppare la capacità di rispondervi adeguatamente (Life Skills, area emotiva: consapevolezza di sé emotiva, gestione delle emozioni).
  • Metodologia: lavoro di gruppo, role playing.
  • Strumenti/Materiali: carte delle emozioni, fogli, penne.
  • Discipline: Italiano, Educazione civica.
  • Sul sito: la storia animata “Come stai con la paura”.
  1. Guardiamo la storia animata “Come stai con la paura”, nella sezione “Campagna educativa” di www.piuunicicherari.it , e parliamone insieme.
  2. Contestualizziamo il discorso alla vita degli allievi chiedendo di raccontarci degli episodi in cui hanno avuto paura seguendo questi punti, che scriviamo alla lavagna o sulla LIM: situazione in cui ci si trovava, ciò che l’ha scatenata, come si è manifestata, come ci si è comportati.
  3. Procediamo nello stesso modo con la rabbia, invitando a raccontare le proprie esperienze o situazioni di cui sono stati testimoni. Aggiungiamo questi punti: verso chi era diretta, quali conseguenze ha avuto il comportamento messo in atto, se dopo il comportamento l’emozione è sparita o è rimasta, che cosa ognuno avrebbe voluto fare di diverso.
  4. Dopo il confronto, formiamo piccoli gruppi e facciamo pescare una delle carte delle emozioni per ideare una scenetta sull’emozione estratta, da recitare ai compagni. Chiediamo di usare come canovaccio i punti che abbiamo analizzato durante la discussione iniziale.
  5. Per aumentare la complessità dell’attività o approfondire il lavoro, possiamo chiedere di prevedere delle varianti alla drammatizzazione, modificando la situazione iniziale, i comportamenti, le conseguenze… aggiungendo quindi nuove parti da recitare.
  6. Al termine confrontiamoci: è stato difficile rappresentare le emozioni? Con quale avete avuto maggiori difficoltà? Perché? Inserendo le varianti, come cambiano le rappresentazioni? Le emozioni si modificano al variare delle condizioni/situazioni? E le conseguenze?
  7. Infine riflettiamo su come le emozioni influenzino il comportamento e su quali risposte e reazioni possano non essere funzionali, individuando in gruppo reazioni alternative più adatte.
EMPATIA

Al riconoscere le emozioni altrui si affianca la capacità di essere e mostrarsi empatici. L’empatia è proprio la capacità di riconoscere e comprendere le emozioni, i sentimenti e il punto di vista altrui, mettendosi “nei panni dell’altro”: aspetto essenziale quando si punta all’inclusione.

Ciò comporta un enorme vantaggio sociale: riconoscere le emozioni altrui – e sapere che gli altri sono in grado di leggere le nostre – agevola le interazioni, permette di sentirsi accettati e di accettare gli altri, favorendo quindi relazioni autentiche basate su scambio e reciprocità, rispetto di sé e dell’altro, cooperazione e inclusività reale.

Quello di guidare gli alunni ad analizzare episodi del proprio vissuto in cui hanno mostrato/provato/ricevuto empatia è un ottimo esercizio per spiegare loro che l’empatia non è un comportamento prescritto, ma spontaneo; e che questa  capacità “cresce” insieme a noi via via che impariamo a comprendere l’altro, a prestare attenzione ai suoi bisogni, a tollerare le differenze. L’empatia infatti può essere educata e sviluppata durante l’intero arco della vita.

La seguente attività è ottima per guidare i bambini/ragazzi a sviluppare le proprie capacità empatiche e a prendere consapevolezza che prendersi cura degli altri e imparare ad accettare e rispettare la diversità, propria e altrui, consente di migliorare la qualità delle proprie relazioni e della vita.

ATTIVITA’: PRENDERSI CURA
  • Obiettivi: acquisire comportamenti responsabili e di rispetto verso sé, gli altri e l’ambiente; imparare ad accettare la diversità; favorire supporto reciproco e cooperazione (Life Skills, area relazionale: empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci); sostenere i processi di decision making.
  • Metodologia: lavoro in grande e piccolo gruppo; cooperative learning; apprendimento situato.
  • Strumenti/Materiali: in base alle attività scelte, piccole piante per lo spazio verde (alloro, rovo, biancospino…) o rampicanti; vasi, fioriere, sacchi di iuta; pallet di legno e teli cerati per il giardino verticale; semi e piantine di erbe aromatiche, ortaggi, frutta (fragole, pomodori, piselli, ravanelli, lattuga…); attrezzi per la semina e l’innaffiatura; contenitori di varie dimensioni per la raccolta d’acqua; pezzi di legno e materiali di riciclo per nidi e mangiatoie; briciole di pane e semi per uccelli; materiali informativi reperibili online (tipo di ortaggi o piante adatte al territorio ecc.), fogli, cartelloni, penne, pennarelli, fotocamera.
  • Discipline: Scienze, Geografia, Educazione civica.
  1. Lavoriamo con gli alunni sul concetto di prendersi cura, legato all’attenzione all’altro e all’empatia. In base alle caratteristiche del gruppo e all’età, possiamo organizzare varie attività, modulandone la complessità:
    1. Creare uno spazio verde nella scuola, o arricchire quello presente, piantando specie vegetali adatte al territorio, per esempio alloro, piante che producano bacche o rampicanti; possiamo anche realizzare un “giardino verticale” con dei pallet di legno adeguatamente isolati con dei teli cerati, in cui inserire piantine di erbe aromatiche e fiori.
      – Realizzare un orto nel cortile, in una parte del giardino se presente, o con vasi, fioriere e sacchi di iuta per coltivare erbe aromatiche, ortaggi o piccoli frutti come le fragole, scegliendo le specie in base al territorio e agli spazi.
      – Creare “punti d’acqua”, sia di raccolta dell’acqua piovana, per bagnare le piante presenti a scuola, l’orto o il giardino verticale, sia per fornire un’area di ristoro per le specie animali durante i periodi di siccità, posizionando vaschette d’acqua in zone d’ombra.
      – Costruire dei nidi artificiali o mangiatoie per gli uccelli, per aiutarli a nutrirsi in inverno.
  2. Queste attività consentono agli alunni di sperimentare l’impegno di occuparsi di altri esseri viventi e la gratificazione che se ne ricava (nel raccolto dei frutti del proprio orto, nell’osservare le farfalle e le api attratte dai fiori o gli uccelli che mangiano le briciole dalle mangiatoie), sostenendo lo svilupparsi di attenzione all’altro, supporto reciproco e cooperazione. Inoltre educano alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità, aspetti centrali nell’educazione dei futuri cittadini e obiettivi dell’Agenda 2030, e sono occasione di apprendimento situato di quanto affrontato sui libri di testo e di sperimentazione scientifica.
  3. In base al tipo di attività scelta, dividiamo gli alunni in piccoli gruppi, in modo che tutti partecipino alle diverse fasi di realizzazione e si mettano alla prova, turnandosi nei vari momenti e sostenendo i compagni che possono essere in difficoltà in una particolare fase.
  4. Guidiamoli in modo che siano loro stessi a decidere come procedere (quali piante piantare, dove creare i punti d’acqua…), fornendo loro o facendo cercare le informazioni necessarie e sostenendoli nei processi decisionali.
  5. Dopo ogni fase di lavoro, prevediamo un momento di scambio delle loro osservazioni e di confronto su quanto hanno sperimentato e vissuto, sottolineando di volta in volta gli aspetti specifici di attenzione e rispetto verso l’altro da sé. Formalizziamo anche gli elementi legati agli apprendimenti disciplinari, tramite foto che documentino le varie fasi, schede di sintesi e cartelloni.

La campagna “Più unici che rari”, è un laboratorio completo sull’inclusione: il percorso parte dai temi dell’identità e della consapevolezza di sè, prosegue con i temi del riconoscimento delle emozioni e dell’empatia e termina con attività sui temi del bullismo. Prevede inoltre un concorso per le classi, al quale è possibile partecipare entro il 1 marzo 2024.

Per maggiori informazioni: 055.9073999 | scuola@progettiedu.it

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Foto di copertina Alexas_Fotos su Unsplash

Giornata contro la violenza sulle donne: 4 consigli di lettura da proporre alla classe

in Letture in classe by

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ricorriamo a 4 letture per insegnare fin da subito il rispetto e la parità di genere

Torniamo anche quest’anno a parlare di violenza sulle donne (lo avevamo fatto qui in passato), lasciandoci aiutare da libri e fiabe per poter affrontare il delicato tema con i più piccoli: perché non è mai troppo presto per imparare il rispetto e, fondamentale per veder diminuire significativamente gli episodi di violenza, la parità di genere.

Fiabe in rosso

Nato a 4 mani (Lorenzo Naia l’autore e Roberta Rossetti l’illustratrice), Fiabe in rosso è un progetto nato per combattere la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere, adatto dai 5 anni in su.

Una raccolta di fiabe con protagoniste femminili in cui la trama evolve in maniera diversa da quella che abbiamo ascoltato tante volte:

E se fosse Biancaneve a salvare il principe?

Questo per ricordare a tutti i bambini che il finale della loro storia (della loro vita), non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro.

Gli inserti di carta di giornale che si trovano all’interno del libro rimandano alla realtà e alla cronaca, e la tecnica del collage rimanda anche graficamente al processo di costruzione di una fiaba

Chiamarlo amore non si può

Scritto per bambini dai 12 anni in su, riunisce storie vere di 23 scrittrici, tutte dedicate al tema della violenza sulle donne.

Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all’altro/a di essere se stessi. (…) 23 scrittrici per ragazzi vi offrono questi racconti per aiutarvi a riflettere e a dialogare, perché non rimaniate in silenzio di fronte ai tremendi fatti di cronaca. Ma anche perché sappiate reagire a ciò che può succedere intorno a voi, non solo quando si tratta di violenza fisica, ma anche di gesti e comportamenti che comunque feriscono profondamente. 

Quante tante donne | Le pari opportunità spiegate ai bambini

Di Anna Sarfatti, insegnante alle scuole primarie e scrittrice di romanzi per bambini, una lettura (dai 7 anni in su) per imparare a sognare in grande e a credere che tutto sia possibile nella vita!

Le bambine giocano con le bambole, i bambini con le costruzioni. Le donne fanno le segretarie e gli uomini i presidenti. Ma chi lo ha deciso? Non a tutte va bene così! Ecco allora un modo per imparare a lottare per i propri sogni, a capire che da grande si può fare la mamma e la casalinga, ma anche la sindaca e l’inventrice o, perché no, la fotografa di ragnatele e l’accompagnatrice di sirene.

Bruco blu

Infine, una fiaba illustrata, per tutte le età! Il Bruco blu, di Tiziana Di Ruscio (sopravvissuta al femminicidio), ci racconta che uscire dalla violenza è possibile, nonostante il più delle volte questa si annidi negli affetti, dentro la propria casa, sotto le spoglie di chi in realtà dovrebbe proteggerci.

Un racconto di sofferenze, di tante storie comuni, di vissuti quotidiani di bambini ma soprattutto la speranza che si può riprendere in mano la propria vita e tornare ad essere felici.

Bloccare la spirale di violenza sulle donne  è possibile, ma solo educando i bambini al rispetto di sé e degli altri, dando loro il buon esempio a casa (i genitori) e a scuola (gli insegnanti).

Insegniamo loro a riconoscere e abbattere ogni stereotipo, affinché diventino adulti più attenti e consapevoli nelle loro relazioni future.

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(In)Sostenibili Terrestri: la campagna educativa dedicata alla sostenibilità!

in Approcci Educativi by
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Essity, l’azienda leader nell’igiene e nella salute, lancia “(In)Sostenibili Terrestri – Piccoli gesti per salvare il pianeta”, una campagna educativa tutta green: scopriamola insieme!

(In)Sostenibili Terresti -– Piccoli gesti per salvare il pianeta è il nome della campagna educativa promossa da Essity – azienda leader nell’igiene e nella salute, con brand dal calibro di Nuvenia, Tempo e Tena – in collaborazione con Legambiente, che vede anche la partecipazione di aBetterPlace (realtà leader in Italia nello studio dei comportamenti umani) e del giornalista ambientale e geografo Emanuele Bompan.

(In)Sostenibili Terresti: di cosa si tratta?

L’idea di fondo è indagare sul gap tra intenzioni sostenibili e comportamenti reali degli italiani, promuovendo al contempo pratiche quotidiane di consumo improntate alla sostenibilità, grazie ad una pratica guida con utili consigli da seguire.

Se infatti da una parte si parla sempre più frequentemente di sostenibilità, dall’altra molti continuano a non essere consapevoli dei comportamenti corretti da adottare nel quotidiano per essere, appunto, più sostenibili.

La guida, che si presenta come un libro di narrativa, è già online ed è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale del progetto (disponibile anche in audiolibro): la trovate qui!

La campagna scuola

È partita a settembre la campagna scuola legata al progetto (In)Sostenibili Terresti -– Piccoli gesti per salvare il pianeta, realizzata da Librì Progetti educativi, e che coinvolge 500 classi Secondarie di I e II grado di tutto il territorio nazionale.

Le classi partecipanti riceveranno gratuitamente un kit didattico composto da una guida per il docente curata dalla scrittrice Paola Zannoner, con attività laboratoriali e Infografiche di approfondimento. Come supporto ai materiali cartacei, una piattaforma digitale all’interno della quale trovare risorse aggiuntive per gli studenti, incluso un podcast. I docenti delle classi partecipanti riceveranno un attestato con i crediti formativi MIM.

Le classi coinvolte nel progetto avranno l’opportunità di affrontare un percorso di approfondimento sulle diverse tematiche legate alla sostenibilità ambientale, tra cui:

  • Scelte alimentari sostenibili;
  • Attuazione di comportamenti attenti all’ambiente come la riduzione dei rifiuti, la riduzione degli sprechi energetici, un utilizzo corretto dell’acqua;
  • Adozione di una mobilità sostenibile

A conclusione del percorso educativo, poi, gli studenti effettueranno un’inchiesta dedicata a un’emergenza ambientale sul territorio del loro quartiere o comune.

Infine, un concorso premierà le migliori inchieste con un set da vero reporter sul campo: fotocamera, pc portatile e videocamera!

Essity: un’azienda dal cuore green

È senza dubbio green il cuore di Essity, che già si occupa di economia circolare e di supporto alla popolazione femminile in condizioni di estrema vulnerabilità.

Come ha spiegato Massimo Minaudo, Amministratore Delegato dell’azienda:

In Essity ci impegniamo ogni giorno per rompere le barriere al benessere delle persone, creando al contempo valore sostenibile negli ambiti di igiene e salute. Il nostro obiettivo per il 2050 è di arrivare a zero emissioni nette e tutte le nostre innovazioni si muovono in questa direzione. Sono però importanti il coinvolgimento e il contributo di tutti, soprattutto delle nuove generazioni.

Essity ha infatti dimostrato grande attenzione verso quelli che sono gli obiettivi dell’Agenda 2030; in particolare il 3 (Salute e benessere), il 5 (parità tra i sessi), il 6 (Acqua pulita e buone pratiche d’igiene), il 12 (consumo e produzione responsabili), il 13 (agire per il clima) e il 15 (una vita migliore).

Ma scopriamo di più su questa azienda dal cuore green facendo due chiacchiere con Laura Deni, Italy Communications Manager di Essity.

Come è nato il progetto (In)Sostenibili Terrestri?

(In)Sostenibili Terrestri – Guida Supermoderna per umani che vogliono salvare il Pianeta…o quasi” nasce da una ricerca che abbiamo condotto in Essity a livello globale nel 2021 per indagare le abitudini dei consumatori e, in particolare, gli effetti della pandemia sui loro comportamenti in tema di sostenibilità. Dai dati relativi all’Italia, è emerso come la pandemia abbia modificato gli stili di vita e aumentato la consapevolezza delle persone di far parte di un ecosistema da salvaguardare. Tuttavia, si è rilevato un importante gap tra il “dire e il fare”, un divario tra quanto gli italiani dichiarano e come di fatto agiscono, dovuto a molteplici fattori.
In collaborazione con Legambiente, aBetterPlace (realtà leader in Italia nello studio dei comportamenti sociali e di consumo) ed il giornalista ambientale Emanuele Bompan, abbiamo quindi lavorato per oltre un anno alla ricerca di soluzioni volte a colmare questo gap. E così è nato (In)sostenibili Terrestri, la nostra “guida” ai comportamenti sostenibili, non l’ennesimo vademecum che dica cosa fare e cosa non fare, ma un racconto illustrato, dal linguaggio diverso, il tono fresco e coinvolgente, un prodotto narrativo divertente e adatto a tutte le età. 

Il protagonista del racconto è un alieno che per errore arriva sulla Terra, entra in contatto con gli esseri umani e con i loro comportamenti e inizia a farci notare che, nella vita quotidiana, siamo un po’ tutti “insostenibili terrestri”. Con un linguaggio semplice e a tratti ironico, questa narrazione (disponibile sia in formato scritto che in audiolibro) ci ricorda che ognuno di noi può fare davvero la differenza nella propria quotidianità.

Cosa vi ha spinto a realizzare una campagna educativa da promuovere nelle scuole?

In Essity ci impegniamo ogni giorno per rompere le barriere al benessere delle persone, creando valore sostenibile negli ambiti di igiene e salute e al contempo contribuendo alla salvaguardia del pianeta con le nostre innovazioni. Siamo convinti che siano importanti il coinvolgimento e il contributo di tutti, soprattutto delle nuove generazioni. Per questo abbiamo deciso di percorrere un pezzo di questo nostro percorso al fianco di Librì, editore leader in Italia nei progetti realizzati per le scuole. Il progetto educativo che è nato insieme a Librì porta l’esperienza di (IN)sostenibili Terrestri in un dialogo diretto rivolto ai più giovani. Sono loro i protagonisti del futuro e oggi più che mai stanno diventando via via più consapevoli degli sforzi necessari per viverlo davvero in modo sostenibile.

Che risultati vi aspettate da questa campagna educativa?

Il progetto (IN)sostenibili Terrestri entrerà in oltre 500 classi, secondarie di I e II grado, di tutto il territorio nazionale e, grazie a percorsi strutturati con gli insegnanti, i ragazzi coinvolti avranno l’opportunità di affrontare un percorso di approfondimento su diverse tematiche legate alla sostenibilità ambientale. Siamo molto orgogliosi di questo progetto e non vediamo l’ora di raccogliere le idee ne nasceranno!

Grazie ad un concorso a conclusione dell’esperienza, contiamo di raccogliere tantissimi utili spunti dai ragazzi, che siamo certi saranno fondamentali per far vivere (IN)sostenibili Terrestri nell’esperienza diretta.

Avete già in mente degli sviluppi futuri relativi a questa campagna educativa?

(IN)sostenibili Terrestri è un progetto in divenire, che intendiamo aprire ad ogni spunto e sviluppo di chi vorrà parteciparvi attivamente, crediamo che sarà accolto con entusiasmo dai ragazzi e ci auguriamo che il percorso possa essere ancora lungo e stimolante. Questo è il primo anno in cui viene avviata la campagna educativa insieme a Librì, una prima volta in assoluto per noi: siamo curiosi di vedere come verrà accolta dai ragazzi e dagli insegnanti. Loro sono il nostro target primario, rappresentano il nostro futuro, sono loro che oggi hanno le potenzialità per migliorare la terra che abitiamo, noi “adulti” abbiamo però il compito di fornire loro gli strumenti migliori per poterlo fare.

Sono convinta che la nostra guida possa diventare nelle loro mani un ottimo strumento per aiutarli a ragionare e a scovare quelle “cattive” abitudini che purtroppo facciamo fatica ad abbandonare e a trovare nuovi modi per cambiare marcia. Allo stesso tempo, sono fiduciosa che saranno loro i primi a darci una mano per studiare insieme il futuro di questa campagna. Ascoltare le loro voci, le loro esperienze pratiche e tutto quanto emergerà nelle loro classi sarà la risposta migliore.

Cliccando qui è possibile avere maggiori informazioni sulla campagna educativa e richiedere il kit gratuito!

Festival “Educhiamoci – Giornate per l’Educazione”: al via la terza edizione!

in Scuola by

A Vittorio Veneto dal 16 al 21 ottobre, il Festival dedicato all’educazione proporrà tanti eventi gratuiti sia in presenza che in diretta web!

Un festival per studenti, genitori, insegnanti, professionisti dell’educazione e della salute e per chiunque abbia interesse verso il mondo e la crescita dei giovani: questo è “Educhiamoci – Giornate per l’Educazione”!

Organizzato dal 16 al 21 ottobre dal Comune di Vittorio Veneto, il festival – di cui Librì Progetti Educativi è Media Partner – è alla sua terza edizione, che per questo anno ha come titolo “Ci vuole coraggio”.

“Coraggio”, termine che evoca la possibilità di superare le nostre paure, e che contiene al suo interno la parola “cuore”, fondamentale in educazione.

Pensare con il cuore – esiste infatti anche un cervello del cuore, luogo del sentire, dell’affettività, della connessione con le emozioni degli altri – è ciò che ogni genitore, educatore, insegnante dovrebbe fare, imparando da chi è maestro in questo: i bambini e le bambine.

“L’educazione” – dice Antonella Caldart,  Assessore alle Politiche Scolastiche e al Sociale – “è per noi e per tutti gli esperti che a vario titolo offriranno il proprio contributo a questa iniziativa, un tema di interesse centrale per costruire un presente di qualità e un futuro migliore: un impegno serio verso le nuove generazioni, da condividere con l’intera società di cui siamo parte”. 

I relatori di quest’anno (trovi QUI l’elenco completo) saranno dunque chiamati, prima che a “fare”, ad “essere”, guardandosi dentro di sé per poter entrare in relazione con il bambino, la bambina, il ragazzo e la ragazza.

Il festival – il cui programma è stato ideato da I AM SERVIZI –  propone 20 incontri, 24 relatori, laboratori per le scuole e i professionisti e tante altre iniziative per le famiglie. 

Tutti gli eventi sono gratuiti in presenza e visibili in diretta online sulle pagine Facebook e Youtube del festival.

Scarica QUI la brochure con il programma dettagliato, iscriviti QUI agli eventi gratuiti e clicca QUI per visitare il sito del festival, dove trovare tutte le informazioni a riguardo!

Genitori, insegnanti: i consigli di lettura per voi… con un pizzico di ironia!

in Letture in classe by

Guida semiseria per libri da mettere in valigia: pensati per gli adulti, ecco i nostri consigli di lettura per ritemprare mente e corpo!

Lo dichiariamo subito: l’intento è quello di offrire a genitori e/o insegnanti, spassosi consigli di lettura da ombrellone (o da picco di una montagna, o da sdraio nel giardino di casa!), in grado di sollazzare e, perché no, anche regalare qualche utile insegnamento, strizzando l’occhio a un po’ di sana ironia!

Iniziamo dunque la sfilata invitando sul nostro red carpet un grande successo letterario dal 2020, ovvero il Quaderno di compiti delle vacanze per adulti, ben 150 esercizi passatempo che regalano fino a 120 ore di divertimento. Una sola regola da seguire: spegnere il cellulare e prendere una matita!

Annoiarsi: che privilegio!

Tra lavoro e hobby, questo ultimo anno e mezzo, vissuto in clima pandemico, ha aumentato notevolmente il vostro rapporto con uno schermo (pc, laptop, cellulare)? È il momento di riappropriarvi del tempo e della mente, riguadagnandovi qualcosa di tremendamente sottovalutato: il diritto alla sana noia! Se la cosa vi stuzzica, dunque, tra i nostri consigli di lettura non può mancare il libro Come annoiarsi meglio!

Parola d’ordine: relax!

Mettiamoci belli comodi, pennarelli alla mano, e godiamoci un po’ di sano, sereno e calmo relax, perché no colorando bellissimi disegni: la psicologia, infatti, ci conferma l’utilità del colorare per combattere lo stress.

Infatti, quando ci si concentra su un’ attività manuale – come appunto il colorare – la mente si alleggerisce da preoccupazioni e pensieri che continuamente ci tormentano!

E se colorare casette e gattini non fa per voi, ecco la soluzione:  il libro Sono allergico alla stupidità, mi fa salire il sarcasmo vi regala 35 pagine antistress, con frasi irriverenti da colorare per rilassarsi e mandare via lo stress!

Preferite una versione più “Girl power”? Eccovi Non c’è limite a ciò che noi Donne possiamo realizzare, il libro da colorare motivazionale dedicato alle donne!

Andiamo nel pratico!

Se al colorare o al risolvere rebus e giochi di abilità preferite libri più pratici, in grado di insegnarvi l’abc di un hobby che nasce da una vostra passione, la scelta allora è veramente ampia: dai manuali per principianti per imparare uno strumento musicale, a quelli per far proprie le frasi in inglese più utili per viaggiare all’estero, passando per il vademecum per diventare professionisti di uncinetto o, perché no, disegnatori di manga e anime, argomento, come abbiamo visto qui, molto amato anche dai ragazzi! C’è davvero solo l’imbarazzo della scelta!

E se adesso il dubbio vi assale perché la scelta su cosa leggere in vacanza è diventata assai ardua, potete sempre ricorrere al Libro delle risposte che stavi aspettando: saprà sicuramente sciogliere i vostri dubbi amletici!

Buona lettura!

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ChatGPT: strumento da sfruttare o da temere?

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ChatGPT: un mostro a tre teste in grado di fare fuori la nutrita schiera di copywriter, designer e content creator o, al contrario, un fido alleato grazie al quale migliorare le proprie performance?

Come sempre, facciamo un passo indietro e spieghiamo intanto cos’è ChatGPT.
Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante nella sua capacità di comprendere e interagire con gli esseri umani.

Una delle più recenti innovazioni è rappresentata dai chatbot basati su GPT (Generative Pre-trained Transformer), una tecnologia di apprendimento automatico che consente di creare conversazioni sempre più naturali e fluide.

Che l’argomento sia storia, geografia, matematica, fisica, si apre la finestra, si fa una qualsiasi – veramente, qualsiasi – domanda, e nel giro di mezzo secondo ecco sciorinata la risposta: a volte imprecisa, non infallibile, ma tendenzialmente corretta.

Certo non va preso come un oracolo, per stessa ammissione del co-fondatore e amministratore delegato di OpenAI (che l’ha creato), Sam Altman:

ChatGPT è incredibilmente limitato, ma abbastanza bravo in alcune cose da creare un’impressione ingannevole di grandezza. È un errore fare affidamento su di esso per qualcosa di importante in questo momento. È un’anteprima del progresso; dobbiamo ancora lavorare molto sulla robustezza e sulla veridicità.

“Un’anteprima del progresso”: ma si può considerare progresso ricevere risposte non più da persone competenti che hanno studiato, fatto esperienza e formazione, ma da un algoritmo?

I suoi usi

Quali possano essere gli utilizzi di ChatGPT è presto detto:

  • Assistenza automatizzata — è in grado di generare risposte automatiche in una conversazione con un utente umano e di rispondere in modo proattivo, con un linguaggio naturale.
  • Generazione di testo — può redigere descrizioni di prodotti, post per social network, articoli di giornale, e-mail…
  • Riepilogo automatico — la sua capacità di apprendimento e comprensione del testo lo rende adatto per riassumere lunghe conversazioni e documenti autonomamente, decisamente utile per studenti e professori.
  • Traduzione automatica — conosce molteplici lingue e traduce in modo del tutto automatico.
  • Generazione di codice — può generare script e righe di codice in diversi linguaggi di programmazione.
Ma quindi può sostituire l’uomo?

Questa è la domanda che attanaglia le menti dei più. Noi abbiamo deciso di rivolgerla proprio a ChatGPT, che ha optato per il politically correct; ecco la sua risposta:

Come modello di linguaggio AI, posso assistere gli esseri umani nell’esecuzione di determinate attività, come rispondere a domande, fornire informazioni ed eseguire attività di elaborazione linguistica di base. Tuttavia, non posso sostituire completamente il lavoro umano poiché non sono in grado di svolgere compiti fisici o compiti che richiedono creatività, empatia e pensiero critico. Il mio scopo è assistere gli esseri umani e rendere più facile il loro lavoro, non sostituirli.

E io, da umanista convinta, mi aggrappo a quel “non sono in grado di svolgere compiti che richiedono creatività, empatia e pensiero critico”. La conoscenza umana, infatti, non è certo un semplice insieme di dati e di informazioni; è un qualcosa che si fonda e si evolve sulle esperienze, sui sentimenti, sul sentire unico di ogni essere umano. Ed è proprio questo a generare valore. Per fortuna, aggiungo!

Dobbiamo temere l’IA?

Non poter distinguere facilmente se un testo è stato generato da un algoritmo o da un umano, potrebbe in futuro portarci ad avere a che fare con sempre più testi falsi. Futuro nemmeno troppo lontano, visto che alcuni studenti già utilizzano lo strumento per scrivere i propri temi scolastici…

Ma la questione non è se la tecnologia sia o meno cattiva; piuttosto, come essa viene utilizzata. Del resto, un coltello lo si usa per affettare il pane, ma c’è chi lo trasforma in un’arma, no?

Nella nostra dimensione, in cui reale e virtuale sono due facce della stessa realtà, ciò di cui si ha bisogno è l’intelligenza umana, l’etica. L’uomo, storicamente, raggiunge sempre nuovi strumenti in più: ma sta a lui saperli usare con criterio e con beneficio di tutti.

Se volete leggere un altro articolo sul tema del digitale, cliccate qui!

Foto di copertina by Jonathan Kemper su Unsplash

Gita scolastica: 3 proposte da valutare per il prossimo anno!

in Attività di classe/Zigzag in rete by

3 proposte di musei – dislocati nel centro Italia, per iniziare a farsi un’idea sull’offerta formativa del prossimo anno, in materia di “gita scolastica”!

Toscana, Emilia Romagna e Marche: le 3 proposte museali che andiamo a proporvi per la gita scolastica del prossimo anno sono dislocate in queste 3 regioni dell’Italia centrale!

L’Italia è territorio assai fertile di musei – vanta 4.908 tra musei, aree archeologiche, monumenti e ecomusei aperti al pubblico (dato aggiornato al 2018) – e accanto ai grandi nomi come la Galleria degli Uffizi, il Museo Egizio, il Museo Archeologico di Napoli, i Musei Vaticani, la Pinacoteca di Brera (e molti, molti altri!), c’è un folto gruppo di musei minori, che meritano comunque una visita o, perché no, una gita scolastica, magari unendola ad altre mete circostanti.

IL MUME – SAN MINIATO (PISA), TOSCANA
Una sala del MuMe

Il Museo della Memoria (MuMe), nel piccolo ma delizioso borgo di San Miniato, nasce dalla volontà di dare alla città uno spazio dedicato alla conservazione dell’insieme di valori e testimonianze della storia più recente della comunità, con particolare riferimento ai fatti della Seconda Guerra Mondiale, ai valori dell’antifascismo e della Resistenza, rappresentati nella Costituzione italiana.

La raccolta museale – articolata in tre sezioni – copre un periodo che va dal 1921, anno in cui anche a San Miniato furono instituiti i Fasci di combattimento, al 1946, quando con le prime elezioni democratiche a suffragio universale si proclama la nascita della Repubblica.

L’obiettivo del Museo, che oltre agli oggetti vanta una struttura di supporto multimediale di ultima generazione, è promuovere la salvaguardia della memoria storica e favorire un’ attiva e consapevole cultura della pace e della convivenza civile.

Perché è perfetto per una gita scolastica? Perché è anche uno dei principali musei didattici del territorio, offrendo agli studenti la possibilità di rivivere la microstoria locale del ventennio fascista tramite gli oggetti e le testimonianze raccolte. Qui è possibile scaricare un esempio di materiale didattico del museo.

MUSEO DEL BALì – COLLI AL METAURO (PESARO E URBINO) – MARCHE
La villa che ospita il Museo del Balì

Con il suo motto “Vietato NON toccare”, ha catturato la nostra attenzione! Il Museo scientifico del Balì di Colli al Metauro offre:

  • postazioni interattive che mostrano in modo divertente i principi scientifici;
  • un osservatorio astronomico;
  • un planetario in cui gli animatori conducono il pubblico alla scoperta della volta celeste, illustrando i principi per orientarsi nel cielo, i moti dei pianeti, le stelle e le costellazioni.

Ospitato in una stupenda villa settecentesca, è un luogo speciale dove si parla di scienza utilizzando la scienza; nove sale per altrettante tematiche suddivise tra percezione fisica (onde, luce, forze, elettromagnetismo), matematica, scienze della terra, scienze della vita (inaugurate nel 2016) e astronomia (inaugurazione 2019).

Clicca qui per consultare l’elenco degli exhibit con un approfondimento sui contenuti. Per le scuole l’osservatorio offre laboratori diurni per osservare il Sole e sessioni serali per l’esplorazione degli oggetti celesti di stagione. Da Settembre 2014 l’Osservatorio è utilizzabile in remoto dalle Scuole più lontane.

I MUSEI DEL CIBO DELLA PROVINCIA DI PARMA
Gli 8 musei del cibo della provincia di Parma

Museo del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto di Parma, della Pasta, del Pomodoro, del Culatello, del Vino, del Salame di Felino e del Porcino di Borgotaro: un circuito di 8 musei che fa venire l’acquolina in bocca, perfetti per imparare l’importanza di una corretta alimentazione e la grande varietà della nostra tavola!

Si ripercorre così la storia degli uomini e dei prodotti che hanno reso unico un territorio, attraverso la visita ma anche la degustazione, i laboratori e i giochi di discussione: un’ampia offerta di attività educative per le scuole di ogni ordine e grado. Molte si prestano ad essere spunti o approfondimenti per progetti più ampi, legati a singole materie curricolari o interdisciplinari.

I Musei del Cibo, infatti, credono nella creazione di un rapporto profondo con le Scuole che vada ben oltre la semplice visita e offerta di attività. Per questa ragione offrono agli istituti la possibilità di co-progettare e avviare percorsi su tematiche particolari che interessino sia le Scuole che i Musei.

Alimenti tipici, alimentazione, paesaggio, intercultura, museologia, ambiente, civiltà contadina, storia del territorio, letteratura per l’infanzia, storia delle tecnologie, esplorazioni: molti sono i temi sui quali si può pensare di avviare progetti di collaborazione con il museo!

Se sei in cerca di una mostra interessante – aperta fino al 2 luglio – dai un occhio a questo articolo!

Foto di copertina by Giu Vicente su Unsplash

Galleria BPER Banca: tra Modena e Genova, musei che strizzano l’occhio alle scuole.

in Arte, Musica e Spettacolo/Zigzag in rete by

Non solo opere da ammirare, ma un interessante percorso laboratoriale per le scuole: scopriamo la Galleria BPER Banca.

Nel sito dedicato alla Galleria BPER Banca, se ne leggono chiaramente le finalità. Lo spazio è infatti concepito come un

luogo di scambio culturale, dove l’arte dialoga quotidianamente con il pubblico in modo vivace e vitale.

È dal 2017 che BPER Banca gestisce in modo più maturo e consapevole il proprio patrimonio culturale, grazie proprio a La Galleria, che valorizza, tutela, conserva e rende fruibile una delle maggiori corporate collection italiane, con un migliaio di opere d’arte di pregio.

Le mostre

“Nelle stanze dell’arte. Dipinti svelati di antichi maestri” è la mostra della Galleria BPER Banca che – proseguendo nell’attività di promozione del proprio patrimonio artistico – dal 17 marzo al 2 luglio 2023 è allestita negli spazi modenesi di via Scudari 9.

Si tratta di un nuovo approfondimento dedicato alla pittura emiliana dal XIV al XVIII, che offre ai visitatori la possibilità di visionare alcuni ulteriori capolavori del nucleo modenese, che in occasione di una precedente mostra del 2017 non furono accessibili al grande pubblico.

Visitabile da venerdì a domenica con orario 10.00-18.00, la mostra è a ingresso libero e gratuito. Per visite guidate e scolaresche scrivere o chiamare: lagalleria@bper.it | +39 059 2021598. Ulteriori info qui.

“Sinfonie d’arte. Capolavori in dialogo tra Modena e Genova” è invece il nome della mostra che aprirà al pubblico dal 21 aprile fino al 23 luglio 2023, negli spazi del Palazzo Doria – Carcassi di Genova.

Un dialogo quotidiano tra l’arte e il suo pubblico, dicevamo ad inizio articolo, e l’arte dialoga in special modo con i bambini, dal momento che le classi che si prenoteranno sia per la mostra a Modena che per quella a Genova, riceveranno un kit digitale – dal titolo Giocare con l’arte – che prevede un percorso laboratoriale da fare prima, durante e dopo la visita.

I partecipanti alle mostre della Galleria BPER, inoltre, riceveranno come gadget un piccolo taccuino in stile sketchbook dal titolo Il Passamostre. Per liberi viaggiatori dell’arte.

Foto ci copertina dal sito https://www.lagalleriabper.it/

Giornata Internazionale della Felicità: come riconoscerla?

in Affettività e Psicologia/Attività di classe by

Il 20 marzo si festeggia la Giornata Internazionale della felicità: un consiglio di lettura potrebbe aiutarci a riconoscere questo prezioso stato!

Lunedì 20 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Felicità. Fu proprio l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nel 2012, ad istituirla:

«L’Assemblea generale […] consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica […]»

Perché proprio il 20 marzo? Perché coincide con l’equinozio di primavera, simbolo beneaugurante di rinascita della Natura: non poteva esistere data migliore!

Se fosse felicità?

Ma come si riconosce la felicità?

Arturo, Zoe e Giulio, i protagonisti del libro Se fosse felicità, una storia avventurosa e piena di emozioni, riflettono proprio sulla cosa più bella del mondo – la felicità appunto – e su come provare a ricercarla.

Il libro fa parte del kit dell’omonima campagna educativa per la scuola primaria, dedicata al tema dell’affettività e dell’inclusione, realizzata da Librì Progetti Educativi in collaborazione con Eulab srl – Laboratorio della Felicità.

Oltre ad affrontare il tema dell’inclusività, la campagna ha l’obiettivo di accompagnare i più piccoli alla scoperta di questo stato d’animo, non solo come emozione ma anche come competenza da allenare.

Proprio così: ci vuole allenamento per imparare ad essere felici!

QUI trovi alcune attività tratte dalla campagna educativa, da poter proporre in classe

E il genitore, cosa può fare per educare suo figlio o sua figlia a provare questo stato d’animo? Come affermava Maria Montessori:

“L’adulto deve farsi umile e imparare dal bambino ad essere grande.”

È solo grazie a questo atteggiamento, infatti, che il genitore comprende i veri bisogni del bambino, aiutandolo a guadagnare autostima e benessere interiore. Buona Giornata Internazionale della Felicità!

Gender Gap nelle STEM: tema caldo a DIDACTA e non solo!

in STEM ed Esperienze digitali/Zigzag in rete by

Donne e materie STEM: a che punto siamo? Breve analisi sul tema, con tre convegni da non perdere a DIDACTA, una campagna educativa e un’attività gratuita da scaricare!

Quest’anno a DIDACTA, la più importante manifestazione sull’innovazione della scuola in Italia (8-10 marzo, Fortezza da Basso, Firenze), sarà dato ampio spazio al tema delle STEM, ma non solo.

Sarà na tre giorni con oltre 800 eventi formativi, tra workshop, seminari e convegni, dedicati al mondo della scuola (qui trovi il nostro articolo sulla passata edizione, e qui il programma di quest’anno).

Visto dunque che le danze si apriranno proprio l’8 marzo, giornata della Festa della Donna, viene naturale una riflessione a proposito di Donne e Materie STEM.

A che punto siamo?

Non la tiriamo per le lunghe lo diciamo subito: nonostante l’importante raggiungimento della parità di genere nell’educazione di primo e secondo livello (anzi, le donne, in Europa,  sono addirittura più inclini a intraprendere gli studi universitari), non siamo ancora ad un buon punto. Il gender gap è infatti ancora assai evidente, davanti a noi.

Le statistiche parlano chiaro: nel mondo, anche se risultano più donne iscritte all’università, meno di 4 laureati su 10 nelle materie STEM sono donne. Inoltre, il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea degli uomini laureati STEM è più elevato di quello femminile (91,8% contro l’89%), così come la retribuzione non risulta paritaria: le donne laureate in queste materie ricevono circa 300 euro mensili in meno della controparte maschile.

Percorso STEM? No, grazie!

Fattori individuali, elementi sociali, background familiare: sono molti i motivi che tengono le ragazze alla larga dalle materie scientifiche.

  • Mancanza di motivazione personale e di autostima: non ci si sente in grado di poter addentrarsi dentro materie oscure come la matematica.
  • Pregiudizi e stereotipi duri a morire: fin da piccole le bambine sono portate a sentirsi inferiori ai maschi, nelle materie scientifiche.  
  • Mancanza di modelli nell’immaginario collettivo, che alimenta gli stereotipi persino negli insegnanti (a proposito degli sparuti modelli femminili nel campo delle STEM, invitiamo i docenti a raccontare agli studenti e alle studentesse la storia di Rosalind Franklin, perfetto simbolo della posizione di inferiorità delle donne nel Pantheon della scienza).
  • Svantaggio nel luogo del lavoro: la questione “maternità” è ancora vista come un ostacolo all’ascesa della carriera lavorativa. A parità di competenze, si preferisce ancora assumere un uomo, libero da futuri obblighi famigliari.
Diversità come fattore essenziale nella ricerca

Risolvere questo gender gap, che abbraccia appunto anche il divario salariale, è una sfida che dobbiamo vincere non solo per i benefici individuali delle singole donne, ma per il bene della società stessa.

Avere più donne – e quindi individui – nella scienza, garantisce maggiore capitale umano in grado di affrontare le sfide tecnologico-scientifiche del futuro. Poter infatti osservare un problema da diverse prospettive aumenta la possibilità di trovare soluzioni, e questo perché la diversità di un gruppo di persone risulta più importante delle abilità individuali.

in risposta a ciò, e al peggioramento della condizione femminile dovuta al Covid-19, è stata formata una task force tutta al femminile dall’ex Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti (“Donne per un nuovo Rinascimento”), che include anche la promozione e l’incentivo a formarsi nelle materie STEM.

Tre convegni, una campagna educativa e un’attività gratuita

Tornando alla fiera DIDACTA, ecco qualche appuntamento da segnarsi in agenda, a tema STEM e Gender Gap:

Mentre in materia di campagne educative, “Futuri fantastici e dove trovarli. Le Stem senza differenza di genere” è la nuova campagna di Librì, realizzata in collaborazione con Capgemini, che ha come obiettivo quello di introdurre insegnanti e ragazzi al tema del gender gap nelle professioni STEM e più in generale alla tematica della scelta scolastica e professionale.

Infine, la Fondazione AIRC ci viene in aiuto e ci spiega in cosa consiste il lavoro del ricercatore e della ricercatrice, con test e attività da scaricare gratuitamente qui e da utilizzare in classe: buon lavoro!

Fonte articolo

Giornata Mondiale delle malattie rare: il punto di vista di UNIAMO per aumentare la conoscenza fra i banchi di scuola.

in Bisogni Educativi Speciali by

Annalisa Scopinaro è la Presidente di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare, uno dei 37 Enti e Associazioni di Pazienti che sostengono la campagna educativa Più Unici che rari, promossa da Sanofi e Librì Progetti Educativi. A lei rivolgiamo le nostre domande sul tema delle patologie rare.

Dopo la chiacchierata con Marcello Cattani – Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Farmaceutico Sanofi impegnato nella ricerca e sviluppo di farmaci per i malati rari – sul tema dell’inclusione, in occasione della Giornata Mondiale del prossimo 28 febbraio torniamo ad affrontare il tema delicato e ancora poco conosciuto.

Sanofi è una delle principali realtà industriali del settore farmaceutico, che da oltre 40 anni è impegnata nella ricerca di terapie innovative che possano migliorare la qualità di vita di persone affette da malattie gravi, croniche e progressivamente invalidanti.

Dalla collaborazione tra Sanofi e Librì Progetti Educativi, è nata nel 2019 Più unici che rari, la campagna educativa nazionale per le scuole primarie (classi IV e V) e secondarie di primo grado, il cui obiettivo è raccontare il valore dell’unicità di ciascun alunno e promuovere tra i bambini e i ragazzi l’importanza dell’accoglienza e dell’inclusione nell’ambiente scolastico, partendo da quelle difficoltà e barriere che possono nascere in presenza di patologie ma non solo.

Tra i 37 Enti e Associazioni di Pazienti che sostengono la campagna educativa Più Unici che rari, troviamo UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare in rappresentanza della comunità delle persone con malattie rare in Italia; ed è alla presidente Annalisa Scopinaro che rivolgiamo le nostre domande:

Quali sono i campanelli di allarme da tenere in considerazione per una diagnosi precoce di malattia rara?

La diagnosi precoce di malattia rara è fondamentale per dare un nome alla patologia e per avere accesso alle migliori terapie possibili. I tempi di diagnosi sono ancora troppo lunghi, come dimostrato da Eurordis: siamo oltre i 4 anni di ritardo. Le diagnosi precoci si ottengono dagli screening neonatali e con la corretta interpretazione di segni e sintomi evidenziati dai pazienti. Quanto un paziente ha un quadro complesso, che non trova spiegazione nonostante gli specialisti consultati, sarebbe opportuno farsi venire un “sospetto diagnostico” e indirizzare ad uno dei centri della rete nazionale delle malattie rare. 

Sempre in tema di diagnosi precoce: esistono dei test basati su sintomatologie da proporre alle famiglie?

Ad oggi esistono tecniche omiche che permettono l’individuazione di patologie anche complesse. Fondamentale è l’interpretazione dei risultati delle analisi, che deve essere fatta da esperti. In alcuni casi, come per esempio nelle neuromuscolari, il controllo del CPK può essere utile. Tutti gli esami devono però essere strettamente correlati ad una corretta anamnesi e raccolta della storia familiare per poter formulare un sospetto diagnostico attendibile. 

Cosa fare in caso di test positivi (ovvero che evidenziano il sospetto di una patologia)?

Se i test evidenziano una patologia rara, va capito se si rientra nei casi di esenzione dalla spesa sanitaria e individuato il centro di competenza, che possa indirizzare verso le migliori terapie e sistematizzare il caso nel registro malattie rare. 

Si è registrato, negli ultimi anni, un incremento dei casi di una qualche specifica malattia rara?

Come evidenziato nella campagna fatta da Uniamo per la Giornata Malattie Rare 2023, tutti i malati rari italiani riempirebbero un treno della metropolitana lungo 175 Km oppure 25 volte lo stadio di San Siro. Non ci sono però statistiche precise che forniscono informazioni sull’incremento di nuovi casi ogni anno. Sicuramente negli ultimi anni, gli sforzi congiunti delle Associazioni Pazienti in termini di sensibilizzazione e delle Aziende Farmaceutiche in termini di ricerca hanno permesso a tanti malati rari di trovare una diagnosi e una terapia.

Aggressione liceo Michelangiolo di Firenze: la condanna ai totalitarismi nella lettera della Preside del Da Vinci.

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A circa una settimana dal pestaggio avvenuto davanti al Liceo Michelangiolo di Firenze e a 2 giorni dalla manifestazione a Campo di Marte per protestare contro l’aggressione, pubblichiamo – vicini al suo pensiero – la lettera della preside del Da Vinci.

Risale allo scorso sabato 18 febbraio l’aggressione al Liceo Michelangiolo di Firenze, innescata da sei attivisti di Azione Studentesca durante un loro volantinaggio (non preannunciato in Questura), ai danni di almeno due studenti del collettivo di sinistra.

Mentre si continua ad indagare sulla dinamica e sull’individuazione di altri studenti coinvolti, 2 giorni fa si è tenuta la manifestazione – che ha raccolto circa 2000 persone a Firenze – per protestare contro l’aggressione, e ieri è stata resa pubblica una lettera della Preside dell’Istituto Da Vinci di Firenze, Annalisa Savino.

Vicini alle parole della Preside, la pubblichiamo per intero:

Sconnessi Day: un invito e un consiglio di lettura

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Riusciremo, questa sera, nella titanica impresa di spegnere il cellulare per un’ora? Noi di Occhiovolante ci proviamo – unendoci alla proposta dello Sconnessi Day – e ne approfittiamo per darvi anche un interessante consiglio di lettura.

Da 5 anni si festeggia, il 22 febbraio, lo Sconnessi Day, la giornata mondiale della Sconnessione da Internet. Nata nel 2018 in occasione dell’uscita del film “Sconnessi” di Christian Marazziti, questa ricorrenza vuole porre l’attenzione sulla nostra dipendenza dalla Rete.

Il problema si è fatto infatti sempre più serio, tanto da guadagnarsi anche un termine specifico:  “nomofobia” – acronimo di “No Mobile Phone Phobia” – che indica la paura di non essere rintracciabili e ritrovarsi improvvisamente disconnessi dalla Rete internet e mobile.

Quanti di noi, in maniera più o meno consapevole, controllano spesso se hanno campo, se hanno un livello di carica sufficiente, se è arrivata la notifica su Whatsapp piuttosto che su Facebook? Tanti, tantissimi. Continuamente.

C’è quindi davvero bisogno di questo Sconnessi Day, che più che un giorno (purtroppo 24 ore sono davvero tante lontane dal cellulare, considerando anche il fatto che tantissimi lo utilizzano come strumento di lavoro) si riduce a un’ora, dalle 20.30 alle 21.30. Un orario scelto non a caso, visto che coincide con quello della cena, momento in cui la famiglia dovrebbe raccogliersi attorno alla tavola, raccontandosi la giornata.

Consiglio di lettura

Questa Giornata ci offre l’occasione per consigliarvi un curioso libro, dall’alto potere nostalgico: “100 cose che abbiamo perso per colpa di internet”, di Pamela Paul. L’opera ci riporta nel «Preinternettiano», epoca in cui nessuno aveva idea di che cosa fosse un sito, uno smartphone o un’app digitale, per farci scoprire che cosa abbiamo perso o stiamo perdendo con l’avvento dell’online.

Così, il lettore si ritrova a sfogliare un vero e proprio inventario di 100 oggetti, emozioni e consuetudini (ma probabilmente sono molte di più) che sono letteralmente sparite dalla nostra vita.

Dall’antico timore che nessuno si ricordasse il nostro compleanno, alle lettere scritte a mano; dall’avventurarsi in un luogo sconosciuto armati solo di una mappa sbrindellata, all’immergersi completamente in uno spettacolo al cinema o a teatro.

Un libro che ci invita a ripensare le nostre giornate iperconnesse – e dunque perfetto per lo Sconnessi Day – perché possano tornare a riempirsi di creatività e smarrimento, lentezza ed empatia.

Ma soprattutto, la prima tra le cose che più ci ha colpito di questo volume, ci invita a riscoprire una grande risorsa che abbiamo perso: la noia. In fila dal dottore, in coda alle poste, persino nelle situazioni più monotone non ci permettiamo il lusso di annoiarci: tiriamo fuori lo smartphone ed eccoci connessi con persone, situazioni, gossip dell’ultimo minuto. Eppure, quanto sarebbe utile e sana un po’ di noia, che ci costringe a mettere in moto il cervello, cercando soluzioni creative a questioni o situazioni che dobbiamo gestire?

Personalmente, le idee migliori mi sono sempre venute al volante o sotto la doccia, gli unici due momenti in cui mi è letteralmente impossibile usare il cellulare: coincidenze? Non credo proprio.

Foto di copertina by Creative Christians su Unsplash

Spiegare l’amore ai bambini: come fare?

in Attività di classe/Zigzag in rete by

Ma poi, davvero l’amore si spiega, o piuttosto si mostra e dunque poi il bambino lo impara? Parliamone insieme!

Anche l’amore è una “buona pratica” quotidiana da mostrare ai bambini che, assistendo a gesti di gentilezza, rispetto e complicità, proprio come spugne li assorbono e li fanno propri, imparando a relazionarsi con gli altri in maniera sana.

Ma se vogliamo ancora di più accompagnare per mano i bambini alla scoperta del sentimento dell’amore, ecco 2 attività da poter fare insieme a loro, in classe come in famiglia!

Guardiamo le foto!

Anche se purtroppo la tecnologia ci ha fatto perdere la buona abitudine di stampare le foto, ne possediamo comunque a centinaia nei nostri dispositivi!

Invitate i bambini a scegliere le più belle della propria famiglia e a stamparle, chiedendo ai genitori di raccontare loro la storia di come è nato il loro amore. Sentire il racconto sfogliando le immagini è un buon modo per “vedere” l’amore!

Raccontiamo le favole giuste!

Storie coinvolgenti e belle illustrazioni possono essere davvero molto utili per raccontare questo forte sentimento. Ecco qualche suggerimento di libri da sfogliare insieme:

  • Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini di Mem Fox. Una filastrocca semplice rivolta ai bambini dai 6 mesi ai 2 anni. Ottima anche per iniziare a parlare di razzismo e multiculturalità!
  • Indovina quanto bene ti voglio di Sam McBratney, decisamente un classico per l’infanzia! Si tratta di una favola consigliata dai 2 anni in su.
  • Quando un elefante si innamora di Davide Calì e Alice Lotti, una tenera storia consigliata dopo i 5 anni.
  • Cuor di pettirosso di Ale + Ale: una favola consigliata dai 5 anni in poi.
  • Favola d’amore, di Herman Hesse, un libretto illustrato di poche pagine, consigliato dai 6 anni in su, in cui la narrazione e i dipinti di Hesse si fondono in un unicum inscindibile per descrivere la vicenda di un giovane pittore, Pictor.

E adesso, lasciamoci intenerire da questo video, in cui alcuni bambini e bambine rispondono alla difficile domanda “cos’è l’amore”…

Roberto Benigni accende Sanremo parlando della Costituzione!

in Letture in classe/Zigzag in rete by

Ad alcuni giorni di distanza dalla prima serata del Festival di Sanremo, ancora riecheggiano – forti del loro spessore morale – le parole di Roberto Benigni sulla Costituzione Italiana. Approfittiamone per parlarne una volta di più anche in classe!

La Costituzione è un documento vivo; bene dunque che se ne parli in qualsiasi contesto, a maggior ragione se si tratta di una piazza importante come quella del Festival di Sanremo.

A farlo è stato stato Roberto Benigni in un accorato monologo appassionato e appassionante, a pochi minuti dal fischio d’inizio della 74° edizione del Festival della Canzone Italiana.

Proprio al cospetto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dall’attore e regista toscano definito “fratello della Costituzione”dal momento che suo padre Bernardo fu uno dei costituenti, Benigni ha affermato che:

La Costituzione è un’opera d’arte, frutto dell’audacia dei costituenti che hanno saputo guardare al futuro, a noi e anche oltre.

Perché dunque non approfittare di questo intervento in TV – seguito dal 62% degli italiani – per non affrontare in classe alcuni degli articoli della Costituzione, come l’articolo 21 – il più importante per Benigni – quello ovvero sulla libertà di manifestare il proprio pensiero, che, afferma l’attore:

per me è l’architrave, il pilastro di tutte le libertà dell’uomo, il più semplice e il più forte.

Per affrontare il vasto tema possiamo farci aiutare dal libro “La scoperta dell’Italia | Lettere dal passato remoto del mio amico Virgilio”, che con humour e brillantezza racconta  il momento saliente della storia del nostro Risorgimento (il 1861, quando si combatte per l’Unità d’Italia), visto attraverso le lettere di un adolescente che lo ha vissuto, ritrovate in una soffitta da un suo coetaneo nel 2011.

Nel libro – un gioco continuo di chiama e rispondi – le due storie si intrecciano, narrando il momento storico in maniera fresca, moderna, attuale: come se la storia raccontata fosse la stessa, ma ambientata in due epoche diverse che si confrontano. La grafica accattivante, poi, rende tutto ancora più coinvolgente!

Scarica GRATUITAMENTE il libro qui: potrai leggerlo insieme ai tuoi alunni!

Approfondisci ulteriormente leggendo questo articolo.

Chi ha la stoffa del ricercatore? Un’attività di classe per scoprirlo!

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Com’è il lavoro del ricercatore? E soprattutto, cosa cercano di preciso questi uomini e queste donne, spesso giovani, curiosi di scoprire come funziona il mondo? La Fondazione AIRC ci viene in aiuto e ci spiega il tutto per filo e per segno, con test e attività da scaricare gratuitamente e da utilizzare in classe.

Con una definizione decisamente poetica ma altrettanto vera, potremmo dire che un ricercatore è uno scienziato che cerca di afferrare un sogno!

Può essere uomo o donna, parlare qualsiasi lingua, vivere in qualunque Paese, ma quello che lo caratterizza davvero è avere un obiettivo che lo spinge a studiare e lavorare di giorno e spesso anche di notte: scoprire il funzionamento delle cose.

L’importanza del ruolo del ricercatore è ben noto a Fondazione AIRC, che con “Una Costellazione luminosa”, propone un percorso educativo di classe sulla ricerca scientifica. Segui il link e scarica l’attività per la tua classe!

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE LA PRIMA ATTIVITA’ DI
“UNA COSTELLAZIONE LUMINOSA”

Foto di copertina by National Cancer Institute su Unsplash

Spiegalo con un Podcast: i nostri consigli di ascolto.

in Zigzag in rete by

Come veicolare contenuti eterogenei in modo piacevole e coinvolgente? Con un Podcast! Uno strumento educativo da affiancare alla didattica tradizionale, grazie al quale spaziare sia nei temi che nei linguaggi: prendi carta e penna e appuntati questo primo consiglio di ascolto!

Abbiamo già avuto modo di affrontare il tema del Podcast (qui per la prima volta e qui con le varie dritte per realizzarne uno con la classe) che – repetita iuvant – consideriamo un ottimo strumento per divulgare temi e approfondire i contenuti espressi con la didattica tradizionale.

Il podcast coinvolge, fa da sottofondo ad altre attività (mai provato ad ascoltarne uno mentre cammini all’aria aperta o mentre spadelli ai fornelli?), incuriosisce ed invita ad approfondire ulteriormente con letture o film sul tema, diverte persino o, perché no, fa pure un po’ paura (come “In compagnia del lupo“, il podcast dei Carlo Lucarelli  alla scoperta del lato oscuro delle fiabe).

ZooPodcast

Proprio in virtù del nostro apprezzamento del mezzo, cominciamo l’anno con il primo di una serie di articoli volti a consigliarti i Podcast che abbiamo trovato più interessanti, iniziando la carrellata con ZooPodcast.

ZooPodcast nasce dalla mente di Willy Guasti, naturalista e divulgatore scientifico, volto di Focus TV e gestore di Zoosparkle, uno dei progetti dedicati ad animali, evoluzione e paleontologia più seguiti in Italia.

Il podcast racconta – con un lieve e simpatico accento toscano – storie strane di animali, scoperte recenti e creature singolari, sia viventi che già estinte. Episodi sotto i 20 minuti che esplorano con un linguaggio semplice ma accattivante il variegato mondo animale, con tutti gli innumerevoli aneddotti e curiosità che ne derivano.

Disponibile qui su Spotify, Willy lo si può seguire anche su altri canali social:

  • Youtube: http://bit.ly/2MAC0Vf
  • Patreon: http://bit.ly/2OxVB6J
  • Instagram: http://bit.ly/2kcekn4
  • Twitch: http://bit.ly/2OxVB6J
  • Facebook: http://bit.ly/2lrACXh
  • Secondo Canale: http://bit.ly/39ucCIH

Buon ascolto e al prossimo consiglio!

Foto di copertina di Juja Han su Unsplash

L’importanza del teatro per le giovani generazioni

in Approcci Educativi/Arte, Musica e Spettacolo/Zigzag in rete by
teatro e giovani generazioni

Nella TOP 10 degli articoli più letti, abbiamo un articolo sul teatro. Un’esperienza che scaturisce emozioni formative e stimolanti per la mente delle giovani generazioni

Fare teatro è un’esperienza che coinvolge, fa riflettere, emoziona, avvicina agli altri; che siano le emozioni dei compagni sul palco, o l’empatico sentire del pubblico in ascolto. Questa è l’importanza di fare teatro, soprattutto per le giovani generazioni, e di questo ne avevamo già parlato qui.

Non è da meno, dunque, il “vedere teatro” che, nel caso in cui abbia come pubblico quello dei bambini, delle scuole e delle famiglie, con linguaggi e metodologie proprie dell’infanzia e dell’adolescenza, prende il nome di Teatro ragazzi.

Un po’ di storia

Mentre il teatro di figura e il teatrodanza si autodefiniscono in base agli elementi linguistici utilizzati, e il teatro sperimentale o di avanguardia lo fanno in base alla metodologia, il teatro ragazzi si autodefinisce in base al pubblico.

Nato inizialmente in Europa come fenomeno teatrale, il teatro ragazzi rappresenta, soprattutto in Italia, un vero e proprio genere teatrale, comprendente diversi tipi di spettacoli ed espressioni artistiche: il teatro d’animazione, il teatro dei burattini, il teatrodanza.

Il teatro ragazzi contemporaneo nasce in Italia alla fine degli anni sessanta come vero e proprio movimento, proprio in rapporto ai cambiamenti culturali dell’epoca, i quali portano ad un nuovo modo di concepire la scuola e il teatro, fondendo il teatro ragazzi con il teatro ‘per ragazzi’ e, attraverso il lavoro di alcuni operatori, esce dalla scuola e diventa autonomo, adottando stilemi propri, con un linguaggio al servizio dell’immaginario del bambino.

Perché è importante?

Dalle semplici fiabe – comunque portatrici di determinati valori – a spettacoli che mettono al centro temi civili forti, in grado di aiutare a comprendere meglio il presente e dunque a dare un senso al mondo: quella teatrale è un’arte che stimola sia la fantasia che il pensiero critico, aprendo alla diversità, sviluppando empatia.

Diffondendo la bellezza, l’arte e la cultura, il teatro è un veicolo sociale potentissimo, portatore di messaggi positivi.

Il teatro ragazzi ha dunque una grande utilità formativa, offrendo strumenti utili a capire e a dare un senso al proprio io e alla comunità: la scrittura, il movimento, il suono, l’immagine… tutto si fa veicolo di un sapere che attraverso la voce/il gesto dell’attore passa allo spettatore.

Pubblico di adulti e di ragazzi: quali le differenze?

Più estraneo alle forti emozioni, il bambino accoglie con entusiasmo ciò che gli viene mostrato, e più di un adulto si lascia andare alle esternazioni delle proprie emozioni: il riso, la paura, la commozione… tutto ciò che come pubblico il bambino riceve, lo restituisce a sua volta, raddoppiandone la potenza!

Teatro ragazzi: dove andare a vederlo?

Molte in Italia sono le compagnie specializzate nel Teatro ragazzi; ecco di seguito un elenco di alcune di queste, dove poter trovare il programma della stagione dedicata al pubblico delle giovani generazioni:

TEATRO DEL BURATTO MILANO
TEATRO DELLA TOSSE GENOVA
TIB TEATRO BELLUNO
TEATRINO DEI FONDI SAN MINIATO (PISA)
VENTI LUCENTI FIRENZE
KANTERSTRASSE TERRANUOVA B.NI (AREZZO)
FONTEMAGGIORE PERUGIA
TEATRI DI BARI
TEATRO LIBERO PALERMO

Foto di copertina by Barry Weatherall on Unsplash

Un’attività divertente da fare in classe con la galalite!

in Attività di classe by

Sapevate che dal latte è possibile ricavare una plastica modellabile che può essere realizzata anche in classe? Scopriamo insieme un bell’esperimento rapido e divertente!

Nella TOP TEN degli articoli più letti nel 2022, troviamo un interessante esperimento da proporre in classe con la galalite. Di cosa si tratta?

Antesignana della plastica, la galalite (dal greco gala=latte e lithos=pietra) è una materia dura, fabbricata a partire dal latte che non va a colpire gli animali o l’ambiente e per questo ci piace molto.

Di seguito vediamo come realizzarla in classe!

A chi si rivolge l’attività

L’attività è particolarmente adatta ad una classe prima di scuola secondaria di primo grado!

Temi affrontati

  • La materia
  • Il calore e la temperatura
  • Le basi della chimica

Finalità dell’attività

  • Distinguere un fenomeno fisico – che non altera la materia – da un fenomeno chimico, che al contrario comporta una trasformazione della materia
  • Conoscere i passaggi di stato (solido | liquido | gassoso | plasmatico)
  • Comprendere l’azione del calore sugli stati di aggregazione della materia
  • Saper eseguire una reazione chimica
  • Pianificare le diverse fasi per la realizzazione di un oggetto, impiegando materiali di uso quotidiano

Di cosa abbiamo bisogno?

  • latte scremato (un bicchiere)
  • aceto bianco (3 cucchiai)
  • colino
  • recipiente
  • 1 forchetta
  • stampi per biscotti
  • Carta da cucina

Tempi

  • Realizzazione: 30 minuti ca.
  • Attesa: 4-5 giorni ca.

E ora… mani in pasta!

  1. Scaldare il latte, spegnendo pochi secondi prima di raggiungere l’ebollizione
  2. Aggiungere l’aceto e mescolare. Mescolando costantemente, osservare che il liquido tende a separarsi. In questo modo si formerà la cosiddetta “cagliata”, una sostanza bianca e gommosa
  3. Procedere a separare la parte liquida (cioè il siero del latte, che non ci serve) da quella solida, utilizzando il colino e il recipiente, e schiacciando bene con una forchetta, per scolare bene il composto
  4. Asciugare il composto ottenuto con della carta da cucina
  5. Inserire il composto ottenuto all’interno dello stampo per biscotti
  6. Rimuovere il composto dallo stampo, con delicatezza
  7. Aspettare 4-5 giorni, o almeno fino a che la formina ottenuta non si è indurita: è possibile velocizzare l’attesa sistemandola sopra un radiatore acceso  
  8. Terminata l’attesa, il manufatto è pronto: con un tocco di pittura acrilica è possibile decorarlo e personalizzarlo

Osservazioni

  • Per far rapprendere (“cagliare”) il latte, si usa solitamente un caglio composto da enzimi di origine animale, vegetale o microbica; noi abbiamo utilizzato l’aceto! Nell’esatto momento in cui lo abbiamo aggiunto al latte, questo ha coagulato, formando immediatamente tanti piccoli pezzi di caseina, simili a neve!
  • Passati 4-5 giorni, una volta che il composto è diventato duro, rimane però oleoso, tanto da essere necessario strofinarlo con carta da cucina. 

Conclusioni: cosa abbiamo imparato?

  • Se desideriamo ricavare dal latte una materia plastica, dobbiamo mescolare insieme latte e aceto bianco; attraverso il calore, questi due semplici ingredienti danno vita ad un vero e proprio effetto chimico.
  • Mescolato al latte caldo, l’aceto ha fatto immediatamente separare le proteine dalla parte liquida del latte, proprio come avviene per creare il formaggio.
  • Il composto che ne deriva è morbido e modellabile: una volta che il liquido residuo è evaporato, le sue dimensioni sono rimpicciolite, e la sua consistenza è molto dura e simile alla plastica.

Immagine di copertina di whitehoune su Unsplash

Educazione emotiva e life skills: scopriamole insieme

in Affettività e Psicologia/Zigzag in rete by
immagine educazione emotiva
Nella nostra TOP TEN degli articoli più letti nel 2022 abbiamo l’educazione emotiva. Di cosa si tratta? Vediamolo insieme!

Quasi un anno fa è stata presentata alla Camera la proposta di legge relativa all’educazione emotiva. L’obiettivo era quello di introdurre nel sistema scolastico l’apprendimento delle cosiddette “life skills“.

Che cosa sono le Life skills?

Con il termine life skills si intendono tutte le abilità sociali ed emozionali che ci permettono di gestire al meglio le relazioni, affrontando in modo efficace e maturo la vita quotidiana, senza sfociare difficoltà relazionali e sociali.

Ecco che viene introdotta l’educazione emotiva…

La proposta di legge prevede che il progetto durerà per tre anni. Saranno le singole scuole, in piena autonomia, a stabilire quali competenze non cognitive verranno affrontate di volta in volta nelle classi.

In questo modo non ci sarà alcuno stravolgimento dei programmi scolastici, e nessuna introduzione di nuove materie.

L’obiettivo?

Migliorare il rapporto tra gli studenti e gli insegnanti e sviluppare competenze come coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale.

Alcuni approfondimenti:

Qui trovi il webinar dal titolo “Insegnare con empatia, insegnare l’empatia” che potrebbe tornarti utile

Maggiori informazioni sulla proposta di legge qui.

Foto di copertina by Elena Kurkutova on Unsplash

Costruiamo in classe giochi green, per un divertimento che pensa all’ambiente!

in Attività di classe by

Stop ai balocchi che finiscono ben presto nella spazzatura: impariamo a costruire giochi green partendo da materiali di recupero, così da strizzare l’occhio anche all’ambiente!

Continuiamo a scoprire la nostra TOP TEN degli articoli più letti nel 2022, e troviamo stavolta un’attività sui giochi green da realizzare in classe.

Sapevate, infatti, che con furbizia e creatività possiamo realizzare tanti giochi green partendo da semplici materiali di recupero? La creatività è un’arma invincibile per abbattere l’enorme produzione di rifiuti e ognuno di noi può metterla in atto tutti i giorni, a casa e a scuola!

Oggi, per bambini o adolescenti che siano, spesso i vari balocchi non durano che il tempo di una stella cadente, diventando in men che non si dica spazzatura da smaltire (e il come è un bel problema, soprattutto per l’ambiente).

Ecco dunque questa facile e divertente attività a tema giochi green, ottima da realizzare in classe (perfetta per la scuola primaria, secondo ciclo: classi III-IV-V). Gli alunni scopriranno che il divertimento, specie se condiviso, può scaturire anche da oggetti semplici e che di norma sarebbero scartati come rifiuti, toccando con mano le potenzialità del riciclo.

Realizzata in collaborazione con Corepla, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, trovi qui come realizzare tanti giochi green!

E prima di passare all’azione, perché non ripassare tutti insieme cos’è la plastica? Leggi qui l’articolo di riferimento!

Foto di copertina di Sigmund su Unsplash

La tribù di carta e penna: iscrivi gratis la tua classe!

in Attività di classe by

Un progetto educativo prezioso dedicato alla scrittura e all’amicizia, che aiuta a riscoprire il piacere di avere amici di penna!

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’”, cantava Lucio Dalla nella celebre canzone, perfetto incipit per parlare di tutto il fascino insito nel prendere carta e penna e scrivere una bella lettera… come ai “vecchi tempi”!

Via l’immediatezza delle mail, di WhatsApp,  di Telegram e Messenger: si torna alla piacevole lentezza dell’attesa, quella che, come diceva Leopardi, è essa stessa piacere, immaginando le parole che il nostro amico o amica di penna scriverà per noi e che il postino – ebbene sì, può consegnare anche altro oltre a bollette e pacchi Amazon! – porterà a casa nostra.

La tribù di carta e penna è dunque il nome del nuovo progetto educativo promosso da Librì e dedicato alla scrittura, all’amicizia e allo scambio culturale, pensato proprio per scoprire o riscoprire il piacere di inviare e ricevere una vera lettera, esercitandosi anche nella scrittura a mano (purtroppo sempre meno utilizzata nel quotidiano).

Qualsiasi classe può aderirvi – iscrivendosi gratuitamente – e sarà associata ad un’altra classe di una qualsiasi città d’Italia: i bambini potranno così sperimentare la felicità di conoscere nuovi compagni di altri paesi!

Clicca qui per iscrivere GRATIS la tua classe, e buona scrittura/lettura!

“Il Parlamento degli animali”: scarica l’attività gratuita da fare in classe!

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Schede di approfondimento e una divertente attività per imparare a vivere felici con gli animali da compagnia

Il contatto e la relazione con gli animali sono importanti per lo sviluppo del bambino: la presenza di un pet stimola infatti nel bambino l’osservazione, il confronto tra se stesso e l’animale, il piacere del contatto fisico, il desiderio di accudire.

Spesso però, soprattutto in città, capita che alcuni bambini non hanno mai avuto un contatto con animali al di fuori del cane e del gatto e sono completamente a digiuno di conoscenze, anche semplici, relative a specie che fanno parte della nostra cultura e delle nostre tradizioni: il pollo, il suino, la vacca, il cavallo.

Fortunatamente, buona parte degli italiani possiede almeno un animale da compagnia, che spesso ne condivide gli spazi domestici ed è considerato a tutti gli effetti parte della famiglia. Ma non tutti conoscono la base dell’educazione PetCare e di conseguenza le buone pratiche e le conoscenze di base per prendersi cura nella maniera corretta del proprio pet.

Nel materiale da scaricare – pensato per la scuola Primaria – troverete una carrellata delle caratteristiche principali degli animali domestici, e preziosi consigli su come prendersene cura; inoltre, troverete l’attività “IL PARLAMENTO DEGLI ANIMALI”, con cui i bambini sono chiamati a mettersi nei panni degli animali, a individuare i loro bisogni e desideri e a discutere insieme una legge che li possa tutelare!

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE LA PRIMA ATTIVITA’ DI
“INSIEME È MEGLIO”

Se sei in cerca di altre attività didattiche da scaricare gratuitamente, eccone qui un’altra sullo stile di vita salutare!

Attività didattica: Scopriamo la città con Ettore e i suoi amici! Per la scuola Primaria.

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Pensato all’interno di un percorso didattico rivolto ai bambini della classe seconda e terza della scuola primaria, “A spasso con Ettore” affronta tutti gli aspetti della vita quotidiana che contribuiscono a determinare uno stile di vita salutare.

Ed eccoci alla seconda puntata di “A spasso con Ettore”, il progetto educativo promosso da Regione Toscana in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, che affronta il tema dello stile di vita salutare per i bambini.

Avevamo affrontato già il tema in questo articolo (clicca e scarica la prima attività, se ancora non lo hai fatto!); torniamo a farlo stavolta dedicandoci nello specifico a descrivere il luogo in cui il bambino/la bambina vive.

La metodologia di lavoro scelta è quella dell’educazione attiva: gli alunni sono invitati a scoprire, a osservare, a sperimentare in un modo nuovo, a cominciare da se stessi e aprendosi al mondo che li circonda.

L’intervento proposto è multidisciplinare e prevede il coinvolgimento di tutti gli insegnanti, i genitori e le altre figure di riferimento.

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE LA SECONDA ATTIVITA’ DI “A SPASSO CON ETTORE”