Libri

Storie per attraversare la notte

in Pensare con gli occhi by
Con Carlo Ridolfi scopriamo come tutte quelle storie che ci raccontano di apocalisse e fine del mondo, in realtà, ci aiutano a vivere meglio il nostro presente.

Non c’è nulla di più rassicurante che assistere alla fine del mondo comodamente seduti in poltrona, al cinema o nel salotto di casa propria. Questo era uno degli assiomi della psicologia dei mezzi di comunicazione di massa, fino a quando la fine del mondo – non quella reale, ma il diffuso senso di pericolo e di angoscia che eventi come una guerra, un terremoto o, cronaca di questi giorni, la diffusione di un virus – non è entrata a far parte della nostra vita quotidiana. È una dimensione nuova per la gran parte di noi, con la quale è opportuno fin da subito fare i conti, per attrezzare strategie di contenimento dell’ansia e di riscossa positiva. Da sempre – forse non basta a consolarci, ma serve per riaffermare il nostro ineluttabile destino comune – gli esseri umani rispondono raccontando storie.

Lo facevano i nostri antenati quando dipingevano scene di caccia nelle grotte di Altamira o di Lascaux. Lo facevano i giovani fiorentini del Trecento descritti da Giovanni Boccaccio, che per sfuggire e sopravvivere alla peste nera si ritiravano in campagna a condividere le novelle del Decamerone. Lo facciamo anche noi, con mezzi e tecnologie molto più pervasivi e sofisticati, ma con la stessa motivazione di fondo e di sempre.

Potrebbe essere lunghissimo l’elenco di storie per immagini in movimento e suoni – film, cortometraggi, video, serie tv ecc. – che raccontano apocalissi di ogni genere e modi nei quali il genere umano ne sarebbe sopravvissuto. Mi limiterò quindi a pochi titoli indicativi, solo come tracce di alcuni fra i mille percorsi possibili.

Prima traccia: ragazzini su un’isola deserta che si devono reinventare l’esistenza

Un riferimento obbligato potrebbe essere Il signore delle mosche (capolavoro letterario pubblicato nel 1958 dia William Golding e splendido ancorché durissimo film di Peter Brook del 1963). Ma mi piace ricordare qui un grandissimo maestro come Karel Zeman, che con I ragazzi del capitano Nemo (1966) produsse una delle sue principali opere, ispirate come narrazione e scelte iconografiche all’epoca di Jules Verne.

Seconda traccia: famiglie che hanno fatto naufragio

Lost in space: buona riproposizione di una celebre serie televisiva del 1965. Gli abitanti della Terra sono stati costretti a cercare altrove possibilità di sopravvivenza. Una famiglia (di cognome fanno Robinson, ovviamente non a caso) si trova a dover atterrare su un pianeta sconosciuto. Ci sono tutte le dinamiche e gli sviluppi narrativi di un racconto che potrebbe essere quello della vita quotidiana di molti di noi.

Terza traccia: il mondo salvato dai ragazzini

Un bellissimo film francese del 2010, diretto da Romain Goupil: Tutti per uno (titolo originale, forse ancora più bello, Les mains en l’air, Le mani in aria). In un 2009 immaginario il piccolo Youssef, espulso da scuola perché clandestino, viene accolto, nascosto e salvato da un gruppo di suoi compagni di classe. Come a dire che gli adulti producono mondi distopici, per fortuna avversati e risistemati dalla solidarietà fra minori.

E, naturalmente, le tre stagioni, in attesa della quarta, di Stranger Things, di Matt e Ross Duffer, che rendendo omaggio a tutti i miti della loro infanzia-adolescenza degli anni Ottanta del ‘900 (da I Goonies a La storia infinita) hanno creato uno dei più straordinari e indimenticabili gruppi di ragazze e ragazzi degli ultimi anni.

Quarta traccia: il fanciullo eterno

La saga completa di Harry Potter, senza dubbio. Ma anche, per uscire dai territori più conosciuti, un buon film come L’ultimo dominatore dell’aria (2010) di M. Night Shyamalan, che riprende personaggi e vicende creati da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko in una serie a disegni animati dal titolo Avatar, disponibile anche in italiano, nella quale si fondono con convincente ritmo narrativo e non poco umorismo caratteri del racconto epico, filosofie orientali e dinamiche adolescenziali.

Tutti i titoli citati sono disponibili o in homevideo o nella programmazione generalista o nelle piattaforme in streaming. La ricerca, che può assomigliare anche a una piccola ma divertente caccia al tesoro, è ulteriore motivo di appassionante impegno per grandi e piccoli.

Per formare lettori, riempiamo le classi di libri!

in Approcci educativi/Spunti di lettura by
Matteo Biagi, docente di lettere e allenatore di lettura, ci spiega perché è molto importante avere una buona biblioteca di libri in classe

La biblioteca di classe è un pilastro del laboratorio di lettura. Trascorrere del tempo di qualità circondati dai libri è, per gli studenti, occasione di crescita costante, per molti motivi. Innanzitutto di ordine pratico: la biblioteca di classe è accessibile quotidianamente. La biblioteca scolastica, ammesso che sia presente e aggiornata, lo è soltanto in orari prestabiliti.

Questo comporta il vantaggio che gli studenti abbiano l’opportunità di leggere in ogni momento “non strutturato” della vita scolastica. Nelle classi che sperimentano il laboratorio di lettura non è inusuale vedere studenti che prendono una graphic novel al termine di una verifica di matematica. Oppure che trascorrono le ore di supplenza in compagnia dei loro autori preferiti. Il vantaggio della biblioteca di classe è anche teorico: trasmette il messaggio che in quella classe si considerano i libri e la lettura un valore.

Certo, la biblioteca di classe deve avere alcune caratteristiche per essere davvero efficace.

Dovrebbe innanzitutto contenere un numero adeguato di volumi, per consentire possibilità di scelta a tutti. Difficile quantificare il “numero adeguato”: adottando il numero degli alunni come unità di misura, si può affermare che si parte dai due volumi per alunno fino ad arrivare a cifre superiori. Dovrebbe essere sufficientemente variegata, per generi, temi, livello di complessità. Contenere graphic novel, albi illustrati, libri di divulgazione, riviste. Soprattutto dovrebbe essere costituita da materiale che l’insegnante conosce bene.

Il libro presentato con passione, con la scintilla negli occhi, leggendone un passo che ci siamo sottolineati perché efficace e suggestivo, circolerà tra gli studenti molto di più del volume messo in biblioteca.

Nei corsi di formazione, a questo punto, si alza quasi sempre una mano a chiedere: “Dove si trovano i libri per la biblioteca di classe?”.

Si chiede a ogni ragazzo di portarne uno, oppure si chiede una cifra alle famiglie che magari hanno risparmiato sull’adozione del libro di narrativa o (addirittura) dell’antologia, si aderisce a progetti come “Il giralibro” o “ioleggoperché”, si concorda un prestito di classe con la biblioteca comunale…

Questa è senza dubbio la risposta più diplomatica, ma non è la più vera. Perché a parer mio non si può prescindere dal materiale proprio, dai propri libri. E non per una questione di numero, ma anche di relazione. Ogni insegnante sa quanto l’apprendimento passi attraverso di essa.

Se mi porti i tuoi libri, se compri libri per me, significa che io sono importante per te.

Credits foto: @nate bolt

Libri di testo: strumento di lavoro o totem inossidabile?

in Tracce di scuola intenzionale by
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Una riflessione di Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice, sulla funzione dei libri di testo e sui processi di apprendimento attraverso strumenti ed esperienze, nella scuola primaria, a partire dalle Indicazioni Nazionali

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L’ultimo faro, il primo Premio Strega Ragazzi

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La riflessione di Paola Zannoner, vincitrice del Premio Strega Ragazzi 2018 con “L’ultimo Faro”di DeA Planeta: per conquistare giovani lettori bisogna uscire dalle pagine e incontrare le persone, invitarle a confrontarsi, a dialogare, a immaginare e inventare anche altre storie.

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Leggere l’8 marzo

in Virgolette by
Tanti bei libri consigliati da Paola Zannoner per festeggiare una giornata importante e tutte le donne che hanno contribuito a renderla tale

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Calpurnia e le altre: riflessione fra gli scaffali di una biblioteca scolastica

in Spunti di lettura by
Tre libri, tre storie di un tempo lontano, di donne di un’altra epoca ma che possono ancora dire molto alle piccole donne di oggi

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La biblioteca futuristica in Cina che conta 1,2 milioni di libri

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La cina ha inaugurato una super biblioteca all’inizio di questo mese. La Tianjin Binhai Library è situata proprio fuori da Pechino. 

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Alternanza Scuola Lavoro, l’intervista a Cristina Zannoner

in Tavola Rotonda by
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Maria Cristina Zannoner è amministratrice delegata di Librì progetti educativi, leader italiano nella realizzazione di progetti educativi nelle scuole Keep Reading

Leggere italiano nel mondo, i nostri scrittori che piacciono all’estero

in Virgolette by
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Andrea Camilleri, Elena Ferrante, Roberto Innocenti, autori made in Italy amati da tutto il mondo, raccontati da Paola Zannoner nella sua rubrica Virgolette

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La migliore prof del mondo, i suoi studenti leggono quello che vogliono

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Nancie Atwell, famosa educatrice americana, ha appena vinto il nuovissimo Global Teacher Prize, già definito il premio Nobel della Scuola.

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La biblioteca francese che non nasconde il suo ruolo

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A Aix en Provence la bellissima Bibliotheque Mejanes è dominata da una riproduzione gigante del Piccolo principe e Lo straniero che adornano la sua facciata

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Distopie, avventure, classici, libri originali da consigliare per l’estate

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Che libri consigliare ai ragazzi? Imporre i romanzi imperdibili o lasciare libera la scelta? Il dibattito è aperto. Qualche proposta e suggerimento per insegnanti e genitori

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Stoner, la riscoperta di un capolavoro nascosto

in Spunti di lettura by
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Stoner è un libro che ti sorprende, una storia di avvincente normalità che ti trascina fino all’ultima pagina

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Coltivare la lettura come un orto rigoglioso

in Virgolette by
È importante proporre la varietà nella scelta della lettura per i ragazzi; perché e come fare ce lo spiega Paola Zannoner.

Una delle considerazioni più belle sulla lettura mi è arrivata per mail:

Penso che ogni volta che leggiamo un libro si viva una nuova vita. Ognuno di noi, quando legge, immagina come sarebbe la sua vita, se fosse come quella della protagonista del libro. Ritengo che la passione per la lettura si possa paragonare ad un orto. Entrambi vanno coltivati e ci vuole pazienza. Nella prima si coltiva, leggendo sempre più libri. Nel caso dell’orto, invece, si coltiva con le piante. In ambedue i casi ci sono dei periodi. Nella passione per la lettura i periodi sono soggettivi. Quando si coltiva un orto bisogna sapere che ci sono delle verdure che crescono in un certo periodo e altre in un altro. Se non si coltiva la passione per la lettura, così come nel caso dell’orto, entrambe finiranno per morire.

L’ha scritta Silvia Guerra, 14 anni, piemontese, e posso anche dire di avere una certa indiretta responsabilità alla sua passione per la lettura, perché ha cominciato a provarla dopo aver letto “Voglio fare la scrittrice”, uno dei miei libri di maggiore successo presso le ragazze.

Sì, bisogna sapere che ci sono letture per periodi diversi, non soltanto per età, ma proprio per stagioni e per momenti della vita. Bisogna considerare che ci sono gusti personali e che la letteratura è un campo molto preciso, davvero un orto rigoglioso cui accedono i lettori, entrando in relazione con la narrazione di storie attraverso il linguaggio verbale.

Ecco perché è importantissimo proporre la varietà ai nostri ragazzi. Tra tanti libri, possono incontrarne uno che li incuriosisce, parla alla loro sensibilità, li trascina dentro un mondo, li fa viaggiare dentro.

Ho sempre tenuto conto di questo aspetto nel lavoro che svolgo per la promozione della lettura, come nel caso del Libernauta, il concorso di lettura per giovani dal 14 ai 19 anni che si tiene nell’area fiorentina (19 Comuni) proprio durante il periodo estivo, attraverso le biblioteche che dialogano con le scuole superiori in un progetto che coinvolge migliaia di studenti.

Migliaia, appunto, di età diverse come lo sono quegli abissali anni dai quattordici alla maggiore età, da chi deve patire per uscire la sera a chi guida l’auto e non rende più conto di dove va e con chi. Sarebbe un po’ assurdo proporre a questi giovani adulti lo stesso identico libro, così si scegli:

per livelli differenti che significa ambientazioni, temi, personaggi commisurati alle loro varie età;

per “generi”, inserendo un libro sullo sport, una graphic novel o un libro illustrato, un romanzo che ha un legame diretto con il cinema, un’autobiografia su un tema sociale, un romanzo sentimentale e così via;

per temi di attualità: ad esempio da alcuni anni segnaliamo quei libri che parlano del tema dei migranti, degli “approdi” nelle nostre coste;

per autori, scegliendo anche quegli esordienti, che hanno indovinato un buon libro che sa parlare ai lettori poco più giovani di loro.

A proposito di questo tipo di scrittori bisogna considerare che questi libri non hanno la pretesa di essere “letteratura”, ma una narrazione che incoraggia a raccontarsi e a confrontarsi con la pubblicazione, non più una meta inarrivabile per i giovanissimi.

Costruiamo insieme un Progetto Lettura – Parte 3

in Virgolette by
Lettura esterno
Paola Zannoner ci aiuta a capire come grazie alla figura dell’insegnante lettore si possano spingere i ragazzi ad avvicinarsi alla lettura 

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Questi libri sono anche dei biglietti della metropolitana

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I Ticket Book sono dei libri speciali che funzionano anche come biglietti della metropolitana e mirano a incoraggiare la lettura in Brasile

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Costruiamo insieme un Progetto Lettura – Parte 2

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Costruiamo insieme un Progetto Lettura – Parte 1

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11 buoni motivi per realizzare a scuola un Progetto Lettura. Un percorso interdisciplinare per stimolare la creatività, l’ascolto, la concentrazione e molte altre capacità dei bambini e dei ragazzi.

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Mamme alla ricerca del dono dell’ubiquità

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Giada Sundas, con la simpatia e la leggerezza delle giovani mamme racconta nel suo primo libro “Le mamme ribelli non hanno paura” cosa significa davvero fare il mestiere più duro del mondo

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Si possono organizzare fiere del libro a scuola? Come si fa? Idee e suggerimenti di Paola Zannoner per avvicinare i ragazzi alla lettura Keep Reading

Faccio ancora i nomi

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cuore di spago su libro per l'estate
Dopo i 10 consigli italiani ecco le 5 proposte straniere per un’estate tutta da leggere suggerite da Paola Zannoner

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Leggere ci rende persone più empatiche

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Secondo lo studio della Kingston University di Londra leggere ci rende più buoni ed empatici verso gli altri.  

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Primo libro, primo amore

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I 10 consigli di Paola Zannoner per le letture da proporre ai ragazzi questa estate

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Libri e arte contemporanea, uno strano connubio

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Jukhee Kwon distrugge vecchi libri per creare opere d’arte. Può sembrare una mostruosità per chi ama la lettura, ma l’intento è proprio quello di ridargli vita, trasformandoli in oggetti straordinari e, magari, avvicinare alla letteratura

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Chi legge non è solo

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Mi stupisce il solito stereotipo monacale della lettura come solitudine, come ripiegamento e riflessione e anche fantasticheria personale, fuga dalla realtà, pura evasione. La lettura è una forma di relazione, non soltanto banalmente tra scrittore e lettore, ma tra lettori”

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L’inizio di un nuovo viaggio

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L’editoriale di Cristina Zannoner per inaugurare Occhiovolante, la nuova rivista edita da Librì progetti educativi, punto di incontro per maestri, insegnanti e professionisti dell’educazione

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