attività in classe

Chi ha la stoffa del ricercatore? Un’attività di classe per scoprirlo!

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Com’è il lavoro del ricercatore? E soprattutto, cosa cercano di preciso questi uomini e queste donne, spesso giovani, curiosi di scoprire come funziona il mondo? La Fondazione AIRC ci viene in aiuto e ci spiega il tutto per filo e per segno, con test e attività da scaricare gratuitamente e da utilizzare in classe.

Con una definizione decisamente poetica ma altrettanto vera, potremmo dire che un ricercatore è uno scienziato che cerca di afferrare un sogno!

Può essere uomo o donna, parlare qualsiasi lingua, vivere in qualunque Paese, ma quello che lo caratterizza davvero è avere un obiettivo che lo spinge a studiare e lavorare di giorno e spesso anche di notte: scoprire il funzionamento delle cose.

L’importanza del ruolo del ricercatore è ben noto a Fondazione AIRC, che con “Una Costellazione luminosa”, propone un percorso educativo di classe sulla ricerca scientifica. Segui il link e scarica l’attività per la tua classe!

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE LA PRIMA ATTIVITA’ DI
“UNA COSTELLAZIONE LUMINOSA”

Foto di copertina by National Cancer Institute su Unsplash

Rallentare più che accelerare: propositi di letteratura in laboratorio

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“Respirare un testo”: puntata numero 1 dedicata alla realizzazione di un laboratorio di letteratura in classe.

Come approcciarsi, in Italia, allo studio della letteratura sottoforma di un laboratorio in classe? Illuminanti per me sono state le parole del maestro americano del WRW (Writing and Reading Workshop) Frank Serafini (F. Serafini “Lesson in Comprehension, Heinemann 2004, p. 47):

Quando viene chiesto agli insegnanti di correre sempre di più e coprire sempre più “il programma”, si perde la profondità di pensiero necessaria per costruire il significato di molti testi che incontriamo. Io sto suggerendo di rallentare e prestare attenzione alla varietà di elementi, agli strumenti letterari, e ai possibili significati. Potremmo imparare tanto di più da un libro che abbiamo letto una volta sola. La qualità della letteratura non rivela se stessa in un singolo passo.

Il problema del tempo

Il tempo per moltissimi docenti italiani è un problema. Sembra che non sia mai abbastanza e sembra che tutto debba per forza risolversi in una corsa infinita e spesso frustrante a concludere un programma che oramai da anni non esiste in nessuna normativa. Di questo tuttavia molti docenti non sono affatto convinti e rimangono legati agli indici delle antologie e delle letterature che dettano i “programmi” che spariti da una parte, da un’altra rientrano.

Ma, se si vuole lavorare in laboratorio, col tempo occorre fare pace per avvicinarci invece, come suggerisce Frank Serafini, a guadagni di altri tipo che nomina con precisione:strumenti letterari, lettura profonda, significati possibili.

Lavorare in questo modo è evidente che comporti scelte precise come del resto tutto quello che avviene nelle nostre aule: insegnare è sempre scegliere in qualche modo; scegliere modi di lavorare, di impostare relazioni, di valutare e dunque anche scegliere contenuti al posto di altri. Di nessuna intera letteratura saremmo in grado di leggere in classe tutti i brani e gli autori proposti. E quand’anche fosse,
servirebbe?

E secondo la logica del WRW?

Secondo la logica del WRW, no. No perché il vero apprendimento non consiste nell’accumulare contenuti su altri contenuti, ma forse nel fornire strumenti di pensiero per amare, rielaborare, criticare quei contenuti. Cito Bruno Munari in una intervista del 1993:

Il laboratorio è il luogo dove il tempo va piano e si supera la paura del non saper fare facendo.

Questo è quello che avviene anche di fronte ad un’opera letteraria: si fa. Non solo si ascolta e si ripete. Non solo si studia ( spesso a memoria )ciò che altri ne hanno detto. Si fa, nel senso che si entra con tutti i piedi dentro il testo e si comincia a navigarci dentro.

“Leggere Lolita a Teheran”

C’è un brano del romanzo “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi (A. Nafisi “Leggere Lolita a Teheran”Adelphi Milano 2004) che dice bene quanto sia importante immergersi in un testo e respirarlo per conoscerlo:

Un romanzo non è un’allegoria, dissi verso la fine della lezione. È l’esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il respiro insieme ai personaggi, se non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. È così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare. Ricordate solo questo.

Le “lenti differenti”

Facendo laboratorio di letteratura cerchiamo prima di rendere l’esperienza della letteratura vicina, possibile, respirabile dagli studenti. Cerchiamo di far loro esperire i testi ( e di seguito i contesti) senza però ingozzarli di nozioni ma fornendo loro strumenti di indagine e lavoro.

Frank Serafini chiama questi strumenti, con una metafora che è meravigliosa, “lenti differenti” cioè occhiali da indossare per leggere un mondo che ai ragazzi spesso appare distante e a volte vecchio e ammuffito, incomprensibile, utile solo a ottenere il fatidico voto e non ad una conoscenza sincera e motivata.

Scrivono Simone Giusti e Natascia Tonelli nel QdR 12 di Loescher:

La fruizione e il continuo riuso delle opere letterarie sono proficui innanzitutto per la crescita e per una profonda trasformazione delle persone che frequentano la letteratura, aumentando la loro possibilità di fare esperienze significative e, anche, di dare un senso alla loro esperienza.

Dunque se questo è vero, se possiamo a scuola aumentare con la letteratura la possibilità di dare senso ad esperienze vere di apprendimento, dobbiamo munirci di strumenti in parte diversi da quelli usati fino ad ora, le lenti diverse appunto di cui parla Serafini, precisando per altro subito dopo che dette lenti non devono distruggere “la gioia di leggere”.

Quali sono questi strumenti?

Nel tempo e con fatica, sempre sperimentando e poi provando, ne ho messo a punto qualcuno. Non tutti quelli che avevo costruito sono stati poi messi a regime. Alcuni sono stati abbandonati, altri in anni rimessi a posto e riordinati. Ne fornisco solo un primo elenco breve:

  • la mini lezione inchiesta, come teorizzata dalla maestra del WRW Lucy Calkins (L. Calkins, The Art of Teaching Writing, Ontario, Irwin 1994). Essa parte sempre da una grande domanda aperta a cui inizialmente si cerca sempre di dare risposta, partendo dal far emergere il pregresso, ciò che i ragazzi sanno già. Ad esempio “Chi è Alessandro Manzoni?
  • La mappa indagine su un autore, con la riproduzione (importantissima) anche del suo volto, che i ragazzi e le ragazze (a volte in gruppo) devono riempire, trovando in rete i contenuti mappati dentro una scheda. Di solito nel mio caso aggiungo anche tre link per indirizzare inizialmente la ricerca (nel tempo poi si possono eliminare), scelti con difficoltà diverse e crescenti per proporre agli allievi una responsabilizzazione sul loro lavoro di ricerca.
  • Il Reading Response (RR) su cui mi soffermo qui sotto essendo per me uno strumento molto utile, almeno nelle mie classi.
Il Reading Response

Il RR va costruito secondo le caratteristiche dei lettori e dovrebbe avere un chiaro schema organizzativo che renda facile la comprensione. È una sorta di breve saggio guidato in cui ognuno è chiamato a scrivere davvero ciò che pensa dopo l’immersione in un testo, non dopo aver studiato le pagine di un manuale che spiegano cosa di quel testo si dovrebbe pensare o ha pensato qualcun altro.

Il RR a volte davvero produce miracoli perché parte dalla prospettiva inversa della normale lezione di letteratura in classe: non sono io docente a dirti cosa devi pensare e studiare (la famosa frase “oggi spiego…”), ma sei tu studente che nella comunità di lettori in classe con la guida del docente tutor proverai a “impegnarti” con il testo stesso.

Nei testi di studio americani si usa spesso il termine “engagement” che si riferisce anche al “fidanzamento” tra due persone e questo a me è sempre apparso un termine bellissimo e adatto anche alla letteratura.

“Interpretazione inventiva”

Come sostiene Y. Citton (Y. Citton, Future umanità. Quale avvenire per gli studi umanistici?, :duepunti edizioni, Palermo, 2010) l’incontro con un testo letterario abbisogna di una “interpretazione inventiva” che non si limita a ripetere ma aggiunga un proprio sapere al sapere del testo.

Leggere, comprendere e interpretare un’opera letteraria sono tre azioni fondanti del laboratorio, stimolano nello studente una connessione potente con la propria vita, offrono parole nuove a chi non ne ha ancora a sufficienza, aprono prospettive inedite di rapporto tra passato e presente.

Questi sono solo alcuni degli strumenti sperimentati in anni di lavoro. Non è facile e nemmeno scontato. Fare i conti con il tempo è obbligatorio e quindi anche con il numero di autori da leggere e da proporre in classe. Tuttavia ha dato nel tempo i suoi frutti. In articolo seguenti parleremo di come ho organizzato nel tempo questa scelta ( dopo tante indecisioni) e di altri strumenti di lavoro e anche di valutazione.

Trovi qui altre esperienze di laboratorio in classe.

Foto copertina di Aung Soe Min su Unsplash

Costruiamo in classe giochi green, per un divertimento che pensa all’ambiente!

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Stop ai balocchi che finiscono ben presto nella spazzatura: impariamo a costruire giochi green partendo da materiali di recupero, così da strizzare l’occhio anche all’ambiente!

Continuiamo a scoprire la nostra TOP TEN degli articoli più letti nel 2022, e troviamo stavolta un’attività sui giochi green da realizzare in classe.

Sapevate, infatti, che con furbizia e creatività possiamo realizzare tanti giochi green partendo da semplici materiali di recupero? La creatività è un’arma invincibile per abbattere l’enorme produzione di rifiuti e ognuno di noi può metterla in atto tutti i giorni, a casa e a scuola!

Oggi, per bambini o adolescenti che siano, spesso i vari balocchi non durano che il tempo di una stella cadente, diventando in men che non si dica spazzatura da smaltire (e il come è un bel problema, soprattutto per l’ambiente).

Ecco dunque questa facile e divertente attività a tema giochi green, ottima da realizzare in classe (perfetta per la scuola primaria, secondo ciclo: classi III-IV-V). Gli alunni scopriranno che il divertimento, specie se condiviso, può scaturire anche da oggetti semplici e che di norma sarebbero scartati come rifiuti, toccando con mano le potenzialità del riciclo.

Realizzata in collaborazione con Corepla, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, trovi qui come realizzare tanti giochi green!

E prima di passare all’azione, perché non ripassare tutti insieme cos’è la plastica? Leggi qui l’articolo di riferimento!

Foto di copertina di Sigmund su Unsplash

La TOP TEN 2022 dei nostri articoli: si parte da un’attività in classe sull’ascolto!

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Un’attività musicale da fare in classe sull’ascolto dell’Antro del Re della Montagna, di Edvard Grieg, è nella nostra TOP TEN degli articoli 2022 più letti. Riscopriamola insieme!

Negli ultimi giorni di questo 2022 non potevamo certo esimerci dallo stilare una bella TOP 10 dei nostri articoli più letti e ripercorrerli uno ad uno, partendo da quello che presenta un’attività dedicata all’ascolto in classe!

Per i bambini e le bambine la musica è indissolubilmente legata all’ambito del fare: durante l’ascolto, quasi sempre cantano, si muovono, disegnano, giocano…;  naturalmente, tutto questo se la musica  non deve assolvere a  una funzione tranquillizzante in cui le azioni vengono sospese e le note accompagnano dolcemente il sonno.

L’ascolto della musica per i bambini e le bambine, è un’esperienza  globale che non coinvolge solo la funzione estetica, ma che opera sul piano affettivo, motorio, ludico, immaginativo e narrativo.

Molti pedagogisti  del settore hanno indagato la pratica interdisciplinare per impostare la didattica dell’ascolto,  avendo compreso che senza il fare, ascoltare musica resta un’esperienza superficiale, frammentaria, poco coinvolgente.

Quali obiettivi specifici per l’area musicale possiamo raggiungere nel presentare brani per l’ascolto nella scuola primaria?

  • La conoscenza del brano: (intesa come capacità di memorizzarlo e ritrovarlo in altri ambiti).
  • Il riconoscimento di parametri del suono: timbro, durata, altezza dei suoni, intensità.
  • Il riconoscimento di criteri di aggregazione del suono:   melodia, armonia, ritmica, orchestrazione, fraseggio, dinamica, agogica, struttura,  ecc…

Il problema del repertorio

I bambini ascoltano prevalentemente musiche proposte dai media, a meno che non abbiano in famiglia stimoli di tipo differente. I jingle pubblicitari, le sigle dei cartoni animati, le canzoni dei film, le canzonette,  si imprimono con facilità nella memoria e diventano in poco tempo i protagonisti del  loro vissuto musicale.

Per una maestra può essere vincente proporre questo tipo di brani,  in quanto i bambini  li riconoscono e  li accolgono con gioia. Ma  perché non allargare il repertorio e proporre altro?

La musica classica fa parte di un patrimonio culturale che non può essere trascurato e che, se avvicinata in tenera età, può gradualmente diventare un buon cibo per la mente.

Naturalmente non tutta la musica colta si adatta a questo scopo: alcuni brani possono essere più avvincenti e più funzionali di altri.

Nell’antro del Re della Montagna

Questo breve brano di Edvard Grieg (1843-1907) è interessante per aspetti che  riguardano  la struttura, la ritmica, l’agogica, cioè le variazioni di velocità, e la dinamica,  cioè le variazioni di volume. L’ascolto  verrà proposto attraverso il movimento per cui è necessario poter avere a disposizione uno spazio ampio (classe vuota, atrio, palestra…).

Struttura: nel brano è presente un unico tema che si ripete più volte. Lo proponiamo qui in versione semplificata:

Ritmica: il ritmo è costituito  da un pattern ripetuto più volte.

Agogica: la velocità  aumenta progressivamente.

Dinamica: il volume del suono aumenta nel corso del brano anche attraverso l’inserimento nell’ organico orchestrale di nuove sezioni timbriche.

Siamo piccoli gnomi

Offriamo ai bambini una suggestione narrativa: siamo piccoli gnomi  e ci troviamo in una grotta scavata all’interno di una montagna.

Per  riconoscere il tempo: diamo come regola quella di camminare segnando  il passo a tempo di musica.

Per riconoscere il tema: chiediamo a ogni bambino di camminare e di invertire la direzione di marcia ogni volta che ricomincia il tema musicale: ogni bambino, quindi, deve inventare  il suo percorso camminando in avanti, in diagonale, indietro: l’importante è che mantenga la stessa direzione per la durata del tema, per poi cambiarla quando percepisce l’inizio del tema che si ripete.

Dinamica e agogica: dato che volume e velocità aumentano progressivamente, chiediamo ai bambini di battere i piedi con più forza e di accelerare il passo.

Verso il finale

Improvvisamente la musica suggerisce che qualcosa sta accadendo: possiamo chiedere  ai bambini di immaginare la scena e  di suggerirci l’evento. Che cosa sta succedendo? Chi è improvvisamente entrato nella grotta?

Quali gesti possono accompagnare quell’improvviso frastuono interrotto  da pause che porta il brano verso il finale?  Diventiamo tutti statue di sale? Cadiamo per terra?

Ecco che il brano si conclude e per i bambini è una festa accompagnare con i loro movimenti creativi la conclusione del brano.

Foto di copertina by Anne Kroiß da Pixabay

La tribù di carta e penna: iscrivi gratis la tua classe!

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Un progetto educativo prezioso dedicato alla scrittura e all’amicizia, che aiuta a riscoprire il piacere di avere amici di penna!

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’”, cantava Lucio Dalla nella celebre canzone, perfetto incipit per parlare di tutto il fascino insito nel prendere carta e penna e scrivere una bella lettera… come ai “vecchi tempi”!

Via l’immediatezza delle mail, di WhatsApp,  di Telegram e Messenger: si torna alla piacevole lentezza dell’attesa, quella che, come diceva Leopardi, è essa stessa piacere, immaginando le parole che il nostro amico o amica di penna scriverà per noi e che il postino – ebbene sì, può consegnare anche altro oltre a bollette e pacchi Amazon! – porterà a casa nostra.

La tribù di carta e penna è dunque il nome del nuovo progetto educativo promosso da Librì e dedicato alla scrittura, all’amicizia e allo scambio culturale, pensato proprio per scoprire o riscoprire il piacere di inviare e ricevere una vera lettera, esercitandosi anche nella scrittura a mano (purtroppo sempre meno utilizzata nel quotidiano).

Qualsiasi classe può aderirvi – iscrivendosi gratuitamente – e sarà associata ad un’altra classe di una qualsiasi città d’Italia: i bambini potranno così sperimentare la felicità di conoscere nuovi compagni di altri paesi!

Clicca qui per iscrivere GRATIS la tua classe, e buona scrittura/lettura!

“Il Parlamento degli animali”: scarica l’attività gratuita da fare in classe!

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Schede di approfondimento e una divertente attività per imparare a vivere felici con gli animali da compagnia

Il contatto e la relazione con gli animali sono importanti per lo sviluppo del bambino: la presenza di un pet stimola infatti nel bambino l’osservazione, il confronto tra se stesso e l’animale, il piacere del contatto fisico, il desiderio di accudire.

Spesso però, soprattutto in città, capita che alcuni bambini non hanno mai avuto un contatto con animali al di fuori del cane e del gatto e sono completamente a digiuno di conoscenze, anche semplici, relative a specie che fanno parte della nostra cultura e delle nostre tradizioni: il pollo, il suino, la vacca, il cavallo.

Fortunatamente, buona parte degli italiani possiede almeno un animale da compagnia, che spesso ne condivide gli spazi domestici ed è considerato a tutti gli effetti parte della famiglia. Ma non tutti conoscono la base dell’educazione PetCare e di conseguenza le buone pratiche e le conoscenze di base per prendersi cura nella maniera corretta del proprio pet.

Nel materiale da scaricare – pensato per la scuola Primaria – troverete una carrellata delle caratteristiche principali degli animali domestici, e preziosi consigli su come prendersene cura; inoltre, troverete l’attività “IL PARLAMENTO DEGLI ANIMALI”, con cui i bambini sono chiamati a mettersi nei panni degli animali, a individuare i loro bisogni e desideri e a discutere insieme una legge che li possa tutelare!

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE LA PRIMA ATTIVITA’ DI
“INSIEME È MEGLIO”

Se sei in cerca di altre attività didattiche da scaricare gratuitamente, eccone qui un’altra sullo stile di vita salutare!

Disegnare i suoni: esperienze di ascolto attraverso trasposizioni grafiche

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Dare forma ai suoni, un’attività da fare in classe attraverso la quale i bambini rappresenteranno vari suoni attraverso disegni astratti!

I suoni informali, singoli o organizzati,  possono essere un interessante stimolo, fin dai  primi giorni di scuola, per esperienze di ascolto attraverso le trasposizioni  grafiche. La trasposizione dal codice sonoro al codice visivo è finalizzata alla creatività e  all’attivazione dell’attenzione selettiva e si attua attraverso la scelta di differenti modi di rappresentazione.

Diamo forma ai suoni

L’esperienza che segue può essere indirizzata sia  ad alunni del primo ciclo della scuola primaria, che ad alunni più grandi.  Si tratta di presentare ai bambini suoni  diversi e di chiedere loro di rappresentarli con il disegno (materiale occorrente per il disegno: pennarelli a punta grossa e a punta fine, fogli di formato a 4). Ecco alcuni suoni facili da realizzare ,utili per un primo approccio all’esperienza:

  • STIMOLO N. 1: RISO IN UN  TUBO DI CARTONE
    Realizzare il tubo con un foglio da disegno arrotolato, inserire tre manciate di riso, chiudere le estremità e rovesciare lentamente il tubo prima in una direzione, poi nell’altra.  Ripetere due volte.
  • STIMOLO  N. 2: SASSO NEL VETRO
    Inserire un sasso in un baratto di vetro. Produrre un colpo secco rovesciando il barattolo. Ripetere tre volte.
  • STIMOLO N. 3: CARTA ACCARTOCCIATA
    Utilizzare un foglio di carta forno.  Stropicciare per cinque secondi.
  • STIMOLO N. 4: NOTA TENUTA
    Produrre il suono con una nota tenuta di uno strumento melodico, ( flauto, tastiera, melodica) per  tre secondi, poi ripetere la stessa nota tre volte per  un secondo.

Presentiamo ai bambini e alle bambine un foglio  A4  diviso in sezioni  e chiediamo  di disegnare i suoni che presenteremo ad uno ad uno.  Sarebbe  importante che l’insegnante producesse i  suoni senza far vedere la fonte,  affinché i bambini non disegnino realisticamente ciò che produce il suono, ma  il suono stesso.

E poi?  Diamo  parola ai suoni

Per passare dal livello dell’esperienza a quello della conoscenza,  riprendiamo i suoni prodotti  e confrontiamo i disegni. Possiamo ritagliare le strisce  relative alla stessa fonte e comporle in un cartellone unico, o prenderle in considerazione singolarmente. Chiediamo quindi ai bambini di descrivere  ogni esperienza acustica aiutandosi  con l’osservazione del disegno.  Per facilitare la verbalizzazione,  possiamo proporre  la scelta tra coppie di aggettivi.

  • SUONO N. 1: RISO NEL TUBO
    MORBIDO/SECCO,  GRANULOSO/LISCIO, FORTE/LEGGERO, LUNGO/BREVE, SCURO/CHIARO SPEZZATO/ LINEARE/ ATTORCIGLIATO
  • SUONO N 2: SASSO NEL BARATTOLO
    MORBIDO/SECCO,  BREVE/LUNGO, FORTE/LEGGERO, SCURO/CHIARO
  • SUONO N 3: CARTA ACCARTOCCIATA
    CREPITANTE/DECISO, RIGIDO/MORBIDO, DOLCE/ASPRO, LUNGO/BREVE, FORTE/LEGGERO
  • SUONO N. 4:  NOTA TENUTA
    LUNGO/BREVE, ACUTO/GRAVE,TREMOLANTE/DECISO, SECCO/MORBIDO, CHIARO/SCURO

Al termine  dell’esperienza possiamo tornare sulle  loro descrizioni commentandole e contestualizzando le scelte di ciascuno. Es: Matteo ha detto che il suono era leggero, infatti ha usato un colore chiaro, per Martina e Luca il suono era lungo, infatti hanno disegnato un lungo filo attorcigliato su sé stesso, eccetera.

Dal disegno al suono

La stessa  esperienza può  essere svolta al contrario. Possiamo proporre alla lavagna o su cartellone un insieme di segni grafici chiedendo  ai bambini  di dare loro espressione sonora.

Possiamo indirizzare la classe  verso una realizzazione esclusivamente vocale o strumentale utilizzando ciò che, nell’ambiente circostante,  può produrre suoni e rumori: (penne battute,  astucci scossi, ecc…).

Ecco due proposte per realizzare le mappe sonore.

L’esecuzione può avvenire con l’insegnante che indica, da sinistra verso destra. i suoni da eseguire. È necessario introdurre  il concetto di contemporaneità: se i segni sono presenti simultaneamente in verticale, l’esecuzione da sinistra a destra dovrà prevedere la distribuzione delle parti a più esecutori che suonino nello stesso tempo.

Dall’esperienza al codice musicale

Per un ulteriore approfondimento indirizzato a ragazzi più grandi possiamo introdurre ulteriori  concetti musicali legati alla relazione suono/segno:

  • Assenza di segno: silenzio
  • Presenza di segno: suono
  • Colore= timbro
  • Lunghezza del tratto: durata
  • Spessore : intensità
  • Oscillazioni in verticale: variazioni di altezza
  • Sovrapposizione verticale:  contemporaneità (armonia)
  • Andamento lineare: successione (melodia)
  • Ripetizione di segni secondo un ordine: ostinato ritmico
  • Ecc…

Anche nell’arte contemporanea si possono trovare esempi da utilizzare come partiture sonore. Ed ecco che il percorso può arricchirsi di nuovi sentieri di approfondimento.

Wassily Kandinsky
(1866-1944) Linea angolare – Galleria d’Arte Moderna, Roma
Joan Mirò: (1893-1983) L’oro dell’azzurro Fondazione Mirò,  Barcellona

Se siete interessati/e al tema dell’ascolto musicale, trovate qui un altro interessante articolo!

Foto di copertina by Steve Johnson on Unsplash

Attività didattica: Scopriamo la città con Ettore e i suoi amici! Per la scuola Primaria.

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Pensato all’interno di un percorso didattico rivolto ai bambini della classe seconda e terza della scuola primaria, “A spasso con Ettore” affronta tutti gli aspetti della vita quotidiana che contribuiscono a determinare uno stile di vita salutare.

Ed eccoci alla seconda puntata di “A spasso con Ettore”, il progetto educativo promosso da Regione Toscana in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, che affronta il tema dello stile di vita salutare per i bambini.

Avevamo affrontato già il tema in questo articolo (clicca e scarica la prima attività, se ancora non lo hai fatto!); torniamo a farlo stavolta dedicandoci nello specifico a descrivere il luogo in cui il bambino/la bambina vive.

La metodologia di lavoro scelta è quella dell’educazione attiva: gli alunni sono invitati a scoprire, a osservare, a sperimentare in un modo nuovo, a cominciare da se stessi e aprendosi al mondo che li circonda.

L’intervento proposto è multidisciplinare e prevede il coinvolgimento di tutti gli insegnanti, i genitori e le altre figure di riferimento.

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE LA SECONDA ATTIVITA’ DI “A SPASSO CON ETTORE”

Dieta mediterranea: scarica gratis un’attività didattica per la scuola secondaria di I° grado!

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La “dieta mediterranea” riassume in modo più ampio una cultura dell’alimentazione e uno stile di vita. Scopriamo insieme come si legge una dieta, scaricando gratuitamente questa attività da fare in classe!

I punti chiave della dieta mediterranea sono legati da una parte al grande consumo di frutta e verdura, dall’altra a una presenza modesta di carni e derivati; inoltre, si privilegiano in particolare l’olio d’oliva come condimento al posto di burro o strutto.

La dieta mediterranea è anche uno stile di vita che privilegia l’attività fisica, la vita all’aria aperta e la convivialità – tutti elementi che concorrono a una buona alimentazione (pur senza riguardare specifici alimenti).

Già in questo articolo avevamo affrontato l’importanza di una corretta alimentazione; con l’attività didattica di seguito, da proporre ad una classe della scuola secondaria di 1° grado, sarà possibile approfondire l’argomento, imparando come si legge una dieta!

Compila la form con i tuoi dati e scarica GRATUITAMENTE l’attività!