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La diatriba sullo smartphone, alleato o nemico dell’istruzione?

in STEM ed Esperienze digitali by
Smartphone sì smartphone no. È aperta la diatriba sul ruolo dei dispositivi tecnologici personali nell’educazione scolastica

Abbiamo già parlato di nuove tecnologie applicate all’istruzione ma non avevamo mai parlato di telefonini a scuola (ma avevamo segnalato possibili effetti negativi del suo abuso).

Il ministero ha scelto di prevedere gli smartphone come strumento didattico ma la paura è che diventi una distrazione per gli studenti. Se da una parte diminuirebbe infatti lo scollamento dal mondo reale, dall’altra mancano le idee per sfruttare al meglio queste nuovi strumenti.

Riccardo Luna sostiene che più degli smartphone servirebbero banda ultralarga, pc in ogni banco, ebook e docenti che lavorano secondo le logiche della classe capovolta. Il digitale è sì la via per cambiare la scuola, ma ci sono modi e modi. Si potrebbero utilizzare veramente le lavagne multimediali, spingere per la diffusione dei libri e manuali digitali e interattivi, formare i docenti con nuove metodologie di insegnamento. Tutte queste idee sono state applicate solo da coraggiosi insegnanti spesso andando contro il fare comune.

Il telefonino in classe per Luna sarebbe una grande distrazione: notifiche di whatsapp, instagram, poter girare i video. Diversi studi hanno mostrato come le classi senza telefonino andavano molto meglio. Ma forse è anche questione di un certo tipo di educazione alla tecnologia, il saper usarla con coscienza che certo non si può chiedere sempre a un ragazzo ma dovremmo aspettarcelo da un genitore e non sempre è così.

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Secondo la ministra: “Lo smartphone è solo uno strumento di lavoro, deve essere il professore a direzionarne l’uso, stabilendo i tempi e dando i compiti, strutturando la lezione su quello strumento. Se i ragazzi sono impegnati, non si distraggono. È ovvio che il rischio che vadano su Facebook o su WhatsApp è pesantissimo, ma siano noi insegnanti a doverli coinvolgere in maniera tale da evitare che lo facciano, almeno mentre lavoriamo”.

Certo questo significa anche che l’uso dello smartphone dovrà essere condizionato dalla didattica e dall’insegnante che lo utilizzerà nel modo che riterrà opportuno. Forse in questo modo una maggiore discrezione nelle scelte degli insegnanti potrà trarre beneficio dalle nuove tecnologie.

Fonti:

https://www.agi.it/blog-italia/riccardo-luna/smartphone_scuola_fedeli-2148338/post/2017-09-13/

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