Mediatori con la disabilità: mediare nei casi di handicap

in Approcci educativi by
Serena Neri ci accompagna nel mondo della mediazione nei casi di disabilità.

Il metodo Feuerstein nasce per sostenere e potenziare i bambini e i ragazzi con gravi disabilità e deprivazioni, e inizialmente si rivolgeva esclusivamente a loro. Finora abbiamo conosciuto principi di mediazione che sono assolutamente inclusivi: la mediazione della lettura, della classe, degli obiettivi didattici, sui comportamenti problematici…

Perché allora dedicare un articolo specifico alle persone con handicap?
Per dare un senso a queste parole.

Potenzialità

Potenzialità: spesso i test e le diagnosi ci dicono cos’ha una persona, il suo disturbo, la sua patologia. Ma quali test ci parlano delle sue potenzialità e di cosa può ancora imparare? Il metodo Feuerstein parte da questo, dalla capacità che ha quella persona, bambino o adulto che sia, di imparare.

Inclusione

Inclusione: gli obiettivi del metodo sono validi per tutti, sono adattabili a contesti individuali e di gruppo; perché allora dovrebbero beneficiare di questi obiettivi solo alcune categorie di persone? Tutti devono avere la possibilità di leggere, di avere obiettivi raggiungibili e di imparare a gestire i propri comportamenti in modo efficace.

Imparare

Imparare: il tema principale su cui si basa il metodo è proprio “imparare a imparare”. Avere delle strategie sicure da poter utilizzare in vari contesti della vita. Per i ragazzi con handicap, è uno degli obiettivi più importanti perché dovranno essere capaci di superare molte difficoltà nella vita, momenti difficili e persone che potrebbero non capire le loro difficoltà.

Le disabilità esistono ed è inutile negarle o far finta che siano meno gravi del reale.

Altrettanto vero è che le nostre scuole accolgono ragazzi con disabilità e noi adulti – insegnanti, educatori – abbiamo il compito di aiutare le loro potenzialità perché possano emergere.

Pochi giorni fa ho tenuto un corso di formazione ed è emersa la parola “sartoriale”… l’ho fatta subito mia!

Io, che ho sempre sostenuto che occorra essere artigiani della mente, penso che mediare la disabilità voglia dire essere dei bravi sarti.

Prendere le misure, pensare al modello che più si adatta al fisico, la stoffa giusta per il clima, per l’occasione, il taglio preciso e netto, senza esitazioni; le asole, le cuciture, le finiture… Il tutto per raggiungere il nostro obiettivo: la soddisfazione di una persona, perché possa portare quel bell’abito in giro per il mondo e tutti possano vederlo.

Crediti copertina: illustrazione di Cinzia Ghigliano per “Due Pirati come noi” scritto da Guido Quarzo.

Tecnico della riabilitazione psichiatrica e tutor dell’apprendimento, ha conseguito il titolo di studio di laurea di primo livello in tecnico della riabilitazione psichiatrica presso l’università di Modena e Reggio Emilia con il punteggio di 110/110 e lode a novembre 2007. Si perfeziona in tutor dell’apprendimento nel 2016 presso il Centro Studi Erickson di Trento e nel 2018 presso l’università di Padova. Attualmente collabora come libera professionista presso studi di Mirandola e Carpi, in collaborazione con logopedisti e psicologi. Svolge attività di valutazione, corsi per gruppi e individuali su strategie e metodi di studio, strumenti compensativi e tecnologie per i DSA e difficoltà di apprendimento scolastici; si occupa anche di training attentivi e metacognitivi . Nel corso degli anni ha svolto progetti per ragazzi con DSA per l’associazione AID sezione di Modena, scuole secondarie di I grado di Mirandola e svolge anche formazione per cooperative sociali e genitori. Nel febbraio 2019 acquisisce la qualifica come mediatore Feuerstein (Pas Standard e Pas Basic) presso il centro per l’apprendimento mediato (Cam) di Rimini.

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