donne

Giornata contro la violenza sulle donne: 4 consigli di lettura da proporre alla classe

in Letture in classe by

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ricorriamo a 4 letture per insegnare fin da subito il rispetto e la parità di genere

Torniamo anche quest’anno a parlare di violenza sulle donne (lo avevamo fatto qui in passato), lasciandoci aiutare da libri e fiabe per poter affrontare il delicato tema con i più piccoli: perché non è mai troppo presto per imparare il rispetto e, fondamentale per veder diminuire significativamente gli episodi di violenza, la parità di genere.

Fiabe in rosso

Nato a 4 mani (Lorenzo Naia l’autore e Roberta Rossetti l’illustratrice), Fiabe in rosso è un progetto nato per combattere la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere, adatto dai 5 anni in su.

Una raccolta di fiabe con protagoniste femminili in cui la trama evolve in maniera diversa da quella che abbiamo ascoltato tante volte:

E se fosse Biancaneve a salvare il principe?

Questo per ricordare a tutti i bambini che il finale della loro storia (della loro vita), non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro.

Gli inserti di carta di giornale che si trovano all’interno del libro rimandano alla realtà e alla cronaca, e la tecnica del collage rimanda anche graficamente al processo di costruzione di una fiaba

Chiamarlo amore non si può

Scritto per bambini dai 12 anni in su, riunisce storie vere di 23 scrittrici, tutte dedicate al tema della violenza sulle donne.

Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all’altro/a di essere se stessi. (…) 23 scrittrici per ragazzi vi offrono questi racconti per aiutarvi a riflettere e a dialogare, perché non rimaniate in silenzio di fronte ai tremendi fatti di cronaca. Ma anche perché sappiate reagire a ciò che può succedere intorno a voi, non solo quando si tratta di violenza fisica, ma anche di gesti e comportamenti che comunque feriscono profondamente. 

Quante tante donne | Le pari opportunità spiegate ai bambini

Di Anna Sarfatti, insegnante alle scuole primarie e scrittrice di romanzi per bambini, una lettura (dai 7 anni in su) per imparare a sognare in grande e a credere che tutto sia possibile nella vita!

Le bambine giocano con le bambole, i bambini con le costruzioni. Le donne fanno le segretarie e gli uomini i presidenti. Ma chi lo ha deciso? Non a tutte va bene così! Ecco allora un modo per imparare a lottare per i propri sogni, a capire che da grande si può fare la mamma e la casalinga, ma anche la sindaca e l’inventrice o, perché no, la fotografa di ragnatele e l’accompagnatrice di sirene.

Bruco blu

Infine, una fiaba illustrata, per tutte le età! Il Bruco blu, di Tiziana Di Ruscio (sopravvissuta al femminicidio), ci racconta che uscire dalla violenza è possibile, nonostante il più delle volte questa si annidi negli affetti, dentro la propria casa, sotto le spoglie di chi in realtà dovrebbe proteggerci.

Un racconto di sofferenze, di tante storie comuni, di vissuti quotidiani di bambini ma soprattutto la speranza che si può riprendere in mano la propria vita e tornare ad essere felici.

Bloccare la spirale di violenza sulle donne  è possibile, ma solo educando i bambini al rispetto di sé e degli altri, dando loro il buon esempio a casa (i genitori) e a scuola (gli insegnanti).

Insegniamo loro a riconoscere e abbattere ogni stereotipo, affinché diventino adulti più attenti e consapevoli nelle loro relazioni future.

Foto di copertina by Thought Catalog on Unsplash

Gender Gap nelle STEM: tema caldo a DIDACTA e non solo!

in STEM ed Esperienze digitali/Zigzag in rete by

Donne e materie STEM: a che punto siamo? Breve analisi sul tema, con tre convegni da non perdere a DIDACTA, una campagna educativa e un’attività gratuita da scaricare!

Quest’anno a DIDACTA, la più importante manifestazione sull’innovazione della scuola in Italia (8-10 marzo, Fortezza da Basso, Firenze), sarà dato ampio spazio al tema delle STEM, ma non solo.

Sarà na tre giorni con oltre 800 eventi formativi, tra workshop, seminari e convegni, dedicati al mondo della scuola (qui trovi il nostro articolo sulla passata edizione, e qui il programma di quest’anno).

Visto dunque che le danze si apriranno proprio l’8 marzo, giornata della Festa della Donna, viene naturale una riflessione a proposito di Donne e Materie STEM.

A che punto siamo?

Non la tiriamo per le lunghe lo diciamo subito: nonostante l’importante raggiungimento della parità di genere nell’educazione di primo e secondo livello (anzi, le donne, in Europa,  sono addirittura più inclini a intraprendere gli studi universitari), non siamo ancora ad un buon punto. Il gender gap è infatti ancora assai evidente, davanti a noi.

Le statistiche parlano chiaro: nel mondo, anche se risultano più donne iscritte all’università, meno di 4 laureati su 10 nelle materie STEM sono donne. Inoltre, il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea degli uomini laureati STEM è più elevato di quello femminile (91,8% contro l’89%), così come la retribuzione non risulta paritaria: le donne laureate in queste materie ricevono circa 300 euro mensili in meno della controparte maschile.

Percorso STEM? No, grazie!

Fattori individuali, elementi sociali, background familiare: sono molti i motivi che tengono le ragazze alla larga dalle materie scientifiche.

  • Mancanza di motivazione personale e di autostima: non ci si sente in grado di poter addentrarsi dentro materie oscure come la matematica.
  • Pregiudizi e stereotipi duri a morire: fin da piccole le bambine sono portate a sentirsi inferiori ai maschi, nelle materie scientifiche.  
  • Mancanza di modelli nell’immaginario collettivo, che alimenta gli stereotipi persino negli insegnanti (a proposito degli sparuti modelli femminili nel campo delle STEM, invitiamo i docenti a raccontare agli studenti e alle studentesse la storia di Rosalind Franklin, perfetto simbolo della posizione di inferiorità delle donne nel Pantheon della scienza).
  • Svantaggio nel luogo del lavoro: la questione “maternità” è ancora vista come un ostacolo all’ascesa della carriera lavorativa. A parità di competenze, si preferisce ancora assumere un uomo, libero da futuri obblighi famigliari.
Diversità come fattore essenziale nella ricerca

Risolvere questo gender gap, che abbraccia appunto anche il divario salariale, è una sfida che dobbiamo vincere non solo per i benefici individuali delle singole donne, ma per il bene della società stessa.

Avere più donne – e quindi individui – nella scienza, garantisce maggiore capitale umano in grado di affrontare le sfide tecnologico-scientifiche del futuro. Poter infatti osservare un problema da diverse prospettive aumenta la possibilità di trovare soluzioni, e questo perché la diversità di un gruppo di persone risulta più importante delle abilità individuali.

in risposta a ciò, e al peggioramento della condizione femminile dovuta al Covid-19, è stata formata una task force tutta al femminile dall’ex Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti (“Donne per un nuovo Rinascimento”), che include anche la promozione e l’incentivo a formarsi nelle materie STEM.

Tre convegni, una campagna educativa e un’attività gratuita

Tornando alla fiera DIDACTA, ecco qualche appuntamento da segnarsi in agenda, a tema STEM e Gender Gap:

Mentre in materia di campagne educative, “Futuri fantastici e dove trovarli. Le Stem senza differenza di genere” è la nuova campagna di Librì, realizzata in collaborazione con Capgemini, che ha come obiettivo quello di introdurre insegnanti e ragazzi al tema del gender gap nelle professioni STEM e più in generale alla tematica della scelta scolastica e professionale.

Infine, la Fondazione AIRC ci viene in aiuto e ci spiega in cosa consiste il lavoro del ricercatore e della ricercatrice, con test e attività da scaricare gratuitamente qui e da utilizzare in classe: buon lavoro!

Fonte articolo

Cherchez la femme: le donne dimenticate dalla Storia

in Arte, Musica e Spettacolo by

“Cherchez la femme”, lo spettacolo teatrale che debutterà il 12 marzo al Teatro della Compagnia di Castelfranco di Sotto (Pi), ci parla di tutte quelle donne del passato che, no, non sono rimaste a guardare mentre gli uomini combattevano, scrivevano, davano vita alle ideologie. Anzi.

Secondo un recente studio del Representation Project (organizzazione mondiale che garantisce agli esseri umani di raggiungere il loro potenziale, senza ostacoli legati al genere), le donne che emergono dal fiume di nomi di coloro che hanno fatto la storia rappresentano lo 0,5%.

Ma mentre gli uomini combattevano, davano vita alle ideologie, compivano imprese, dove erano le donne? 

Cherchez la femme”, scriveva con sarcasmo Alexandre Dumas padre, sostenendo che ovunque fosse un problema, là si trovasse una donna che ne era la causa.

Questa frase, assume in realtà nello spettacolo teatrale Cherchez la femme un’ accezione positiva: perché le donne, nella storia, hanno avuto un ruolo assai rilevante.

Le 5 donne

All’aprirsi del sipario troviamo così in scena 5 donne, Olympe de Gouges, Charlotte Salomon, Christine De Pizan, Irma Bandiera e Sophie Schöll: grandi personalità vissute in epoche diverse, accomunate dallo stesso triste destino, ovvero essere state ingiustamente tagliate fuori dai libri di storia.

Le giovani attrici dello spettacolo: Valentina Barnini, Matilde Cini, Irene Falconcini, Marta Manzi, Evelina Menicagli, Eva Ragoni

Quanti sanno che Olympe de Gouges scrisse, in piena Rivoluzione Francese, la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina?

Quanti conoscono la struggente opera “Teatro? O vita?” di Charlotte Salomon, con la quale lei tentò di sfuggire agli orrori del nazismo?

O ancora, il movimento della Rosa Bianca, di Sophie Schöll , che tentava di aprire gli occhi al popolo tedesco assoggettato al nazionalsocialismo?

E che dire di Christine De Pizan, la prima donna che nel 1400 divenne scrittrice per professione?

E di Irma Bandiera, la partigiana che dette la vita affinché le generazioni future potessero vivere libere come lei stessa avrebbe voluto?

Lo spettacolo teatrale

Riunite, sotto forma di rose, in uno speciale giardino, le 5 donne parlano di sé e non solo, ora sotto forma di monologo, ora sotto forma di coro a più voci che si trasforma in vere e proprie melodie. Lo spettacolo si arricchisce infatti anche di canzoni cantate dal vivo dalle performer Lisa Santinelli e Mariarita Arancio.

Perché la musica, amica della memoria, è un valido aiuto per ricordare, tramandare, insegnare.

Le performer Lisa Santinelli e Mariarita Arancio

Scritto da Silvia Nanni e diretto da Claudio Benvenuti, lo spettacolo Cherchez la femme è un’iniziativa dell’ Associazione Culturale e Solidale Crescere Insieme. Costituita nel 1994, l’Associazione ha l’obiettivo di promuovere e sostenere attività culturali e solidali in direzione nonviolenta (come l’ appoggio alla causa dell’indipendenza del Saharawi, o i laboratori teatrali per i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori, condotti da Claudio Benvenuti, da cui provengono proprio le protagoniste dello spettacolo) e rientra nell’ambito del P.E.Z. – progetti educativi zonali – della Regione Toscana, realizzati dal Cred Valdera.

La giovane età delle attrici in scena amplifica la forza del suo messaggio: promuovere una cultura della parità di genere e superare gli stereotipi.

Argomenti, questi, di cui è necessario parlare sempre più, non solo in occasione di giornate come la Festa della Donna.

Quando e dove

Lo spettacolo Cherchez la femme andrà in scena sabato 12 marzo, alle ore 21.15, presso il Teatro della Compagnia di Castelfranco di Sotto (Pisa). L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria allo 0571.487235 (9.00-13.00), o al
339.5271841.
Mentre giovedì 17 marzo, ore 21.15, andrà in scena al Teatro Cinema Vittoria di Cascine di Buti (Pisa), con ingresso gratuito (prenotazione al numero 329.1063401).

CHERCHEZ LA FEMME

  • Testo Silvia Nanni
  • Regia Claudio Benvenuti
  • Musiche dal vivo Lisa Santinelli e Mariarita Arancio
  • In scena Valentina Barnini, Matilde Cini, Irene Falconcini, Marta Manzi, Evelina Menicagli, Eva Ragoni, Giulio Scarpellini
  • Costumi Doriana Piampiani
  • Produzione Associazione culturale e solidale “Crescere Insieme” onlus

Festa della donna: regalare fiori? No, libri!

in Letture in classe by

Per la festa della donna niente fiori, ma opere di… letteratura! Scopriamo insieme qualche consiglio in materia di libri dedicati alle donne

Mimose, profumi, cioccolatini, gingilli in oro o similare, da regalare in occasione della festa della donna? No, grazie! Se davvero vogliamo rendere onore a ciò che si celebra l’ 8 marzo, ben vengano invece i libri dedicati a loro: le donne.

Occorre però, per prima cosa, fare chiarezza: la giornata della festa della donna non nasce, come si tende a credere, per ricordare la morte di centinaia di operaie nel rogo di un’inesistente fabbrica di camicie nel 1908 a New York.

E neppure per richiamare alla memoria la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili del 1857, sempre a New York.

La festa della donna – o ancor meglio la Giornata Internazionale dei diritti della donna – è stata istituita per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state, e sono ancora oggi, oggetto.

Fatta questa doverosa parentesi, passiamo adesso ai nostri consigli di lettura, pensati per ricoprire tutte le fasce d’età: per le donne – e gli uomini – di oggi e di domani!

CHRISTINE E LA CITTÀ DELLE DAME

Scritto da Silvia Ballestra e illustrato da Rita Petruccioli, Christine e la città delle dame .

Il libro racconta la storia di Christine de Pizan, prima scrittrice professionista della storia.

Inoltre, racconta del suo celebre libro, La città delle dame, che tratteggia un luogo utopico immaginato dalla scrittrice e popolato da grandi donne del passato: regine, artiste, guerriere, sante, scienziate.

… (Christine) si vuole svagare un po’ (…) e prende in mano il primo libretto che trova sul tavolo… Ma che orrore, quando lo legge! È l’ennesimo testo che se la prende con le donne, descritte come lagnose e piene di vizi. Christine è triste: sa bene che esser donna non significa esser debole. Ma ecco, dal fondo della stanza, un misterioso chiarore. Sono tre magnifiche dame, radiose, dal portamento maestoso: «Christine, siamo qui per dirti che sta per nascere una città, un luogo ove le donne possano ritrovarsi e difendersi dai tanti attacchi insensati. Prendi la tua penna, e usala come una cazzuola. Le storie di donne insigni saranno fondamenta e mattoni, mura e palazzi. ».

Il libro, edito nel 2015 da Laterza per la collana Celacanto, è pensato per lettori dai 6 anni in su. Ha il grande merito di far scoprire, in modo semplice ed efficace, la storia di una donna intelligente e coraggiosa, che, attraverso la sua opera ha sfidato, orgogliosamente, una secolare tradizione misogina.

IN BREVE:

  • COSA: Un libro sulla vita di Christine de Pizan, e sulla storia del suo testo La città delle dame
  • PERCHÈ: Perché oltre che facile da leggere, è anche bellissimo da sfogliare!
  • PER CHI: Dai 6 anni in su
I 28 GIORNI

Scritto da Lia Celi e illustrato da Ilaria Urbinati.

I 28 giorni è un libro ironico e intelligente, per ridere ed emozionarsi, che spiega e racconta una buona volta a tutte le ragazze (e anche ai ragazzi!) cosa sono le mestruazioni!

E così, fra tette che spuntano, peli che crescono dove non c’erano mai stati, e un compagno di squadra diventato improvvisamente molto carino, insieme alla protagonista Vera scopriamo il ciclo, e come viverlo in modo sereno e naturale.

Ma se il ciclo è una cosa naturale, perché è così difficile parlarne?

Il libro, edito nel 2019 da Librì Progetti Educativi per la collana Collilunghi, è pensato per lettori dagli 8 anni in su, e ha il grande merito di parlare con naturalezza e semplicità di un argomento inspiegabilmente ancora tabù nella società di oggi.

IN BREVE:

  • COSA: Un libro sul ciclo mestruale: abbattiamo il tabù!
  • PERCHÈ: Perché l’ironia può aiutare a capire come funziona il mondo!
  • PER CHI: Dagli 8 anni in su
IL CATALOGO DELLE DONNE VALOROSE

Scritto da Serena Dandini.

Il catalogo delle donne valorose racconta la vita di trentaquattro donne, audaci, coraggiose, spesso perseguitate, talvolta incomprese ma sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi addirittura impensabili.

Introdotte dai collages di Andrea Pistacchi e affiancate ad altrettante rose che alcuni vivaisti hanno creato per loro, si raccontano con delicatezza le storie della giornalista Ilaria Alpi, della maratoneta Kathrine Switzer, dell’astronoma Ipazia, dell’attivista Olympe de Gouges, della partigiana Irma Bandiera, e di molte altre ancora.

… Le esponenti di quella che una volta veniva chiamata ‘l’altra metà del cielo’ hanno fatto la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità in tutti i campi possibili: dall’arte alla letteratura, dalla scienza alla politica, non trascurando la cibernetica e la fisica quantistica; ma per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tantomeno sono riconosciute come maestre e pioniere…

Il libro, edito nel 2018 da Mondadori, è pensato per lettori d 12 anni in su, e ha il grande merito di raccogliere la storia di tanta donne, per lo più dimenticate, erigendole ad esempio da seguire:

per gli uomini di oggi e domani, a ricordare loro che l’universo femminile non vale certo di meno di quello maschile; e per le donne di oggi e domani, a ricordare loro che è necessario lottare per affermare i propri diritti e il proprio valore.

IN BREVE:

  • COSA: Un libro sulla vita di 34 donne straordinarie, per lo più dimenticate
  • PERCHÈ: Perché dimenticare o ignorare è la prima mancanza di rispetto!
  • PER CHI: Dai 12 anni in su
VIA LIBERA – 50 DONNE CHE SI SONO FATTE STRADA

Scritto da Valentina Ricci ( La Vale del programma Pinocchio, su Radio Deejay), Viola Afrifa (autrice radiofonica e spalla di Fabio Volo nel programma Il Volo del mattino, su Radio Deejay) e illustrato da Romana Rimondi, Via libera – 50 donne che si sono fatte strada nasce da una considerazione:

Ogni 100 strade italiane dedicate a persone, solo 7 sono dedicate a donne, di cui 4 a Sante, Martiri ecc, e solo 3 a donne che hanno vissuto vite normali in maniera straordinaria.

Ecco dunque che le autrici hanno scelto 50 di queste donne, moderne e meravigliose, la cui vita è stata contraddistinta da strade difficili e in salita, ma percorse sempre con l’assoluta certezza di voler essere libere.

Nel testo le donne si raccontano in prima persona, e il risultato è un libro – stradario che vuole rendere giustizia a queste donne così tenaci da essere riuscite, appunto, a farsi strada.

Sono poche, pochissime le donne alle quali è intitolata una strada in Italia. Siamo andate a cercarle tutte e ne abbiamo scelte cinquanta. Ogni strada racconta di donne incredibilmente moderne, meravigliose, straordinarie nella loro normalità.

Il libro, edito pochi giorni fa da Sonzogno, è pensato per lettori dai 14 anni in su, e ha il grande merito di accompagnarci in un viaggio lungo la penisola, soffermandoci a pensare che dietro a tanti di quei nomi che distrattamente leggiamo sui cartelli delle vie, esistono storie meravigliose.

IN BREVE:

  • COSA: Un libro sulla vita di 50 donne a cui è stata dedicata una via, una piazza, un giardino
  • PERCHÈ: Perché loro, rispetto a migliaia di altre donne, ce l’hanno fatta!
  • PER CHI: Dai 14 anni in su

Pronti adesso, a celebrare come merita la (festa della) donna?

Leggere l’8 marzo

in Letture in classe by
Tanti bei libri consigliati da Paola Zannoner per festeggiare una giornata importante e tutte le donne che hanno contribuito a renderla tale

Keep Reading

Calpurnia e le altre: riflessione fra gli scaffali di una biblioteca scolastica

in Letture in classe by
Tre libri, tre storie di un tempo lontano, di donne di un’altra epoca ma che possono ancora dire molto alle piccole donne di oggi

Keep Reading

Scarica unità didattica

Argomenti

Go to Top