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Pratiche di ascolto musicale attraverso il movimento

in Attività in classe by

L’ascolto per i bambini della scuola primaria: un’attività da fare in classe sulle note del brano nell’Antro del Re della Montagna, di Edvard Grieg.

L’ascolto della musica per i bambini e le bambine, è un’esperienza  globale che non coinvolge solo la funzione estetica, ma che opera sul piano affettivo, motorio, ludico, immaginativo e narrativo.

Infatti la musica a questa età è indissolubilmente legata all’ambito del fare: mentre i bambini ascoltano, quasi sempre cantano, si muovono, disegnano, giocano…;  naturalmente, tutto questo se la musica  non deve assolvere a  una funzione tranquillizzante in cui le azioni vengono sospese e le note accompagnano dolcemente il sonno.

Molti pedagogisti  del settore hanno indagato la pratica interdisciplinare per impostare la didattica dell’ascolto,  avendo compreso che senza il fare, ascoltare musica resta un’esperienza superficiale, frammentaria, poco coinvolgente.

Quali obiettivi specifici per l’area musicale possiamo raggiungere nel presentare brani per l’ascolto nella scuola primaria?

  • La conoscenza del brano: (intesa come capacità di memorizzarlo e ritrovarlo in altri ambiti).
  • Il riconoscimento di parametri del suono: timbro, durata, altezza dei suoni, intensità.
  • Il riconoscimento di criteri di aggregazione del suono:   melodia, armonia, ritmica, orchestrazione, fraseggio, dinamica, agogica, struttura,  ecc…

Il problema del repertorio

I bambini ascoltano prevalentemente musiche proposte dai media, a meno che non abbiano in famiglia stimoli di tipo differente. I jingle pubblicitari, le sigle dei cartoni animati, le canzoni dei film, le canzonette,  si imprimono con facilità nella memoria e diventano in poco tempo i protagonisti del  loro vissuto musicale.

Per una maestra può essere vincente proporre questo tipo di brani,  in quanto i bambini  li riconoscono e  li accolgono con gioia. Ma  perché non allargare il repertorio e proporre altro?

La musica classica fa parte di un patrimonio culturale che non può essere trascurato e che, se avvicinata in tenera età, può gradualmente diventare un buon cibo per la mente.

Naturalmente non tutta la musica colta si adatta a questo scopo: alcuni brani possono essere più avvincenti e più funzionali di altri.

Nell’antro del Re della Montagna

Questo breve brano di Edvard Grieg (1843-1907) è interessante per aspetti che  riguardano  la struttura, la ritmica, l’agogica, cioè le variazioni di velocità, e la dinamica,  cioè le variazioni di volume. L’ascolto  verrà proposto attraverso il movimento per cui è necessario poter avere a disposizione uno spazio ampio (classe vuota, atrio, palestra…).

Struttura: nel brano è presente un unico tema che si ripete più volte. Lo proponiamo qui in versione semplificata:

Ritmica: il ritmo è costituito  da un pattern ripetuto più volte.

Agogica: la velocità  aumenta progressivamente.

Dinamica: il volume del suono aumenta nel corso del brano anche attraverso l’inserimento nell’ organico orchestrale di nuove sezioni timbriche.

Siamo piccoli gnomi

Offriamo ai bambini una suggestione narrativa: siamo piccoli gnomi  e ci troviamo in una grotta scavata all’interno di una montagna.

Per  riconoscere il tempo: diamo come regola quella di camminare segnando  il passo a tempo di musica.

Per riconoscere il tema: chiediamo a ogni bambino di camminare e di invertire la direzione di marcia ogni volta che ricomincia il tema musicale: ogni bambino, quindi, deve inventare  il suo percorso camminando in avanti, in diagonale, indietro: l’importante è che mantenga la stessa direzione per la durata del tema, per poi cambiarla quando percepisce l’inizio del tema che si ripete.

Dinamica e agogica: dato che volume e velocità aumentano progressivamente, chiediamo ai bambini di battere i piedi con più forza e di accelerare il passo.

Verso il finale

Improvvisamente la musica suggerisce che qualcosa sta accadendo: possiamo chiedere  ai bambini di immaginare la scena e  di suggerirci l’evento. Che cosa sta succedendo? Chi è improvvisamente entrato nella grotta?

Quali gesti possono accompagnare quell’improvviso frastuono interrotto  da pause che porta il brano verso il finale?  Diventiamo tutti statue di sale? Cadiamo per terra?

Ecco che il brano si conclude e per i bambini è una festa accompagnare con i loro movimenti creativi la conclusione del brano.

Foto di copertina by Alireza Attari on Unsplash

Quando l’apprendimento passa per… un podcast!

in Attività in classe/Zigzag in rete by

Esploso nel 2019, il podcast permette la veicolazione di contenuti eterogenei, che possono affiancare la didattica tradizionale. Scopriamo perché e conosciamone alcuni!

Ogni volta che cucino dedico a questa attività almeno due ore; o meglio: un’ora e mezzo la dedico alla scelta del podcast giusto, l’altra mezzora a tutto il resto!

È così: da quando questo prezioso strumento divulgativo ha fatto capolino nella nostra vita (il primo risale al 2003, ad opera del giornalista Christopher Lydon, ma è dal 2019 che è avvenuta una vera e propria esplosione, grazie a Google, Spotify, Amazon), sono nati ogni giorno migliaia di contenuti eterogenei, tutti da ascoltare anche se impegnati a fare altro.

Perché è proprio questa la grande forza del podcast: rispetto ad altri format di apprendimento, è l’unico che non richiede un’attenzione visiva. Così, puoi seguirne uno mentre cucini – come me – o mentre sei in auto, lavori al pc, fai una passeggiata, pulisci casa!

Arte, storia, scienze, matematica, attualità, biografie, romanzi: c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i contenuti disponibili, ognuno contraddistinto anche da un proprio stile, con un linguaggio e un tono ora spiritoso, ora autorevole. Ma facciamo un passo indietro.

Che cos’è un podcast?

Il podcast è un contenuto audio che può essere ascoltato ovunque e in qualsiasi momento, a prescindere da quando è stato creato e messo a disposizione online.

Il podcasting è dunque quel sistema che consente di scaricare in modo automatico i contenuti audio, e  di ascoltarli in molteplici dispositivi: pc, smartphone, tablet.

ll termine podcast nasce dalla fusione di due parole: iPod, ovvero il dispositivo Apple che ha rivoluzionato il mondo dell’ascolto di musica e contenuti audio, e broadcast (“radiodiffusione”), ovvero la trasmissione di informazioni verso chiunque, senza la sicurezza che queste riescano ad essere consegnate.

Il podcast nella didattica

Va da sé che la recente situazione pandemica ha contribuito notevolmente alla fruizione dei podcast, anche in ambito didattico.

Il format è diventato infatti un prezioso alleato nella didattica digitale integrata, così come in quella a distanza.

Ecco i motivi del suo successo:

  • È utile per esercitare le competenze nel discorso orale: l’audio centrale e questo permette di stimolare l’uso della memoria uditiva, così come le competenze della produzione orale degli studenti;
  • Permette di creare contenuti didattici accessibili a tutti: non solo per quanto riguarda la fruizione, ma anche la stessa produzione;
  • Promuove una didattica personalizzata e inclusiva: non solo audio lezione per studenti che non hanno accesso al pc, ma che possono utilizzare uno smartphone, ma anche creazione di contenuti pensati per studenti con difficoltà nella lettura, oppure ospedalizzati.
  • Può trasformare l’apprendimento in divertimento: come dicevamo, il tono e il linguaggio possono essere leggeri (ma non superficiali), brillanti e accattivanti, pur trattando temi profondi e che nei classici libri di testo spesso sono vissuti come pesanti dagli studenti. Ne è un esempio lampante il podcast di Alessandro Barbero!

Qualche consiglio di ascolto

Scegliere il podcast, giusto, come dicevamo, non è così semplice vista la grande offerta! Di seguito eccone 8, consigliati per gli studenti ma non solo; qui invece trovate un nostro articolo di qualche anno fa, in cui vi parlavamo del podcast Serial.

  • Te lo spiega Studenti.it: pillole di storia, letteratura, arte, tecniche di studio e memoria per ripassare prima di un compito o un’interrogazione
  • Il podcast di Alessandro Barbero: la storia, come avremmo voluto sentirla spiegare in classe!
  • Bistory: Indaga il lato B della storia, con personaggi potenti raggiunti dall’oblio o dalla leggenda dopo una morte incredibile.
  • The essential: una rassegna che racconta l’attualità politica, economica e culturale in pillole da 5 minuti.
  • Bello Mondo: il divulgatore Federico Taddia e la climatologa Elisa Palazzi incontrano coloro che analizzano, comprendono e contrastano il global warming.
  • Il podcast di Piergiorgio Odifreddi: Parla con ironia di aspetti più o meno noti di scienza, politica, religione e matematica.
  • Morgana: Michela Murgia e Chiara Tagliaferri raccontano storie di donne che hanno affrontato pregiudizi e stereotipi.
  • In compagnia del lupo: Tratto dall’omonima serie di Sky Arte con Carlo Lucarelli, alla scoperta del lato oscuro delle fiabe.

Foto di copertina by Mohammad Metri on Unsplash

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