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Spunti di lettura

Bibliografie tematiche, percorsi e suggerimenti di lettura, recensioni singole da portare in classe

Consigli di lettura per un’estate da brividi!

in Spunti di lettura by
Una lista di 6 libri con tante storie per bambine e bambini che amano le avventure piene di brividi, emozioni forti, fantasmi, mostri, terribili streghe…

L’estate è arrivata e sotto l’ombrellone, o all’ombra di un grande albero, non può mancare un bel libro da leggere. Ecco allora una breve lista di libri per bambine e bambini dedicata alle storie da brividi. Tanti titoli per socchiudere gli occhi e farsi trasportare in una casa stregata, in un antro buio e puzzolente o in un bosco pieno di ombre e rumori sinistri.

Fantasmi, mostri, streghe… sono veramente tanti i libri di paura per ragazzi, perché è un genere molto amato dai più piccoli! Così in questa lista abbiamo scelto di dare la precedenza ad alcuni “classici” del genere e a qualche novità che potrebbe stuzzicare la curiosità dei ragazzi. Di sicuro, in base al gusto dei più piccoli e alle loro preferenze, si potrà scegliere il testo più adatto per far  passare loro un’estate piena di… brividi!

Storie fantastiche di paura, di R.L. Stine

Stine, il celebre autore dei “Piccoli Brividi”, presenta una raccolta di venti racconti scritti dai più avvincenti autori di horror per ragazzi. Tra case infestate, gite di classe da incubo e notti tempestose, Storie da brividi sarà una lettura… da paura! Età di lettura: da 10 anni .

La stanza 13, di R. Swindells

La classe di Fliss va in gita scolastica: c’è aria di vacanza, ma Fliss è tormentata da un incubo che già la prima notte sembra farsi reale. Suspense e mistero accompagnano la lettura di questo autentico classico dell’horror, amato da generazioni di lettori. Età di lettura: da 10 anni.

Coraline, di N. Gaiman

In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi. Ma ce n’è anche un’altra, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Cosa ci sarà oltre quella porta? Un giorno Coraline scopre che al di là della porta c’è una casa identica alla sua… Età di lettura: da 10 anni.

Storie fantastiche di paura, di Autori vari

Liberamente ispirate a Le novelle della nonna di Emma Perodi, nove tra le più intriganti, inquietanti e paurose novelle, riscritte e attualizzate da tre fra gli scrittori più interessanti sul fronte fantasy e delle letteratura noir. Età di lettura: da 10 anni.

Il libro delle storie di fantasmi, di R. Dahl

Uno dei libri meno noti del grande Dahl, che qui racconta la natura singolare dei fantasmi, di cui di solito si avverte un fruscio alle spalle o se ne intravedono tracce fugaci… E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati nei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl. Età di lettura: da 10 anni.

Racconti macabri, di E.A. Poe

“Berenice”, “Il gatto nero”, “L’isola della fata”, “Il cuore rivelatore”, “La caduta degli Usher”, “Il ritratto ovale”, “Morella e Ligeia”: i racconti horror di Edgar Allan Poe illustrati da Benjamin Lacombe. Con un saggio di Charles Baudelaire sulla vita e l’opera di Poe. Età di lettura: da 10 anni.

Buone vacanze e buona lettura!

Tanto tempo libero, tante letture!

in Spunti di lettura by
Ovunque siate, l’estate è il momento da dedicare alle letture, anche per i più piccoli.

Abbiamo contattato una libreria davvero speciale, Farollo e Falpalà, specializzata in letteratura per bambini e ragazzi per dei super consigli di letture.

Grazie di essere qui con noi, ma prima di cominciare con i consigli per le letture, abbiamo per voi una domanda molto difficile… Un libro è meglio sceglierselo da soli o riceverlo in dono?

Carissimi, la domanda non è semplice e un libro è sempre un regalo, sia scelto che ricevuto. Noi siamo dei sostenitori della scelta in autonomia delle letture per diverse ragioni. Consigliamo ai genitori di venire in libreria con i bambini già da piccolissimi e ascoltarli nella scelta dell’albo illustrato, creando tutti insieme un percorso che li porti all’autonomia.

Uno degli aspetti più preziosi del nostro lavoro è il tempo dedicato a raccontare libri che amiamo e ascoltare il parere dei lettori, farli sentire parte attiva della narrazione, far sentire loro di avere cittadinanza nelle storie che scelgono. La scelta è importante perché mette al centro il lettore.
Un libro non è alternativa alla televisione o ai giochi, non deve essere un obbligo ma un piacere.

E il piacere si crea già dalla scelta, dall’emozione di raccontare cosa si è letto e cosa si ha voglia di leggere. Quando scegliamo un libro per noi stessi è perché, in fondo, ci ha già parlato e abbiamo voglia di sapere cosa vuole continuare a raccontarci.

Quando riceviamo un libro in regalo c’è comunque qualcuno che lo ha scelto, che si è preso il tempo e la cura per sfogliare pensando proprio a noi. Potremmo ricevere in regalo dal nostro più caro amico il suo libro preferito: la voglia di condividere una storia preziosa, amata, stringe ancor più i legami; potremmo ricevere in regalo un libro proprio perché da soli non l’avremmo mai scelto e potrebbe essere una bella scoperta. Sono percorsi diversi. Il primo secondo noi aiuta a diventare lettore, il secondo ci aiuta a conoscere meglio i nostri amici.

E adesso, avanti con i suggerimenti di lettura! Cosa potete consigliare a chi ama l’avventura?

Per giovanissimi esploratori desiderosi di vivere avventure spaziali e sconfinati spazi lunari in cui perdersi e regalarsi nuovi incontri, consigliamo “Gita sulla luna” di John Hare – Babalibri (dai 3 anni).

Per lettori che hanno voglia di esplorare la giungla, i ghiacci, gli oceani e i deserti: “Atlante delle avventure e dei viaggi per terra e per mare. Con brani scelti dalle opere del cap. cav. Emilio Salgari” a cura di Anselmo Roveda e illustrato da Marco Paci – EDT Giralangolo (dai 5 anni).

Per chi ha voglia di un’avventura che sia un inno alla vita e all’amore tra nonno e nipote, che tra i mille sorrisi liberi anche qualche lacrima, consigliamo “La grande fuga” di Ulf Stark – Iperborea (dai 7 anni).

Per chi invece sente un indomabile desiderio di libertà e sogna un’avventura che tenga con il fiato sospeso, consigliamo di stringere amicizia con Clay e “Nebbia”, di Marta Palazzesi – Il Castoro Editore (dai 10 anni).

Immancabile nello zaino dei lettori avventurieri uno dei libri di Davide Morosinotto.

E a chi adora cani, gatti e gli altri animali?

Un silent freschissimo di stampa, che custodisce il legame che si crea con un cucciolo, è “Tempesta” di Guojing – TerreDiMezzo (dai 3 anni).

Se invece volete lasciarvi sorprendere dalle avventure che si possono vivere avendo come amici un piccolo scarafaggio, una colomba, un gabbiano con una gamba di legno e un lupo marinaio, tuffatevi in “Pluk e il grangrattacielo” di Annie M. Schmidt – LupoGuido (dai 5anni).

Per i più grandi, il pensiero vola immediatamente a “Furbo, il Signor Volpe” di Roald Dahl e alle storie di Luis Sepulveda (dai 7 anni).

Per i lettori che hanno voglia di perdersi nella neve con accanto preziosi e fidati lupi: “La ragazza dei Lupi” di Katherine Rundell – Rizzoli (dai 10 anni)

A chi ha il cuore tenero e sogna una storia romantica?

Qui è davvero difficile per Falpalà, inguaribile romantica, selezionare dei titoli.

“Dieci lezioni sulla poesia, l’amore e la vita” di Bernard Friot – Lapis Edizioni, che ci ricorda come i primi amori possano nascere lentamente e timidamente, e “La voce di carta” di Lodovica Cima – Mondadori che custodisce tante sfumature del romantico: dall’idea che Marianna ha della zia Ada e dei suoi incomprensibili ideali, al suo impadronirsi della parola, fino al prendere forma dentro di lei il sogno di diventare insegnante (entrambi dai 12 anni).

Infine un albo per tutti, “Rosa a pois” di Amelie Callot e Genevieve Godbout – LupoGuido, perché anche la pioggia può far innamorare quanto una giornata di sole.

A chi immagina mondi lontani, pieni di draghi e bacchette magiche?

Assolutamente un albo in cui perdersi: “Passeggiata con il cane” di Sven Nordqvist – Camelozampa. Per i lettori che sanno che una piccola strega può nascere con il tempo: “Mildred, una strega imbranata” di Jill Murphy – La Nuova Frontiera Junior (dai 7 anni).

Per i lettori che hanno voglia di scoprire come la magia possa diventare un dono grazie al legame con un animale magico che accompagnerà i protagonisti per tutta la vita, consigliamo la saga degli “Spirit Animals” – Il Castoro editore (dai 9 anni).

Infine, da Potteriani, non possiamo non consigliare la saga di “Harry Potter” a chi ancora non l’ha letta; chi l’ha già letta sappiamo che, come noi, la rileggerà ogni estate.

A chi invece preferisce stare con i piedi per terra e ama le storie vere?

Il primo titolo che proponiamo è un libro che nasce nella mente dell’autore proprio tra i banchi di scuola, durante un incontro con una seconda media: “Lettere ad una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi” di Daniele Aristarco – Einaudi, che è scritto in una maniera estremamente dialogante e siamo sicuri che avrete voglia di scrivere a vostra volta all’autore (dai 12 anni).

“Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative” di Assia Petriccelli e Sergio Riccardo (dai 13 anni).

Per i più piccini consigliamo di leggere “Gino Bartali, un campione tra i Giusti” di Guido Sgardoli (collana “Grandissimi” dell’Einaudi) perché è un fiorentino che ha dimostrato che campioni e giusti lo si è nella vita, non solo nello sport (dai 7 anni).

A chi sogna di diventare come Rita Levi Montalcini o Einstein?

Per sentire sin da piccini che siamo fatti di polvere di stelle, consigliamo “Impossibile” di Catarina Sobral – La Nuova frontiera Junior (dai 3 anni) mentre per i giovani che hanno una curiosità innata “Edison. Il mistero del tesoro scomparso” di Torben Kuhlmann – Orecchio Acerbo (dai 6 anni). Per i più grandi, uno dei titoli della collana “Teste Toste” curata da Federico Taddia per Editoriale Scienza.

A chi ama ridere e adora le storie buffe e divertenti?

“Pastelli ribelli” e “Pastelli alla riscossa” di Drew Daywalt illustrato da Oliver Jeffers – Zoolibri (dai 4 anni) perché a noi diverte tantissimo immaginare cosa pensano gli oggetti che ci circondano.

Per chi è convinto che gli animali siano i veri padroni di casa, decisamente la divertentissima storia di un famoso bassotto poeta che riesce a trovare l’ispirazione anche in mezzo a equivoci e disastri: “Le disavventure del Barone Von Trutt” di Alice Keller e Veronica Truttero – Sinnos Edizioni (dai 6 anni).

Per i lettori che sognano di diventare scrittori e che immaginano le loro storie, non può mancare nello zaino “Appunti, storie private, cose vere e inventate di Matita HB” di Susanna Mattiangeli e illustrato da Rita Petruccioli – Il castoro editore.

A chi piace fare sport?

“Lo sport non fa per te!” di Paolina Baruchello e illustrato da Federico Appel per regalarsi da piccini una storia che racconti che c’è sempre uno sport giusto per noi… anche se non è quello che stiamo praticando (dai 3 anni).

E se perdere mettesse in competizione almeno quanto vincere? Può succedere se c’è in palio la maglia nera! “Perdenti con le ali” di Carlotta Cubeddu – Il battello a vapore, ci racconta una grande gara per l’ultimo posto al Giro d’Italia del 1949 (dai 9 anni).

E restando in tema, “Eterni secondi. Perdere è un’avventura meravigliosa” di Rosario Esposito La Rossa – Einaudi: 20 storie di sport in cui si impara a perdere, cadute che possono dar vita a voli.

A chi invece si diverte a scoprire le gesta mitiche di eroi ed eroine?

“Mitiche. Storie di donne della mitologia greca” di Giulia Caminito – La Nuova Frontiera Junior per un viaggio nell’antica Grecia. “Odd e il Gigante di ghiaccio” di Neil Gaiman per perdersi tra le divinità del Nord. E infine la meravigliosa “Odissea” raccontata da Nicola Cinquetti e illustrata da Desideria Guicciardini – Lapis per navigare attraverso le astuzie di Ulisse.

Ma chi sono Farollo e Falpalà?

La libreria nasce quasi 7 anni fa da un progetto preciso: creare un luogo di scambio e condivisione che partisse dai libri, dalle storie, dalla letteratura. I  libri sono ponti e ci piace sapere che i lettori qui si sentano a casa.

Se volete saperne di più, vi consigliamo di andare a trovarli direttamente nella loro libreria, a Firenze, o di cercarli on-line su www.farolloefalpala.it. Grazie e… buona lettura!

Mitologia greca per ragazze e ragazzi

in Arte in galleria/Spunti di lettura by
Una lista di sei libri di mitologia dedicata ai giovani lettori che amano le avventure degli dei e degli eroi dell’antica Grecia

L’estate è arrivata e sotto l’ombrellone, o all’ombra di un grande albero, non può mancare un bel libro da leggere. Ecco allora una breve lista di libri per bambini e ragazzi dedicata alla mitologia. Tanti titoli per socchiudere gli occhi e ritrovarsi, come per incanto, ai piedi dell’Olimpo e sognare eroi e regine, terribili mostri e divinità.

A dire il vero, sono così tanti i titoli dedicati alla mitologia che sarebbe impossibile mettere tutti i piccoli d’accordo. In questa lista abbiamo scelto di dare la precedenza ad alcuni “classici” del genere e a qualche importante novità che potrebbe stuzzicare la curiosità dei ragazzi. Di sicuro, in base al gusto dei più piccoli e alle loro preferenze, si potrà scegliere il testo più adatto per trasformare la loro estate in qualcosa di veramente… mitico!

Storie della storia del mondo, di Laura Orvieto

Un classico, firmato da una grande scrittrice per ragazzi. Narra le vicende della mitica città di Troia, dalla costruzione delle sue possenti mura fino alla distruzione. Incontreremo Paride ed Elena, Menelao e Agamennone, in un crescendo di emozioni.

Le metamorfosi. Storie di mitologie, di Roberto Piumini

Piumini, uno degli autori più amati e letti dai bambini, ha dedicato molti titoli alla mitologia, agli eroi e alle antiche divinità. Questo titolo ci racconta dieci miti, alcuni famosi e altri meno noti, tratti dalle straordinarie e misteriose Metamorfosi di Ovidio.

Storia di Ulisse e Argo, di Mino Milani

Un altro classico nato dalla penna di Milani, che ci racconta una delle storie di amicizia più belle di tutti i tempi: quella tra l’eroe Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia e da un viaggio terribile nel Mediterraneo, e il suo fedele cane.

Il romanzo di Artemide, di Murielle Szac

Pescando qua e là tra le tante fonti antiche, l’autrice ha creato un romanzo – che viene presentato a episodi, come fosse una serie tv – che racconta ai piccoli lettori la storia di Artemide, l’intrepida e coraggiosa dea della natura e della caccia.

Ai piedi dell’Olimpo, di Saviour Pirotta

Una raccolta dei miti greci più celebri, dalla triste storia di Aracne al vaso di Pandora, dall’incredibile viaggio degli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, fino ad arrivare  al poeta Arione che fu salvato dai delfini, raccontati in maniera semplice e divertente.

Il grande labirinto della mitologia, di Michel Laporte, Eric Héliot

Un libro per giocare con la mitologia. Un misterioso documento va consegnato al grande Zeus, che si trova sul monte Olimpo. Per farlo, bisogna attraversare labirinti, rispondere a indovinelli e affrontare tante divertenti sfide in compagnia degli eroi greci più famosi.

Buone vacanze e buona lettura!

Roberto Piumini per Occhiovolante

in Approcci educativi/Protagonisti/Spunti di lettura by
Roberto Piumini
Si chiude in questi giorni il più lungo esperimento didattico (involontario) che la scuola italiana abbia conosciuto. Riceviamo e con gratitudine pubblichiamo due poesie di Roberto Piumini su questo difficile periodo.
Il virus venne, misteriosamente,
e si attaccò, fattivo e silenzioso,
al gran corpo di noi, bruciando fiato
a molti, spaventandoci, filando,
attorno a noi, un bozzolo d’attesa,
sfocata e ottusa, immobile sorpresa.
La macchina mondiale ha scricchiolato,
in un dubbioso brivido, di sé,
e, come feti acerbi, ha generato,
più che di norma, nuove povertà.
Feroci, pronti a prendersi il primato,
si accendono i vaccini, qua e là.

I morti è gente quieta: 
il loro dire, è solo il nostro eco, e loro assenza
è il mancamento della nostra vita,
loro silenzio è la nostra voce
taciuta in faccia al mondo.
I morti sono, sotto la loro quieta apparenza,
l’ansiosa lena del nostro futuro,
la reticenza di felicità,
il sogno balbettante e solitario
che ci guasta la veglia; i morti sono,
l’alta pazienza, la consolazione,
attorno al nostro lamento d’amore.

Roberto Piumini http://www.robertopiumini.it/ è nato a Edolo (BS) ed è autore saggista e traduttore.
Ha scritto racconti, romanzi, fiabe e poesie per bambini, ragazzi e adulti, pubblicati per i maggiori editori italiani ed esteri. È autore di testi per opere musicali e teatrali, trasmissioni tv (L’Albero Azzurro), radiofoniche (Il mattino di zucchero) e cartoni animati. Per Librì Progetti Educativi ha realizzato I giochi coraggiosi (2011) https://www.occhiovolante.it/2017/leggere-un-gioco/ , Batticuore e altre emozioni (2012) e Lo zio diritto (2007)

credits immagine: https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/laser/Incontro-con-Roberto-Piumini-4289465.html

Maratona letteraria: gli insegnanti leggono Pinocchio

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Spunti di lettura by
Il 30 maggio dalle ore 15.00 va in scena la prima maratona letteraria dedicata a Pinocchio, il più famoso burattino del mondo e a tutti i docenti d’Italia.

82 insegnanti, provenienti dalle regioni di tutta Italia, leggeranno i 36 capitoli di Pinocchio in versione integrale. La maratona letteraria è un evento straordinario – in diretta YouTube Premiere – per riscoprire un grande classico della letteratura italiana e mondiale.

L’iniziativa nasce da Librì Progetti Educativi come un ringraziamento verso tutta la classe docente italiana così straordinariamente provata nei lunghi mesi di chiusura scolastica. Ma anche per porre in risalto un aspetto mai troppo sottolineato: il grande legame relazionale e affettivo tra docente e studente, fondamento della relazione educativa.

Per l’occasione, il professor Franco Nembrini – pedagogista, insegnante e volto noto della televisione, nonché uno dei massimi studiosi italiani di Dante e Collodi – ci racconta il valore di leggere oggi Le avventure di Pinocchio

Il bello della grande letteratura è che è in grado di rispondere a qualunque tipo di domanda. I testi letterari infatti non sono – come certa critica vorrebbe, e ahinoi troppi manuali scolastici insegnano – cadaveri di cui fare l’autopsia. Sistemi chiusi in se stessi di cui cercare solo le corrispondenze interne, per ricavare al massimo le “intenzioni dell’autore”.

No, un testo letterario è una creazione viva, che ha la straordinaria capacità di dare risposte sempre nuove a seconda delle domande poste dal lettore.

I grandi scrittori hanno una grande esperienza dell’umano. E per questo io posso interrogarli e scoprire nella loro esperienza qualche elemento che può illuminare la mia.

Come dice, con altre parole, uno dei massimi studiosi di letteratura del nostro tempo, Tzvetan Todorov, nel suo prezioso pamphlet La letteratura in pericolo:

Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all’infinito questa possibilità e ci arricchisce, perciò, infinitamente, per cui il mondo reale diventa più ricco di significato e più bello.

Collodi, con le sue “Avventure di Pinocchio”, si concentra sull’infanzia, con l’idea che se vogliamo costruire un mondo migliore dobbiamo ricominciare dai bambini; e nel parlare ai bambini ritrova, consapevolmente o meno, quell’immagine del mondo che lui stesso da bambino aveva respirato, quello della tradizione cristiana, che ha dato forma alla civiltà occidentale.

In fondo questo ritorno all’infanzia, e al linguaggio fantastico e simbolico che la caratterizza, è sempre un ritorno alle origini, un ritorno alle sorgenti della vita e del linguaggio stesso.

Le cose più grandi e più importanti non si imparano attraverso complicati ragionamenti ma con l’immediatezza di un’immagine in cui sia descritta, fotografata, un’esperienza reale.

In questo forse il compito della letteratura in generale e della letteratura per i bambini in particolare, è più grave che in passato: si tratta di aiutarsi a riconoscere e ad affrontare le domande fondamentali dell’esistenza cioè le domande sul senso delle cose, sul loro destino”.

Per seguire l’evento in diretta basta connettersi su  www.maratonapinocchio.it o cliccare qui: https://youtu.be/rd2Rrw8Gt2s

Vi aspettiamo sabato 30 maggio 2020 dalle ore 15:00!

L’istruzione contro il sonno della ragione e dell’anima

in Ora di Alternativa/Spunti di lettura by
L’importanza dell’istruzione, secondo Valerio Camporesi, che veicoli sentimenti nelle nuove generazioni

“Il sonno della ragione genera mostri”, si è soliti dire con riferimento alle aberrazioni del Novecento, e in particolare al Nazismo e alle atrocità da esso commesse.

Atrocità attribuibili – si dice – a una perdita di contatto con la facoltà razionale e a una forma diffusa di ignoranza. Una mancanza di conoscenze, tale da far sì che un intero popolo abbia assecondato il progetto hitleriano di sterminio e di schiavizzazione di interi popoli.

C’è senz’altro molto di vero in questa affermazione, se la associamo appunto a una forma di obnubilamento della razionalità. Se però la intendiamo come un richiamo alla necessità di diffondere la conoscenza e l’istruzione come unico e principale antidoto al pericolo di derive collettive tragiche, allora è la memoria storica stessa a imporre una riflessione e un approfondimento.

Al tempo dell’avvento del Nazismo, la Germania era una delle nazioni più avanzate e progredite dal punto di vista dell’istruzione e dell’università. Così come la Germania guglielmina, principale artefice dell’immane massacro del primo conflitto mondiale, era stata indiscutibilmente il paese numero uno in Europa.

Come fu possibile, allora, lo scivolamento verso il baratro?

È che l’istruzione, la diffusione dei saperi, le conoscenze, cui tanto spesso e tanto giustamente ci richiamiamo quando parliamo di scuola, non sembrano essere garanzie assolute nei confronti della discesa verso l’abisso. Sarebbe necessario tener presente che la cultura e l’istruzione sono valori neutri, vuoti di per sé. Disponibili per essere riempiti di contenuti positivi o negativi.

Fu proprio il grande sviluppo della scienza e della tecnica tedesche con il conseguente primato raggiunto negli armamenti in Europa una delle spinte decisive che condusse la Germania verso le due guerre mondiali: non erano forse il prodotto dell’avanzato grado di sviluppo delle scuole e delle università tedesche i gas lanciati contro le trincee nemiche o i missili balistici che terrorizzarono Londra, per non parlare del sistema industriale di morte dei lager? Non erano forse anch’essi il prodotto di una forma di ragione, di razionalità? Non erano il frutto di una civiltà istruita?

Forse, al fondo, dovrebbe essere messo a fuoco il senso della parola istruzione.

Non basta affatto un’istruzione basata sui contenuti, sulle discipline, sulle materie tecnicamente intese; l’uomo di oggi dovrebbe tenere a mente il nostro tragico passato recente per ricordarsi che nelle nostre aule abbiamo almeno altrettanto bisogno di un’istruzione che veicoli i sentimenti umani: non furono e non sono sempre persone ‘ignoranti’ – nel senso comune – a produrre crimini di massa, e il caso della Germania dimostra come più che il sonno della ragione sia stato quello dell’anima ad aver generato mostri.

Quella loro ignoranza fu – ed è tuttora, perché i crimini di massa avvengono anche oggi – prima di tutto un’ignoranza dei sentimenti che si celano nel profondo dell’anima, una mancata educazione alla vita e alla libertà dell’essere uomo.

Anche oggi le nostre civiltà piene di persone istruite partoriscono mostri: lo vediamo dal prevalere assoluto attribuito al dio denaro, in nome del quale è consentito produrre utili sacrificando la vita delle persone, dal quotidiano stillicidio di atti di violenza inaudita o di stupidità efferata, come l’ultima moda dell’attraversare col rosso per sentirsi, una volta tanto, vivi. Coloro i quali progettano questi disastri individuali e/o collettivi sono tutte persone poco istruite?

Ecco allora una funzione alla quale la scuola di oggi dovrebbe adempiere: parlare al cuore degli studenti, offrire loro un senso nelle cose, un senso umano possibilmente, che ognuno – in quanto essere umano – declinerà a proprio modo, e offrire un senso non a parte i contenuti e/o le materie ma utilizzandoli per quello che realmente sono o dovrebbero essere, strumenti di conoscenza e di evoluzione dell’individuo.

Lo sapevano bene i nostri umanisti che, nei testi ritrovati nel buio dei monasteri, vi leggevano il senso (il loro senso) dell’essere umani, i loro ponti per indagare nel profondo della propria anima e trovarci, magari, qualcosa di luminoso. Perché è quel qualcosa che troviamo nel nostro intimo che, alla fine, ci salva e ci protegge, che fa da argine contro i mostri che abitano dentro e fuori di noi.

In copertina: “Il sonno della ragione genera mostri” Francisco Goya

La bella addormentata nel frigo, l’ebook di Primo Levi

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Spunti di lettura by
Insieme a Giulia Natale partiamo alla scoperta di un classico di Primo Levi in una nuova veste multimediale: l’ebook.

Mi rivolgo in particolare agli insegnanti (e ai genitori) per suggerire un titolo insolito per la didattica. So, per esperienza diretta, che dalla lettura e dall’utilizzo condiviso con i ragazzi di questo formato interattivo (l’ebook) si possono ottenere attenzione da parte loro e non indifferenti benefici. Perché?

Perché la storia è fantastica, lo strumento idoneo, perché forse i ragazzi non immaginano questo genere di proposta e perché la forma e la sostanza generano un effetto destabilizzante che apre la via al dibattito, e infine perché sviluppa utili collegamenti logici fra le parti del testo tramite le potenzialità della tecnologia. Provare e poi credere.

Il digitale di qualità di cui parliamo oggi è l’ebook La bella addormentata nel frigo di Damiano Malabaila, pseudonimo con cui Primo Levi ha pubblicato, per Einaudi nel 1966, la raccolta di 15 racconti dal titolo Storie Naturali.

Credo che vedere Primo Levi,anche attraverso questi suoi racconti, sia interessante per ritrovare l’uomo immenso che è stato, amarlo come testimone imprescindibile e doloroso dell’olocausto e anche come autore di fantascienza spiritoso, ironico, apparentemente frivolo, arguto, sempre delicato.

La trama di questo racconto ruota intorno a un tema che da scienziato lo aveva molto appassionato per le conseguenze, biomediche e morali (ipotetiche), che sollevava e comportava: l’ibernazione di un essere umano.

Primo Levi, con piglio disinvolto e divertito, affronta la questione andando dritto al punto. La giovinetta protagonista è di una ricca famiglia della Berlino del 2115, vanta 163 anni, 20 di vita vissuta e 143 di vita ibernata. Nessuno l’ha costretta, è stata lei a volerlo fare, libera e consapevole ha scelto di trascorrere un lungo “tempo sospeso” nel frigo e di essere scongelata solo in particolari occasioni e ricorrenze… quando esce dal frigo ci riserva il primo starnuto.

Il tema è estremo, moderno, trattato con grazia e spassoso, ma non poco doloroso nei passaggi in cui l’autore accosta l’ibernazione alla medicalizzazione, e affronta la questione della libertà personale, di una vita trascorsa fra congelamenti continui.

Il motivo per cui tengo a darne segnalazione a fini didattici (con l’invito a scaricarlo al più presto) è che questo ebook è frutto di un lavoro complesso e articolato sul testo a opera del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e del Dipartimento di Studi Storici di Torino.

Gli studiosi di Levi hanno voluto dare al libro una struttura multimediale, fruibile a diversi livelli, con video, sonoro, informazioni aggiuntive. Dalle icone del menu si attivano contenuti supplementari e approfondimenti storico-politici e le Note Concettuali (i pallini colorati in alto) offrono collegamenti fra le categorie.

Un lavoro ipertestuale sulla lingua, sull’ironia, la scienza.

Tramite l’icona del microfono è possibile addirittura attivare il sonoro (che ci offre la versione radiofonica andata in onda nel 1961) mentre il testo si evidenzia in sincrono.

Quanto costa? È gratuita! È creata per iOS: basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM o farla scaricare a ragazzi sui loro personali dispositivi.

Si scarica qui: https://books.apple.com/it/book/la-bella-addormentata-nel-frigo/id1223283388?l=en

Crediti illustrazione copertina: Pentool.Knight

Cosa significa educare alla lettura in una scuola secondaria?

in Approcci educativi/Spunti di lettura by
L’educazione alla lettura non è materia curricolare, ma è essenziale per la crescita intellettiva ed estetica dei discenti a tutte le età.

In un paese dove l’educazione alla lettura non è materia curricolare, quindi affidata alla passione di docenti, educatori, maestre e i finanziamenti dedicati ai progetti per l’infanzia si fermano alla fascia 0-3 escludendo di fatto, anche se sulla carta così non sarebbe, tutta la fascia prescolare cosa significa quindi educare alla lettura in una scuola secondaria?

Questa è la domanda che abbiamo rivolto a Giorgia Atzeni, docente, artista, illustratrice. E queste sono le sue riflessioni.

Intanto significa svelare mondi. Ovvero alleggerire il peso della crescita in fase adolescenziale.

Chi scopre l’esercizio della lettura non si annoia mai.

In primo luogo l’educazione alla lettura è arricchimento lessicale, dunque ampliamento degli orizzonti espressivi. In seconda battuta offre ai ragazzi una valida alternativa all’apatia e al senso di isolamento proposto oggi dalle nuove forme di intrattenimento virtuali.

Osservando i comportamenti dei bambini e ragazzi impegnati in tutte le classi di ordine e grado (avendo operato come docente sin da giovanissima passando con soluzione di continuità, nel giro di vent’anni, dal nido alle aule universitarie) ho potuto appurare quanto l’educazione alla lettura sia essenziale per la crescita intellettiva ed estetica dei discenti a tutte le età.

Il passaggio dalla primaria alla secondaria di primo grado non è facile per gli studenti. Improvvisamente catapultati in un sistema più complesso rispetto a quello affrontato nei cinque anni precedenti. Gli alunni devono confrontarsi coi nuovi compagni, con i numerosi insegnanti che incarnano le materie di studio. Il carico di lavoro per loro aumenta quanto lo stress e l’ansia da prestazione.

Sotto il profilo dell’amore per la lettura è facile trovarsi di fronte a gruppi di ragazzi eterogenei. Alcuni che sono già avvezzi alla parola scritta. Altri che non hanno mai ricevuto gli stimoli adeguati e son più diffidenti. Il libro è ancora una passione per pochi ma può diventare interesse per molti.

Nulla è perduto! Ritengo che nella scuola secondaria sia ancora possibile creare una nuova tribù di lettori anzitutto recuperando chi, per tanti motivi, è rimasto indietro e non ha avuto possibilità di assaggiare brani di letteratura.

Il segreto è diventare amici dei libri: toccarli, annusarli, sfogliarli, conoscerli. Incontrare i libri interessanti per contenuto e forma è un buon modo per educare al bello, per imparare divertendosi.

Questo affetto deve nascere piano piano, senza imposizioni. E ciò accade quando l’insegnante trova la chiave giusta per chiamare dentro le pagine tutti. I curiosi, gli iper stimolati, gli irrequieti, quelli che non hanno mai avuto un bel volume sotto mano o non hanno mai ascoltato le fiabe dalla voce dei genitori nell’infanzia.

Ho incontrato bimbi e ragazzi problematici, stanchi, irrequieti ma mai disinteressati o insensibili alla visione di albi illustrati di qualità vivacizzati dal suono delle parole in essi contenute.

Io avvio questo lento processo con la lettura a voce alta. Una pratica efficace, divertente e stimolante, con ricadute benefiche in tutte le fasi del percorso formativo.

Credits foto: https://www.artribune.com/



Per formare lettori, riempiamo le classi di libri!

in Approcci educativi/Spunti di lettura by
Matteo Biagi, docente di lettere e allenatore di lettura, ci spiega perché è molto importante avere una buona biblioteca di libri in classe

La biblioteca di classe è un pilastro del laboratorio di lettura. Trascorrere del tempo di qualità circondati dai libri è, per gli studenti, occasione di crescita costante, per molti motivi. Innanzitutto di ordine pratico: la biblioteca di classe è accessibile quotidianamente. La biblioteca scolastica, ammesso che sia presente e aggiornata, lo è soltanto in orari prestabiliti.

Questo comporta il vantaggio che gli studenti abbiano l’opportunità di leggere in ogni momento “non strutturato” della vita scolastica. Nelle classi che sperimentano il laboratorio di lettura non è inusuale vedere studenti che prendono una graphic novel al termine di una verifica di matematica. Oppure che trascorrono le ore di supplenza in compagnia dei loro autori preferiti. Il vantaggio della biblioteca di classe è anche teorico: trasmette il messaggio che in quella classe si considerano i libri e la lettura un valore.

Certo, la biblioteca di classe deve avere alcune caratteristiche per essere davvero efficace.

Dovrebbe innanzitutto contenere un numero adeguato di volumi, per consentire possibilità di scelta a tutti. Difficile quantificare il “numero adeguato”: adottando il numero degli alunni come unità di misura, si può affermare che si parte dai due volumi per alunno fino ad arrivare a cifre superiori. Dovrebbe essere sufficientemente variegata, per generi, temi, livello di complessità. Contenere graphic novel, albi illustrati, libri di divulgazione, riviste. Soprattutto dovrebbe essere costituita da materiale che l’insegnante conosce bene.

Il libro presentato con passione, con la scintilla negli occhi, leggendone un passo che ci siamo sottolineati perché efficace e suggestivo, circolerà tra gli studenti molto di più del volume messo in biblioteca.

Nei corsi di formazione, a questo punto, si alza quasi sempre una mano a chiedere: “Dove si trovano i libri per la biblioteca di classe?”.

Si chiede a ogni ragazzo di portarne uno, oppure si chiede una cifra alle famiglie che magari hanno risparmiato sull’adozione del libro di narrativa o (addirittura) dell’antologia, si aderisce a progetti come “Il giralibro” o “ioleggoperché”, si concorda un prestito di classe con la biblioteca comunale…

Questa è senza dubbio la risposta più diplomatica, ma non è la più vera. Perché a parer mio non si può prescindere dal materiale proprio, dai propri libri. E non per una questione di numero, ma anche di relazione. Ogni insegnante sa quanto l’apprendimento passi attraverso di essa.

Se mi porti i tuoi libri, se compri libri per me, significa che io sono importante per te.

Credits foto: @nate bolt

Piccola bibliografia sui diritti dei bambini, contro ogni tipo di violenza

in Spunti di lettura by
Dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza alla Costituzione, dallo sfruttamento ai diritti negati e agli abusi. Ecco alcuni titoli che possono diventare strumento di riflessione e discussione.

Abusi, sfruttamento, violenze: sono sempre troppo i bambini cui non vengono garantiti i diritti fondamentali, sintetizzati nella Convenzione Onu del 1989 sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Come parlare di diritti ai bambini? E come affrontare, con delicatezza e prudenza, temi densi come la violenza domestica o i soprusi? E ancora, come provare a segnare confini certi tra il no e il sì, per crescere futuri adulti consapevoli e rispettosi, di sé e degli altri?

A volte per introdurre un argomento o per accompagnare la consapevolezza o ancora, per scatenare un dibattito o una riflessione, alcuni titoli ci possono venire in aiuto. Nessun educatore dovrebbe far finta di nulla, davanti a un disagio, nessun educatore dovrebbe mai tirarsi indietro nell’aiutare un bambino a dare un nome alle cose, anche e soprattutto quelle scomode, e a trovare le parole per dirle.

Costituzione e diritti

Il libro della Costituzione, edizioni Sonda
Le meravigliose tavole di Emanuele Luzzati e i testi poetici di Roberto Piumini nella guida alla Costituzione più completa pensata per i ragazzi. Il testo della nostra Costituzione viene proposto in dodici lingue – albanese, arabo, cinese, ebraico, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, tedesco e italiano – con il commento del costituzionalista Valerio Onida.

Alice nei paesi dei diritti, edizioni Sonda
Una proposta educativa e un regalo intelligente per intraprendere un viaggio in compagnia di ALICE che esce dal Paese delle Meraviglie per addentrarsi in quello dei Diritti. Mario Lodi ha riscritto con i bambini una versione più semplice della Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dall’ONU. Daniele Novara con i suoi preziosi approfondimenti educativi e le attività didattiche ci guida a esplorare l’universo dei diritti e dei doveri. Pia Valentinis grazie al tratto sognante della sua matita arricchisce questo percorso di scoperta.

La Costituzione in tasca, Sinnos editore
La Costituzione in Tasca nasce dal progetto “BILL – la biblioteca della legalità” – nato perché i libri, con le loro parole e le loro figure, accompagnino bambini e bambine, ragazzi e ragazze nella loro crescita di cittadini consapevoli, con mente e cuore aperti, perché possano affrontare la vita capaci di impegnarsi, desiderare, confrontarsi.

Diritti al cuore, Le Rane Interlinea
Antonio Ferrara introduce al tema dei diritti dei bambini con un libro illustrato. Ogni capitolo è dedicato a uno degli articoli della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.

Il cammino dei diritti, Fatatrac
Un albo dal formato speciale per un progetto nato in collaborazione con Amnesty International. Venti tappe, ognuna dedicata a un avvenimento che ha rappresentato un passo avanti nel cammino dei diritti umani. Ogni apertura si presenta con un’illustrazione di Andrea Rivola, una poesia di Janna Carioli accompagnata da una didascalia. Premio Emanuele Luzzati il Gigante delle Langhe 2015; selezionato nella bibliografia White Ravens 2015

Nina e i diritti delle donne, Sinnos editore
Il racconto di come è cresciuta l’Italia attraverso l’evoluzione delle donne e della società intera: per mostrare che niente si può dare per scontato e che tanti diritti, che oggi sembrano ovvi, sono in realtà frutto di grandi battaglie. Di Cecilia D’Elia, illustrazioni di rachele Lo Piano. Premio Elsa Morante Junior 2012.

La Costituzione, che storia!, edizioni Paoline
Una storia originale e avvincente per raccontare ai ragazzi come sia nata e la sua importanza. Protagonista di questo piccolo romanzo è Enrico, un ragazzino che, finita la quinta, durante le vacanze aiuta, come lustrascarpe, il padre, barbiere a Montecitorio. Qui ascolta i discorsi degli onorevoli che fanno parte dell’Assemblea Costituente e in particolare parla con Aldo Moro, che gli spiega vari punti della Carta Costituzionale. La storia, scritta da David Conati ed Elisa Cordioli, è arricchita dalle strisce fumettistiche di Angela Allegretti.

Violenze e abusi in famiglia e di genere

Mimì Fiore di cactus, Librì Progetti Educativi
di Marie-France Botte e Pascal Lemaître, cerca di rispondere con delicatezza alla domanda “come si insegna ai bambini a difendersi dagli abusi?”. Ce lo raccontano Mimì e il suo porcospino. Perché un bambino informato ha più strumenti per difendersi, e come dicono sempre loro: “chi mi stuzzica si pizzica!”.

Luna Park, Camelozampa
di Livia Rocchi, con le illustrazioni di Giovanni Nori. In un diario segreto, la voce di un bambino racconta ogni sera la comparsa di un luna park. Le sue giostre sono la metafora della violenza domestica: la tensione crescente, i picchi di urla, le discese nel silenzio. Per Benny, di giorno, a scuola, la vita sembra scorrere normalmente. Basterà l’amicizia di Stella a farlo uscire dal Tunnel degli Orrori?

A casa tutto bene, Einaudi Ragazzi
Anche Antonio Ferrara parla di violenza domestica raccontando di Lisa e suo fratello Paolo, che vivono con la madre e con un padre manesco. Lisa cerca una vita normale, affetti normali, persone di cui possa fidarsi, soprattutto quando in famiglia la situazione precipita.

Chiamarlo amore non si può, Matilda editrice
23 scrittrici raccontano ai ragazzi e alle ragazze la violenza contro le donne. I messaggi proposti dai media spesso denigrano il corpo e il ruolo delle ragazze e così facendo offendono e confondono anche i ragazzi. E tutto diventa più difficile se ai modelli dei media si sovrappongono quelli familiari, poi quelli educativi e ancora quelli delle diverse culture che vanno mescolandosi nella nostra società sempre più multiculturale ma ancora non interculturale

Se la tua colpa è di essere bella , Feltrinelli editore
Giuliana Facchini in questo romanzo affronta il tema della violenza sulla donna. Una storia di formazione raccontata dal punto di vista di un adolescente. Una scrittura fluida, leggera, che traduce con realismo le ingenuità e le insicurezze delle prime importanti esperienze nella vita di un ragazzo.

Mia, Settenove
di Antonio Ferrara, illustrato da Chiara Carrer. L’autore ha chiesto a ragazze e ragazzi di pensarsi vittima di una qualsiasi forma di prevaricazione, e di descrivere lo stato d’animo di quella condizione a partire da quanto immaginato, osservato o realmente vissuto. Da lì nasce questo diario in cui il protagonista racconta i ricordi e le ossessioni di una storia di controllo e possesso mascherata da amore romantico.

Speak. Il graphic novel, Il Castoro
Vincitore del PRITZ HONOR BOOK. Finalista al NATIONAL BOOK AWARD. Finalista all’EDGAR ALLAN POE AWARD. “Parla. Siamo qui per ascoltarti.” Melinda sa che questa è una delle tante bugie che ti raccontano al liceo. Perché nessuno vuole ascoltare quello che hai da dire. Soprattutto se non riesci a esprimerlo, se fai fatica a trovare le parole. Eppure Melinda troverà la forza per affrontare una violenza inconfessabile, subita nell’estate dei suoi tredici anni. E finalmente avrà il coraggio di parlare.

Credits immagine: Illustrazione di Andrea Rivola da Il cammino dei diritti, Fatatrac


Muro di Berlino 1961 – 1989: piccola bibliografia per non dimenticare

in Spunti di lettura by
Libri, film, documentari e canzoni per cercare di raccontare a chi non c’era cosa è stato il Muro di Berlino e cosa è cambiato nel (e dal) 1989.

Costruito in una notte, dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989 il Berliner Mauer (Muro di Berlino) ha diviso in due la città, stravolgendo, in una manciata di ore, la vita e il quotidiano dei berlinesi. Lunga 155 km e alta quasi quattro metri (3,6 mt), la “striscia della morte”, con i tristemente noti checkpoint Charlie, Alpha e Bravo, oltre a essere il simbolo della Guerra fredda è anche il simbolo più usato per rappresentare tutti quei muri (non solo fisici) che alimentano le diseguaglianze. Come raccontare questo periodo e in particolare quel giorno di novembre del 1989 che lo ha visto cadere, pezzo per pezzo? Ecco alcuni suggerimenti.

Berlino sta celebrando con numerosissime iniziative l’evento del trentennale (visitberlin.de). Una menzione merita l’installazione di Patrick Shearn che si trova nel centro città di fronte alla Porta di Brandeburgo. (si tratta di una rete da pesca striata di mille colori, lunga oltre duemila metri, che fluttua nel vento per ricordare la caduta della cortina di ferro). In Italia inaugura invece a Roma “Nati dopo l’89” e sarà itinerante in Italia: un reportage del giornalista Matteo Tacconi che col fotografo Ignacio María Coccia ha visitato Dresda, Bonn, Trieste e Bari. Il risultato sono quattro reportage e una mostra per raccontare la generazione post-’89.

Si può iniziare dalle fonti ufficiali, ovvero documentari e filmati che percorrono la storia del Muro: molti sono disponibili nel sito di Rai Storia. Utile e molto interessante anche la lezione sul Muro di Rai Scuola, di Stefania Mancini (per entrambi bisogna accedere alla sezione dedicata).

Intenso e immediato il doodle di Google del 2014, realizzato per i 25 anni dalla caduta del Muro. In inglese (davvero straordinario) il video con disegni animati di TED-Ed, realizzato da Konrad H. Jarausch.

Colonna sonora per le lezioni? Ma sicuramente Wind of Change degli Scorpions. O Heroes di David Bowie (che dedicò ai berlinesi dell’Est il brano durante un concerto a Berlino Ovest nel 1987), Achtung baby degli U2, Berlin di Lou Reed o i 99 Luftballons di Nena.

Per quanto riguarda il grande schermo, con moderazione e solo per un pubblico abbastanza maturo, si può suggerire la visione di Good Bye, Lenin! di Wolfgang Becker (2003) anche se presenta alcune inesattezze storiche.

Per quanto riguarda romanzi per i più giovani, perfetto a partire dai 9 anni è Fuorigioco a Berlino di Christian Antonini (Giunti), illustrato da Daniela Volpari e ambientato nel 1961, proprio nei giorni della costruzione del primo reticolato. Per lettori a partire dagli 11 anni c’è Al di qua del muro. Berlino 1989 di Vanna Vannuccini, illustrato da Alessandro Baronciani (Feltrinelli Kids), che annoda la Storia contemporanea alla storia quotidiana di due tredicenni con illustrazioni che ricostruiscono perfettamente atmosfere e dettagli come fotogrammi di un film che ci riguarda da vicino. Il più recente è Zampe al muro di Eleonora Laffranchini (Fasidiluna).

Per i docenti e gli studenti della secondaria superiore, tra i saggi più recenti segnaliamo Berlino. In fuga dal Muro: Storie e imprese spettacolari di Saverio Simonelli (Effatà editrice); Il muro di Berlino e i suoi calcinacci. Cosa c’è da festeggiare? di Leonardo Facco, Mondadori 2019; Non si può dividere il cielo. Storie dal muro di Berlino, di Gianluca Falanga (Carocci editore) e Il muro di Berlino. 13 agosto 1961-9 novembre 1989, di Frederick Taylor. Tra i romanzi gli ormai “classici” Il cielo diviso di Christa Wolf (edizioni e/o), sfuggito alla censura, pubblicato appena dopo la costruzione del muro di Berlino, nella Germania dell’Est; Semplici storie di Ingo Schulze (Feltrinelli), con ventinove episodi, ambientati nella provincia dell’ex Ddr, subito dopo la caduta del muro; Il mio secolo di Günter Grass (fuori catalogo, da cercare in biblioteca). Tra le novità interessante lo sguardo di Mariapia De Conto nel suo Il silenzio di Veronica (Editrice Santi Quaranta).

Per approfondire l’argomento e parlare di muri contemporanei, si può iniziare dall’articolo di Antonio Polito.

Credits immagine: © Art Installation: Patrick Shearn of Poetic Kinetics, curated by Kulturprojekte Berlin, Photo: Thomas Meyer

“L’impronta genetica” di Robert Plomin: il maestro Ivan dice la sua

in Maschile singolare/Spunti di lettura by
Non proprio una recensione, ma di sicuro una analisi ironica quanto puntuale: Ivan Sciapeconi racconta a modo suo il saggio di R. Plomin (Raffaello Cortina Editore)

E anche il Ponte di Ognissanti è passato. Cosa c’è di meglio che una buona lettura per darsi la carica e rientrare? Qualcosa di motivante, qualcosa che dia la spinta per un nuovo inizio… In libreria trovo “L’impronta genetica” di un tale Robert Plomin. Due righe di biografia e il tipo pare importante. Leggo la quarta di copertina e l’abstract parla di scoperte scientifiche recentissime che dovrebbero portare a bei cambiamenti, a scuola. E poi Raffaello Cortina è una casa editrice seria. Lo compro. Già a pagina 80, Plomin tira giù dati e ricerche come non ci fosse un domani e i risultati convergono su questo dato: il 60% del rendimento scolastico è determinato dai geni. Non dice che la scuola è inutile, attenzione. Dice che è importante, ma a livello statistico, il successo scolastico è per il 60% in mano a qualcun altro. Faccio due conti: tra la metà di settembre e l’inizio di giugno -mi dico- incido per il 40% sul rendimento dei miei alunni. Faccio come a sette e mezzo: sto.

E sbaglio, perché quel 40% lo devo – statisticamente, si intende- ripartire tra scuola, famiglia e “ambiente non condiviso”. Ora, la famiglia lo sapevo, ma questo “ambiente non condiviso” mi esce un po’ da un fianco. Eppure, giura Plomin, è proprio “l’ambiente non condiviso” che la fa da padrone: gli incontri casuali, le esperienze non programmate, il caso. Per essere uno che cercava una lettura un po’ motivante penso di aver toppato. Chiudo il libro. Controllo se da qualche parte ho uno Sveva Casati Modigliani o Storia della Massoneria di Roberto Gervaso. Niente. Mi arrendo e torno a “L’impronta genetica”.

Le scuole con i migliori risultati, dice Plomin che è inglese e vive in un Paese in cui l’autonomia scolastica c’è ed è viva, sono semplicemente quelle che attirano gli studenti con un patrimonio genetico già selezionato. Se prendi i singoli studenti, invece, i migliori delle scuole peggiori sono sicuramente migliori della media degli studenti delle scuole migliori. Perché? Perché è il DNA a fare la differenza, mica la scuola o la famiglia. E qui Plomin mi torna a guadagnare dei punti. Sapere che c’è un Brown qualsiasi, in una scuola sgarrupata di Manchester, che da solo supera quelli della scuole del centro di Londra, a me fa simpatia. Quasi quasi ci ripenso. Quasi quasi lo consiglio, questo “L’impronta genetica” di Robert Plomin professore di Genetica del comportamento presso l’Institute of Psychiatry, Psychology and Neuroscience del King’s College di Londra. In fondo, se ammettiamo tutti che non siamo falegnami o giardinieri, se ammettiamo che il nostro mestiere non è piallare, modellare, potare, forse ci guadagniamo tutti. Potremmo scoprire che il nostro mestiere è più o meno guardare negli occhi i bambini e aiutarli a diventare il meglio di quel che sono.

Perché dobbiamo leggere “Il treno dei bambini” di Viola Ardone in classe

in Spunti di lettura by
L’analisi di Cinzia Sorvillo, docente, su “Il treno dei bambini”: una storia di separazione e di accoglienza che racconta l’Italia del dopoguerra.

L’amore ha tante facce, non solo quella che pensate voi, – interviene Maddalena. – Per esempio, stare qua sopra, in mezzo a tante pesti scatenate non è amore? E le mamme vostre che vi hanno fatto salire sul treno per andare lontano, a Bologna, a Rimini, a Modena… non è amore pure questo?Perché? Chi ti manda via ti vuole bene. Amerì a volte ti ama di più chi ti lascia andare che chi ti trattiene. Io questa cosa non la capisco, ma non parlo più. (Il treno dei bambini, p. 56)

Il treno dei bambini è un romanzo che ti prende nella pancia, non solo perché racconta una vicenda che ha il sapore della verità storica, ma perché con le parole riesce a farti affondare in quel coacervo così polimorfico e spesso contraddittorio che è l’amore. Solo i poeti possono custodire il mistero dell’amore, diceva Novalis, ed è vero. Solo agli artisti è concesso il dono di parlare d’amore, di suggerire l’amore, di sussurrarlo e di farcelo sentire nelle ossa, anche quando non parla del ‘nostro’ amore.
E Viola Ardone in questa storia, come solo i poeti sanno fare, ci parla d’amore, di un amore che ha tante facce, dai risvolti talvolta anche brutali, ma che sono, tutte quante, mosse da un unico imperativo, quello che a Napoli traduciamo, da sempre, non con la formula del ti amo, ma con il te voglio bbene. Quando vuoi bene, desideri ‘il bene’ dell’altro, desideri che l’altro possa stare bene, avere le sue opportunità, che possa conoscere il suo desiderio; quando vuoi bene non pensi al tuo di bene, vuoi bene e basta, anche se ciò comporta una grande sofferenza, una radicale mancanza.

Siamo nella Napoli del secondo dopoguerra e Amerigo Speranza è l’io narrante di una storia straordinaria, dura, che racconta la vicenda poco conosciuta di migliaia di bambini meridionali che, nel secondo dopoguerra, grazie al Partito Comunista, vennero strappati alla miseria e affidati a famiglie del Nord e del Centro. Amerigo è povero, vive a Napoli con la madre Antonietta, è figlio unico senza un padre, forse sparito in America. La madre decide di offrirgli l’opportunità di una vita migliore, per lui desidera scuola, cibo, salute. Il bambino parte per il Nord spaventato dalle dicerie sulle cattiverie e sulla crudeltà dei comunisti; sale sul treno per recarsi in un altrove sconosciuto dove troverà, gli hanno garantito, una famiglia affettuosa e una casa accogliente. Siamo in una Napoli in cui le scarpe non ti supportano nel tuo cammino ma o ti vanno strette o non le hai proprio e Antonietta, una mamma che parla poco, perché le parole non sono arte sua, sceglie quella radicale formula del ‘voler bene’ a suo figlio, anche se ciò, in lei e in Amerigo, comporterà un taglio totale, un ontologico spezzarsi a metà.

Antonietta è una madre che, insieme ad altre madri, inserisce il suo personalissimo amore per suo figlio in un discorso più ampio, in uno spazio di solidarietà e di rete che in Italia è veramente esistito e che ha visto la partecipazione di tantissime donne e uomini che sapevano agire. Un discorso che affonda le sue radici negli ideali del Partito Comunista, quello che aveva appena subito gli orrori e la violenza truce e cieca della guerra e che pertanto sapeva che gli ideali sono tali solo se capaci di tradursi in azioni vere e concrete. Un partito, insomma, che conosceva la differenza tra solidarietà e carità, che conosceva il senso più autentico dell’ospitalità.

Antonietta non è comunista, non conosce l’ideale partitico, però si affida ad altre donne e lascia andare, non concepisce suo figlio come una proprietà, ma lo lascia alle mani dell’Altro affinché quel figlio possa ricevere la ‘cura’ della vita, possa avere la possibilità di conoscere le sue inclinazioni, possa, in altre parole, avere le ‘sue’ di scarpe, scarpe che possano accompagnarlo nel suo personalissimo e unico percorso di crescita. Antonietta sa che al di là della Natura, al di là del sesso e della stirpe, una madre è tale se sa rispondere al ‘grido’ del figlio, al suo bisogno di scarpe, e Antonietta è una madre che dona il suo amore in nome di un’ospitalità senza diritto di proprietà. È un amore coraggioso quello di Antonietta perché Amerigo è un bambino che, nonostante tutta la povertà, amava la cura particolare della propria madre, quella cura fatta di mani che sanno riscaldare dal freddo della notte.

Io penso a mia mamma Antonietta. La sera nel letto le azzeccavo i piedi freddi sulla coscia. E subito arrivava l’allucco: <Che, mi hai pigliato per il braciere tuo? Leva subito questi pezzi di baccalà!> Però poi mi acchiappava i piedi e me li scaldava con le mani, dito per dito. E mi addormentavo, con le dita dei piedi miei in mezzo alle dita delle mani sue. (Il treno dei bambini., p. 51)

Come il professor Massimo Recalcati scrive nel suo libro Le mani della madre, “le mani sono il primo volto della madre”. Le mani sono il volto capace di “alleviare l’angoscia, di sottrarre la vita all’abbandono assoluto in cui è gettata”. La madre è, attraverso le mani, l’Altro che non lascia che la vita del figlio cada nel vuoto, è il nome del primo “soccorritore”. Solo attraverso il volto della madre, il bambino può incontrare il suo volto”. (Le mani della madre, pp. 183-184)

E Amerigo amava proprio quelle mani lì e senza quelle mani sentirà dentro di sé quella tristezza nella pancia che ha il sapore dell’abbandono, anche se il suo treno lo porterà in altre mani, in altri abbracci, in altri sorrisi, come quello di Derna, di Rosa, o nell’abbraccio di un uomo come Alcide che saprà essere per lui proprio come un padre.

Viola Ardone in questo romanzo ci avvolge totalmente. Quando ascoltiamo la voce di Amerigo non possiamo non sentire tutte le contraddizioni di questa forma così radicale di amore, non possiamo non sentire tutto il ventaglio di sentimenti che si squadernano nell’animo del protagonista, non possiamo non sentire anche noi la tristezza nella pancia che come figli, in un modo o nell’altro, abbiamo sentito nelle nostre vite. Un amore pieno di malintesi, un amore che però saprà ricomporsi e che consentirà comunque ad Amerigo di trovare le ‘sue’ scarpe e di scoprire il suo talento.

La bottega profuma di legno e colla. Ci sono gli strumenti, alcuni
interi e altri spezzettati, che aspettano di essere costruiti. – Che cosadevo fare? – chiedo io. – Siediti e guarda, – risponde, e inizia a lavorare. Io ascolto, osservo e il tempo passa veloce, non come a scuola. […] Appena appoggio il corista sul pianoforte sento un brivido che dalle dita passa nel braccio e sale fino al collo, come una volta che volevo svitare la lampadina sul comodino di mia mamma e presi la scossa. […] Ma questa è una scossa bella, di felicità. […] Il violino ci sta? – chiedo io, perché Carolina, la mia amica che sta al conservatorio, suona proprio quello. Il violino è complicato, – dice lui. – Siediti qua, – mi fa sistemare su uno sgabello davanti al pianoforte, mi fa premere i tasti ed escono le sette note che conosco io. Provo di nuovo ancora e ancora una volta: comincio a mischiare le note, proprio, come i numeri, e i suoni diventano infiniti. Mi immagino un maestro di musica, come quelli che ho visto dentro al teatro quando io e Carolina ci siamo intrufolati durante le prove. (Il treno dei bambini, p. 98-99)

Viola Ardone in questo libro non giudica, non sentenzia ma ha avuto la grande maestria di entrare nei panni di un bambino e di vedere il mondo attraverso quegli occhi, occhi che osservano, si innamorano, piangono, odiano, ma anche occhi che sanno perdonare, sanno rialzarsi e rinascere. Un libro che noi insegnanti dovremmo far leggere a scuola, a partire dalla scuola media per diversi motivi:

  • Perché è una storia che ci consente di parlare di Storia e di capirla la Storia senza entrare nel nozionismo.
  • Perché ci consente di capire e di far capire ai nostri alunni quanto siano importanti gli incontri, l’educazione, la formazione (quella che Amerigo non poteva avere a Napoli ma che poi, proprio grazie a quel treno, gli è stata offerta) per scoprire i nostri talenti e la nostra vocazione più particolare
  • Perché è un libro che ci consente di conoscere una lingua costruita sulla sintassi e il lessico di Napoli, facendoci immergere totalmente in una città che, come recita una splendida canzone di Pino Daniele, è di mille culure e mille paure.
  • Perché le vite degli altri che conosciamo attraverso i grandi romanzi, anche quando sono apparentemente lontane da noi, in realtà hanno il potere di parlarci e sanno raccontarci anche un po’ di noi stessi e tale è la magia che si dischiude ne Il treno dei bambini.
  • Ultimo ma non ultimo, perché ci consente di comprendere forse un pochino in più anche i viaggi che oggi quegli altri ‘meridionali’, quelli del Sud del mondo sono costretti a fare per provare ad avere una possibilità e a capire, forse, anche il dolore di quelle madri che si separano dai loro ragazzi con la speranza che possano incontrare anche loro ‘un treno’ che non li porti verso la morte ma verso la vita.

Per approfondire l’argomento sui “treni della felicità” vale la pena cercare e portare in classe anche il recentissimo albo illustrato Tre in tutto di Davide Calì e Isabella Labate, Orecchio Acerbo. Di questo albo abbiamo parlato nell’articolo “La paura nelle storie per l’infanzia: brividi che aiutano a crescere”.

Da vedere inoltre il docufilm Pasta nera, di Alessandro Piva. Anche RaiScuola ha dei materiali video: I treni della felicità, di Michela Guberti, con Bruno Maida.

Credits immagine: illustrazione tratta da “Tre in tutto” di Davide Calì e Isabella Labate, Orecchio Acerbo


La luna tra scienza e narrazione: novità in libreria

in Spunti di lettura by
le voyage dans la lune – Georges Méliès
Tra il 20 e il 21 luglio 1969, in mondovisione, avviene il primo allunaggio della storia. Ecco i titoli che ci permettono di entrare in un sogno senza confini.

Una diretta in mondovisione. Il fiato sospeso. Quelle immagini, le voci. E infine quell’impronta, sul suolo lunare. A cinquanta anni dal primo allunaggio (anche se per i complottisti non ci siamo mai stati) ecco alcuni titoli da portare in classe, per parlarne, per interrogarsi, per sognare un po’ e per viaggiare tra speranze, aspirazioni e buchi neri (non solo in senso astronomico).

Il giorno della luna di Chris Hadfield, traduzione di Loredana Baldinucci Il Castoro, 2019
Poetico, tenero, efficace: un aspirante astronauta, la paura del buio, le immagini dell’allunaggio.

L’astuccio dell’astronauta di Francesco Gallo, illustrazioni di Anna Oppio, L’orto della cultura, 2019
Un viaggio nel viaggio, tra buio e luce di stelle (dentro e fuori). Un piccolo gioiellino.

Nuno salva la luna di Marino Neri, Canicola, 2019
Un bambino galattico alle prese con il difficile compito di ritagliarsi il proprio spazio nel mondo. Intenso.

Astrogatti missione luna, di Drew Brockington, traduzione di Omar Martini, Il Castoro, 2019
Una graphic novel che unisce umorismo, suspence e avventura (e ha un cuore greeen). Protagonisti? Quattro (astro)gattini.

Corsa allo spazio di Clive Gifford, illustrazioni di Paul Daviz, DeAgostini, 2019
Per scoprire le differenze tra sonde sovietiche e Usa, cosmonauti e astronauti, protocolli e le varie fasi del progresso scientifico e tecnologico.

Come diventare un astronauta, Dott.ssa Sheila Kanani, DeAgostini, 2019
Ingegneri spaziali ma anche chef stellati o designer di astronavi: ecco le professioni legate al cosmo.

Nella collana Che storia! di EL:
Il Big Bang e la nascita dell’universo, di Sergio Rossi, illustrazioni di Cristiano Lissoni, 2018
1969: Il primo uomo sulla Luna, di Christian Hill, illustrazioni di Giovanni Pota, 2018

La notte della luna, Guido Quarzo, Anna Vivarelli, Einaudi Ragazzi, 2018
L’infanzia, i sogni, lo sguardo sgranato di fronte a un evento destinato a entrare nella Storia.

C’era una volta una stella di James Carter, illustrazioni di Mar Hernández, traduzione di Alessandro Riccioni, Lapis, 2018
Efficace e poetica la narrazione in rima, potenti anche le illustrazioni. Una vera (bella) sorpresa.

Quando la luna ero io di Luigi Garlando, Solferino, 2018
Un romanzo intenso, a tratti esilarante, coraggioso e un po’ aspro, con protagonisti indimenticabili e un intero paesino (Sant’Elia del Fuoco) coinvolto nell’avventura del secolo, lo sbarco dell’uomo sulla luna con la missione Apollo 11.

Di luna in luna, di Stefano Sandrelli, Feltrinelli Kids 2019
Da Galileo alla grande sfida tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica nello spazio, dalla scoperta delle lune di Giove alla raccolta di pietre lunari, da Marte alle lune di fuoco e di ghiaccio intorno a Giove e Saturno. E un’intervista a Samantha Cristoforetti.

Terra chiama luna di Lara Albanese, illustrazioni di Luogo Comune, Editoriale Scienza 2019
Efficace, sintetico, chiaro: dall’addestramento ai protagonisti, dalle missioni passate al futuro possibile.

Voglio la luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, illustrazioni di Susy Zanella, Editoriale Scienza, 2019
Guidoni è stato il primo astronauta europeo a bordo della Stazione spaziale internazionale. Oltre alle informazioni astronomiche sul nostro satellite, leggende, romanzi, film, fumetti, dipinti, brani musicali e… scenari futuri.

Apri gli occhi al cielo. Guida all’universo, AA.VV. e Silvia Vecchini, Mondadori, 2019
Sollevare lo sguardo alla ricerca di stelle e pianeti diventa un viaggio incredibile alla scoperta dei confini dell’Universo fino ad arrivare nella nostra storia più remota con il Big Bang. Sei appassionate astrofisiche rendono semplici i concetti più complessi.

Planetarium. Il grande libro dell’universo di Raman Prinja, illustrazioni di Christopher Wormell, traduzione di Elena Gatti, Rizzoli 2018

Universi. Dai mondi greci ai multiversi di Guillaume Duprat, L’Ippocampo, 2018  
Duprat ci invita a un meraviglioso viaggio visivo e scientifico nell’universo di ieri, di oggi e di domani, dal cosmo sferico dei pitagorici a quello eliocentrico di Copernico, dalla geniale intuizione del tempo come quarta dimensione di Einstein alle più recenti teorie derivate dalla meccanica quantistica.

Atlante del cielo di Lara Albanese, illustrazioni di Lucia Scuderi, Jaca Book, 2018
Le mappe figurate delle costellazioni raccontano i miti dell’antichità. La scienza spiega stelle, galassie, nebulose e buchi neri. Venti tavole arricchiscono la descrizione di ogni costellazione.

Diario di un’apprendista astronauta di Samantha Cristoforetti, La Nave di Teseo, 2018
La storia della lunga strada che ha portato @Astrosamantha alla rampa di lancio. I pensieri e le emozioni nei giorni trascorsi a bordo delle Stazione Spaziale.

La mini e la luna. Il ’68. Le proteste, i sogni e le conquiste degli studenti, di Sofia Gallo, illustrato da Otto Gabos, LibriVolanti, 2018
Un baule di storia e storie, sogni, speranze, ideali, rivoluzioni, minigonne e futuro (che forse si è perso). Imperdibile.

Da non perdere, da scoprire, da tenere cari (tra gli altri):
Armstrong. L’avventurosa storia del primo topo sulla Luna, di Torben Kuhlmann, traduzione di Anna becchi, Orecchio Acerbo, 2016
La grande avventura dell’universo, di Stephen e Lucy Hawking, Mondadori, 2012

Una bibliografia molto ricca si trova qui: Guarda che luna! A cinquant’anni dall’allunaggio

History of the Lunar Landings” invece è la Story Map 3D interattiva e navigabile che consente di visualizzare i luoghi degli sbarchi delle missioni Apollo sulla Luna.

Per gli appassionati del complotto “non siamo mai stati sulla luna” infine moltissimo materiale si può visionare (e discutere) nel blog Il giorno della verità di Guido Travan

Credits immagine: tratto da “le voyage dans la lune” di Georges Méliès

Leonardo da Vinci: le novità editoriali da portare in classe

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Le novità da proporre agli studenti per far conoscere il maestro nato a Vinci e le sue opere (divertendosi)

Leonardo, il genio. Per conquistare definitivamente i giovani e i giovanissimi, accanto a mostre ed eventi in tutta Italia (e anche all’estero), alcune novità in libreria sono davvero godibilissime e imperdibili. Titoli da aggiungere alle “liste” per divertirsi leggendo durante i mesi estivi, ma anche – e soprattutto -per aggiornare con titoli di qualità la biblioteca di classe.

Lisa Monnalisa” di Janna Cairoli e Lorenzo Tozzi, illustrato da Francesca Carabelli, Edizioni Curci

A Leonardo da Vinci e alle sue ingegnose macchine è ispirata questa briosa filastrocca di Janna Carioli, musicata da Lorenzo Tozzi, illustrata da Francesca Carabelli e messa in pagina da Gabriele Clima. Un omaggio in musica che, sollecitando la fantasia dei bambini, diventa via d’accesso alla curiosità e alla scoperta anche grazie alle pagine di approfondimento in fondo al libro. E con il QR code che trovi dentro il libro accedi alla canzone online da ascoltare e ricantare in ogni momento!-

Dicono di me. La Gioconda” di Davide Calì e Marianna Balducci, Hop Edizioni
Un albo strepitoso, che affronta il tema della fama e dell’identità a partire dal quadro più famoso del mondo con scheda finale per approfondire gli aspetti storici e storico-artistici. (Testi asciutti, ironici e sagaci; le espressioni di Monna Lisa esilaranti). Geniale.
Età di lettura: da 7 anni

Leonardo da Vinci. Genio senza tempo” di Davide Morosinotto e Stefano Turconi, Edizioni EL
Leonardo da Vinci: pittore, musicista, inventore insuperabile. Un genio che non ha mai avuto paura di sbagliare, cercando di spingersi sempre un po’ più in là. Le ultime pagine del volume offrono una brevissima appendice con i luoghi o le opere legati al personaggio e sopravvissuti fino a noi. Sintetico, essenziale.
Età di lettura: da 7 anni

La vita (divertentissima) di Leonardo. L’amico geniale di Cécile Alix e Leslie Plée, Sonda Edizioni
Una biografia illustrata, fresca e unica. Un linguaggio diretto, ma ricco di dettagli. Per sapere tutto, ma proprio tutto, sull’amico più geniale del mondo. Divertente e frizzante.
Età di lettura: da 8 anni

io, Leonardo da Vinci. Vita segreta di un genio ribelle” di Massimo Polidoro, Il Battello a Vapore
Polidoro racconta episodi curiosi del genio di Vinci: pregi e difetti, momenti fortunati e sfortunati, uno spirito curioso, il desiderio smisurato di sapere e l’ambizione di affermarsi, capace di superare i propri limiti e affrontare esperienze difficili e avversità. Pacato, puntuale.
Età di lettura: da 10 anni

Le grandi macchine di Leonardo. 40 invenzioni geniali di Davide Morosinotto e Christian Hill, Editoriale Scienza
Sommergibili, aeroplani, automobili, carri armati, ma anche ventilatori, viti, chitarre, gru e calcolatrici: quanti oggetti sno stati immaginati da Leonardo? E ci sono anche schede pratiche per realizzare alcune invenzioni leonardesche. Piccoli ingegneri crescono.
Età di lettura: da 8 anni

Leonardo” di Stefano Zuffi, Feltrinelli Kids
Leonardo racconta la sua vita, le amicizie e le rivalità con gli altri pittori, i successi e i fallimenti, le passeggiate nei boschi, la scrittura alla mancina e i suoi capolavori: tra gli altri la Vergine delle rocce, il Cenacolo, fino alla Gioconda, tanto amata da portarla sempre con sé. Perfetto per chi ama la storia e l’arte.
Età di lettura: da 10 anni

Ma chi era questo Leonardo” di Giulia calandra e Luca Poli, Franco Panini ragazzi
Il testo è semplice e curioso ed è accompagnato da illustrazioni e vignette ironiche. Il primo capitolo contestualizza il personaggio nel momento storico in cui viveva e una scheda mostra i collegamenti con quello che succedeva all’epoca. Nei riguardi del libro troviamo due mappe: la prima fotografa il mondo all’epoca del protagonista e indica i luoghi salienti della sua esistenza; l’altra mostra il mondo ai giorni nostri e segnala dove poter trovare notizie e opere che lo riguardano.
Età di lettura: da 7 anni

Leonardo da Vinci” di Jane Kent, National Geographic Kids
La vita, il lavoro e i successi di Leonardo raccontati in prima persona con testi brevi e semplici, ricchi di aneddoti e curiosità e resi ancor più appassionanti dai coloratissimi e divertenti disegni di Isabel Muñoz
Età di lettura: da 6 anni

Chi era Leonardo da Vinci” di Roberta Edwards
Chi era Leonardo da Vinci? Un bambino solitario, un ospite del re di Francia, un inventore, musicista, ingegnere, scienziato e pittore della famosissima Monna Lisa, e molto altro.
Età di lettura: da 6 anni

Leonardo. Amore ogni cosa vince. Segreti di vita e bellezza” a cura di Gino Ruozzi, Interlinea
Un saggio, una raccolta di aforismi e pensieri (per i più grandi). I temi trattati nell’antologia sono: il tempo; ritratti; anima e corpo; pittori; autori, autorità, esperienza; le scienze; aforismi ed epigrammi; il nulla e l’infinito; brevità; la forza e le forze; l’acqua; il cielo, l’aria, il sole, la luna.

Se non li avete già sono da sfogliare (e acquistare) anche:

“Leo” di Luisa Mattia e Alberto Nucci Angeli, Lapis Edizioni
Autobiografia raccontata da Leonardo bambino. “Leonardo mi chiamo e so giocare. Gioco con la luce, con l’acqua, con il sole e la luna, con il tempo che passa e certe volte scappa e non si fa trovare. Questo mi piace: cercare. Inseguo ciò che si nasconde, scopro ciò che non so”. Delizioso.
Età di lettura: da 6 anni (anche meno, in lettura condivisa)

“Pensa come Leonardo Da Vinci. Giochi per la mente “ di Carlo Carzan e Sonia Scalco, Editoriale Scienza
Un percorso tra narrazione e giochi per la mente, ideato per allenare memoria, concentrazione, creatività e curiosità sulle orme del genio più complesso e poliedrico di sempre. Un libro per “imparare a imparare”.
Età di lettura: da 8 anni

Crediti immagine di copertina: Leonardo da Vinci e Monna Lisa visti da TV Boy. Sticker in Milano, Italy. Picture by Giacomo Zavatteri

Sindrome di Down: come raccontarla ai bambini?

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Il 21 marzo ricorre il World Down Syndrome Day – WDSD (la Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down): ecco una piccola bibliografia ragionata

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La paura nelle storie per l’infanzia: brividi che aiutano a crescere

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Tre in tutto labate Calì, Orecchio Acerbo 2018 paura
La paura è un’emozione funzionale, ovvero serve e insegna, è importante averne esperienza. E autori e illustratori conoscitori d’infanzie ben sanno tutto questo…

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Tre esempi letterari di gioiosa selvatichezza infantile

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Li chiamano “monelli” ma è proprio la selvatichezza dell’infanzia che consente di sviluppare conoscenza e ingegno immaginativo.

Wilderness nella nostra lingua non è traducibile. È il richiamo della foresta, che porta l’uomo alla ricerca di un qualcosa che – a dire il vero – ha costantemente posseduto: la selvatichezza.

E selvaggio è, nell’accezione comune, il bambinoindomabile: tanti di questi appartengono alla letteratura dedicata all’infanzia. Alcuni sono stati descritti dalla penna felice di Astrid Lindgren. In altri termini sono i monelli.

Ma può considerarsi davvero un monello, se non addirittura un selvaggio, il piccolo Emil di Astrid Lindgren che punito per una marachella – l’ennesima! – intaglia buffe figurine nel legno? All’età di 5 anni sappiamo che ne ha già scolpite più di 50. Tante sono state le volte che per una monelleria è stato chiuso nella falegnameria “a meditare sulla sua natura di bambino selvatico”. In realtà nella falegnameria ci si diverte molto. Ci sono tanti pezzi di legno e assi con cui si possono fare una quantità di cose, ci fa sapere Emil, mentre intaglia con abilità e sveltezza marionette mettendo in atto un istinto assolutamente naturale.

Così Pippi Calzelunghe: è una bambina capace di uscire e cercare cose, vedere in queste cose possibilità nascoste, lo spunto per un nuovo gioco, per un viaggio che porterà lontano? Sembra più qualcosa che nasce da una sapienza interiore, quasi un bagaglio genetico, no?

Riconoscere e sostenere la selvatichezza dell’infanzia consente di procurarsi e di organizzarsi gli oggetti del loro gioco, del loro progetto.

Del loro potersi muovere liberamente e sviluppare conoscenza e ingegno immaginativo, liberandoli da un prodotto finito che, assediandoli, li depaupera di quel verde così necessario.

Riconoscere e sostenere la selvatichezza dell’infanzia consente, ai bambini e alle bambine, di procurarsi e di organizzarsi gli oggetti del loro gioco, del loro progetto

E vogliamo parlare di Liam? Il protagonista dell’albo Il giardino curioso di Peter Brown? Se non fosse stato libero di stare all’aperto, anche nei giorni di pioggia, non avrebbe potuto fare alcune scoperte sorprendenti.

Proprio da alcune piantine in difficoltà nate tra i binari abbandonati della High Line newyorchese si desta in Liam quella selvatichezza. Chein questo caso si eplicita nell’atto di cura, nell’occuparsi con costanza di quel verde selvatico.Verde che invade binari, vecchi idranti, rottami assortiti e vecchie auto abbandonate. Senza saperlo Liam mette in atto un vero e proprio progetto di rinnovamento ecologico, di urban wildlife. Altro che monellerie!

Sei stato selvaggio, un tempo. Non lasciarti addomesticare.
(Isadora Duncan)

La mafia raccontata ai più giovani: bibliografia essenziale

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mafia
Raccontare la mafia agli studenti? Si può, si deve. Trovare le parole giuste non è semplice ma ci vengono in aiuto alcuni autori contemporanei, che uniscono grande sensibilità, attenzione alla realtà storica e una capacità narrativa davvero straordinaria. Ecco i titoli che non dovrebbero mancare in nessuna biblioteca scolastica.

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Calpurnia e le altre: riflessione fra gli scaffali di una biblioteca scolastica

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Tre libri, tre storie di un tempo lontano, di donne di un’altra epoca ma che possono ancora dire molto alle piccole donne di oggi

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Distopie, avventure, classici, libri originali da consigliare per l’estate

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lettura libri estate
Che libri consigliare ai ragazzi? Imporre i romanzi imperdibili o lasciare libera la scelta? Il dibattito è aperto. Qualche proposta e suggerimento per insegnanti e genitori

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Stoner, la riscoperta di un capolavoro nascosto

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recensione stoner
Stoner è un libro che ti sorprende, una storia di avvincente normalità che ti trascina fino all’ultima pagina

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