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Esperienze digitali

Dalla robotica al 3D, dalle app ai siti, per una scuola davvero a tutto tondo

Vincenzo Schettini, il prof che ci piace!

in Approcci educativi/Esperienze digitali by
Abbiamo già incontrato Vincenzo Schettini qualche mese fa per un’intervista, ma a dare un’occhiata ai numeri del suo canale YouTube “La fisica che ci piace” – numeri più che raddoppiati! – sembra passato un secolo. Con Vincenzo iniziamo una corrispondenza che ci permetterà di gettare uno sguardo più attento nel mondo dei nuovi media e sull’uso che se ne può fare per migliorare la didattica.

Sono più di 30.000 gli studentima siamo davvero sicuri che siano solo ragazze e ragazzi? – iscritti al canale YouTube di Vincenzo Schettini. Canale in cui possiamo gustarci più di 400 video sulle materie scientifiche, ma non solo! Il titolo del canale non lascia dubbi: La Fisica che ci piace!

Lui è Vincenzo Schettini, che grazie ai passaggi televisivi sta diventando una vera e propria star delle scienze.

Per i pochi studenti – e insegnanti – che ancora non lo conoscono, lui è professore all’Istituto Tecnico Tecnologico Luigi Dell’Erba di Castellana Grotte (Bari), ma soprattutto uno dei prof youtuber più famosi d’Italia, da qualche mese spesso invitato a trasmissioni televisive, da Sky ai canali Rai, come divulgatore scientifico.

Prima di tutto, complimenti! Raccontaci cos’è successo dall’ultima volta che ti abbiamo intervistato, nel luglio del 2019. Ci sono state grandi novità…

Grandissime novità, direi! Le iscrizioni al mio canale YouTube “La Fisica Che Ci Piace” sono letteralmente esplose e ho iniziato a fare anche un po’ di televisione! Per un fisico ed artista – perché sono anche un musicista! – questo è davvero il non plus ultra.

Cosa ci racconti delle tue apparizioni in tv? Quali differenze ci sono con i tuoi video? Racconta ai tuoi utenti/studenti cosa succede dietro le quinte.

È un’esperienza completamente diversa perché, fra l’altro, ogni programma televisivo ha un suo target preciso. Quando sono ad esempio a Milano per “Detto Fatto”, il celebre programma condotto da Bianca Guaccero su Rai Due, io e il mio autore prepariamo settimane prima il copione; c’è un continuo movimento di addetti ai lavori durante la mattina quando facciamo le prove per la diretta del pomeriggio. Materiali utili per gli esperimenti che mostrerò, inquadrature con le diverse telecamere, simulazione dei tempi… davvero qualcosa di emozionante, ma nello stesso tempo super stimolante per me che sono abituato a lavorare da solo.

Tra le novità del tuo canale, abbiamo trovato tanti video che parlano non di problemi di matematica o di fisica, ma di problemi che possono avere le ragazze e i ragazzi nella vita di tutti i giorni, come la timidezza… Parlacene!

Mi sono reso conto molto presto che tutti quelli che mi seguono sul canale avevano bisogno di una “voce da ascoltare“, come un fratello maggiore che ti trasmette le proprie esperienze. Da lì, l’estate scorsa, è nata l’idea di dedicare lo spazio del venerdì ad un video in cui racconto il Vincenzo adolescente ed arrivo a consigliare ai ragazzi come gestire alcune cose che sono fondamentali: il carattere, l’organizzazione personale, la sicurezza. Ed uno di questi è stato proprio un video dedicato a come acquisire fiducia in se stessi: oltreché generare tantissime visualizzazioni, questi video sono super commentati diventando veri e propri blog di discussione sugli argomenti che io propongo.

Sul tuo canale hai pubblicato un tutorial su Kahoot, un’app veramente interessante che può risultare utile agli insegnanti per valutare la preparazione dei propri alunni, ma anche un modo divertente per mettersi alla prova. Raccontaci a cosa serve e che uso ne fai in classe.

C’è una playlist, sul mio canale YouTube, dedicata completamente ai docenti, per insegnare loro ad utilizzare alcune app divertenti che possono integrare l’apprendimento e soprattutto la fase di trasmissione delle conoscenze. Una di queste è Kahoot: nel tutorial che ho creato spiego, assieme ad un mio studente, come utilizzarlo. È un’app che contiene migliaia di quiz molto divertenti su qualsiasi tipo di argomento, anche e soprattutto argomenti che si studiano a scuola in qualsiasi materia. I docenti possono così creare un ripasso veloce e divertente e nello stesso tempo possono ad esempio fissare alcuni concetti che magari la classe non ha ancora acquisito: questo è una delle modalità in cui io uso Kahoot.

A proposito dei tutorial, sono tanti i modi, le metodologie e i nuovi strumenti tecnologici che possono essere utilizzati in classe. Quali sono, secondo la tua esperienza, i più efficaci?

Sono quelli che attingono alla propria personalità ed alle esperienze più riuscite. Ogni insegnante è un mondo a sé, se abbiamo il coraggio di tirare fuori questo mondo che abbiamo dentro, essere creativi e riuscire a trovare una connessione con i nostri studenti tutto cambia perché loro riescono ad apprezzare il fatto che ci stiamo mettendo in gioco. Spesso l’insegnamento passa attraverso pratiche troppo ripetitive, siamo noi i primi ad annoiarci di noi stessi. Quindi il consiglio che voglio dare a tutti: siate creativi, spingete sul vostro modo di fare, curiosate in rete e cercate le cose che sentite essere in sintonia con voi.

È possibile fare didattica con le serie tv?

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Short & Movie by
Insieme a Francesco Rocchi scopriamo come utilizzare le serie tv per approfondire in classe argomenti di storia, riscoprire i classici e trattare temi di attualità.

Si possono utilizzare le serie tv in ambito scolastico, in particolare alle superiori? Prima di provare a capire come, possiamo soffermarci sul perché, visto che le serie televisive non nascono per scopi educativi, bensì di intrattenimento.

Una prima risposta è che la qualità di molte serie attuali è talmente alta che queste ormai sono di fatto cultura, non diversamente da romanzi, film, drammi ecc.

Una seconda risposta è che le serie tv sono il prodotto culturale con cui gli studenti hanno più familiarità. Costituiscono un gancio che è bene non trascurare, in una situazione in cui spesso docenti e studenti fanno fatica a trovare un terreno comune di interessi da condividere.

Se queste prime considerazioni possono sembrare ancora generiche o astratte, ce ne sono altre più specificamente didattiche che chiamano in causa la natura particolare delle serie tv.

Le produzioni attuali sono spesso opere sontuose che possono mettere in scena accurate ricostruzioni storiche, trattare temi sociali attuali e scottanti, riprendere classici della letteratura o sperimentare in maniera assai eclettica. Ma il loro tratto distintivo è evidentemente un altro, la serialità.

Il lungo arco narrativo delle serie, spesso cadenzato nel tempo, è tanto un limite quanto un’opportunità. Se è vero infatti che una stagione intera è lunghissima, è anche vero che un singolo episodio è molto più breve di un film.

Nei 40-50 minuti di un episodio si ha un’unità narrativa che può essere facilmente compresa. Spesso anche senza vedere tutta la serie (può bastare una rapida introduzione).

Didatticamente è più incisivo far vedere un episodio concepito per durare meno di un’ora che non lo spezzone di un film della stessa durata: il regista di serie tv, consapevole dei vincoli di durata, è specializzato nel riuscire a fare sintesi rapide ed efficaci.

Ciò permette di usare gli episodi con una maneggevolezza che i film difficilmente possono avere. Non solo possiamo trascegliere gli episodi che ci interessano di più, ma possiamo anche usare più serie contemporaneamente. Ciò risulta particolarmente utile per storia, come si può illustrare usando due serie come The Last Kingdom e Rome.

Già in un altro articolo avevo proposto l’uso di audiovisivi di varia natura al fine di creare un immaginario storico a disposizione degli studenti, ma qui possiamo approfondire in senso più specifico.

Un elemento importante della didattica del secondo anno delle superiori è il passaggio dall’età classica a quella medievale. Per capire entrambe le epoche bisogna che alcuni concetti fondamentali di taglio sociale e antropologico siano chiari, e il confronto tra le due serie può essere molto utile.

The Last Kingdom

The Last Kingdom è una storia ambientata nell’Inghilterra del IX secolo, incentrata sulle vicende di Uthred, un nobile sassone intenzionato a riprendersi quei possedimenti di cui le scorrerie dei danesi lo avevano privato (lasciandolo inoltre orfano).

Nel primo episodio di The Last Kindgom, Bebbanburg, dove vive Uthred, è un modesto insediamento di legno piuttosto povero, in cui solo un frate non è analfabeta e il re non ha a disposizione che qualche decina di soldati.

Rome

Rome invece parla degli anni di Cesare e di Augusto attraverso la storia di due legionari. Già l’analisi dei primi episodi delle due serie permette agli studenti di fare considerazioni importanti.

La Roma di Rome è una metropoli sontuosa, marmorea, enorme, con un sistema politico ben più articolato e complesso. Una simile sproporzione di mezzi si può vedere nelle scene di guerra.

Le battaglie tra danesi e sassoni sono poco più che mischie, se confrontate con quelle delle guerre civili romane. Quest’ultime coinvolgevano decine di migliaia di soldati e una catena di comando molto articolata. Tanto che alla fine era proprio l’esercito uno dei settori più alfabetizzati della società romana.

Perché gli studenti arrivino a cogliere tutti questi aspetti di civiltà è sufficiente porre loro alcune domande stimolo:

“Quali sono le dimensioni degli eserciti visti nelle due serie?”. “Quanti ufficiali ha Cesare e quanti il re sassone?”. “Descrivi Bebbanburg e Roma”.

A queste domande si potrebbe rispondere già vedendo i trailer. Ma mostrando il primo episodio di ognuna delle serie, gli spunti sono ovviamente di più e più sottili. E se non i primi episodi, altri che offrano adeguato materiale di lavoro. Serie del genere, hanno il potere di far ricordare molto più vividamente la storia, che qui non è “arida” narrazione da libro di testo, ma trama.

Scrubs: medici ai primi ferri

L’uso delle serie tv non è però ristretto alla sola storia. Morale, etica, scienza, questioni sociali: tutto può entrare nelle serie, proprio per quella alta qualità che ormai hanno raggiunto. I polizieschi in particolare offrono una serie di agganci e di temi di attualità tutt’altro che banali e scontati.

Ma talora può essere assai utile anche una serie come Scrubs: medici ai primi ferri. La serie, pur essendo comica ha vinto un Peabody Awards per come ha saputo trattare temi delicati come le malattie terminali.

A titolo di esempio dei polizieschi, cito soltanto un episodio di CSI Las Vegas sul tema della “legittima difesa”. La trama è semplice. Cinque persone su un aereo hanno ucciso un sesto passeggero: uno che aveva dato segni di squilibrio e minacciato di aprire il portellone in volo. Una situazione claustrofobica e pericolosissima, tale da far sì che i cinque vengano rilasciati. È omicidio o è legittima difesa?

Didattica e serie tv

Per didattizzare il lavoro è sufficiente interrompere la visione subito prima della scena in cui gli investigatori dicono la loro e chiedere agli studenti di esprimere la propria opinione. Fatto questo, si potrà vedere l’ultima scena. Dopo averla vista si può continuare a parlarne, o lasciare che la scena si sedimenti da sé negli studenti. Qualsiasi cosa si scelga di fare, credo che una riflessione come quella proposta da Grissom, il protagonista, sia da sola la dimostrazione del livello qualitativo raggiunto dalle serie tv.

Un utile episodio di Scrubs potrebbe invece essere “Le mie regole” (disponibile in inglese qui). In questo episodio, per quanto esilarante, i protagonisti sono portati a chiedere quanto e fino a che punto il rispetto delle regole, o la loro trasgressione, sia importante, soprattutto quando in gioco ci sono la vita e la morte dei pazienti.

Attraverso una storia corale vengono offerte risposte diverse, non auto-escludenti, tutte meditate e capaci di suscitare ulteriori riflessioni. In 25 minuti si ha non solo una problematizzazione approfondita e consapevole, ma anche una maniera molto chiara di porre il problema sul piatto.

Mi piacerebbe parlare anche di altre serie (Law & Order, Peaky Blinders, Empress in the palace, Le Bazar de la Charité o anche un classico come The Twilight Zone), ma forse è sufficiente concludere qui sperando di aver fornito qualche spunto utile.

La bella addormentata nel frigo, l’ebook di Primo Levi

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Spunti di lettura by
Insieme a Giulia Natale partiamo alla scoperta di un classico di Primo Levi in una nuova veste multimediale: l’ebook.

Mi rivolgo in particolare agli insegnanti (e ai genitori) per suggerire un titolo insolito per la didattica. So, per esperienza diretta, che dalla lettura e dall’utilizzo condiviso con i ragazzi di questo formato interattivo (l’ebook) si possono ottenere attenzione da parte loro e non indifferenti benefici. Perché?

Perché la storia è fantastica, lo strumento idoneo, perché forse i ragazzi non immaginano questo genere di proposta e perché la forma e la sostanza generano un effetto destabilizzante che apre la via al dibattito, e infine perché sviluppa utili collegamenti logici fra le parti del testo tramite le potenzialità della tecnologia. Provare e poi credere.

Il digitale di qualità di cui parliamo oggi è l’ebook La bella addormentata nel frigo di Damiano Malabaila, pseudonimo con cui Primo Levi ha pubblicato, per Einaudi nel 1966, la raccolta di 15 racconti dal titolo Storie Naturali.

Credo che vedere Primo Levi,anche attraverso questi suoi racconti, sia interessante per ritrovare l’uomo immenso che è stato, amarlo come testimone imprescindibile e doloroso dell’olocausto e anche come autore di fantascienza spiritoso, ironico, apparentemente frivolo, arguto, sempre delicato.

La trama di questo racconto ruota intorno a un tema che da scienziato lo aveva molto appassionato per le conseguenze, biomediche e morali (ipotetiche), che sollevava e comportava: l’ibernazione di un essere umano.

Primo Levi, con piglio disinvolto e divertito, affronta la questione andando dritto al punto. La giovinetta protagonista è di una ricca famiglia della Berlino del 2115, vanta 163 anni, 20 di vita vissuta e 143 di vita ibernata. Nessuno l’ha costretta, è stata lei a volerlo fare, libera e consapevole ha scelto di trascorrere un lungo “tempo sospeso” nel frigo e di essere scongelata solo in particolari occasioni e ricorrenze… quando esce dal frigo ci riserva il primo starnuto.

Il tema è estremo, moderno, trattato con grazia e spassoso, ma non poco doloroso nei passaggi in cui l’autore accosta l’ibernazione alla medicalizzazione, e affronta la questione della libertà personale, di una vita trascorsa fra congelamenti continui.

Il motivo per cui tengo a darne segnalazione a fini didattici (con l’invito a scaricarlo al più presto) è che questo ebook è frutto di un lavoro complesso e articolato sul testo a opera del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e del Dipartimento di Studi Storici di Torino.

Gli studiosi di Levi hanno voluto dare al libro una struttura multimediale, fruibile a diversi livelli, con video, sonoro, informazioni aggiuntive. Dalle icone del menu si attivano contenuti supplementari e approfondimenti storico-politici e le Note Concettuali (i pallini colorati in alto) offrono collegamenti fra le categorie.

Un lavoro ipertestuale sulla lingua, sull’ironia, la scienza.

Tramite l’icona del microfono è possibile addirittura attivare il sonoro (che ci offre la versione radiofonica andata in onda nel 1961) mentre il testo si evidenzia in sincrono.

Quanto costa? È gratuita! È creata per iOS: basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM o farla scaricare a ragazzi sui loro personali dispositivi.

Si scarica qui: https://books.apple.com/it/book/la-bella-addormentata-nel-frigo/id1223283388?l=en

Crediti illustrazione copertina: Pentool.Knight

Scrittori di Classe: i webinar di Marco Dallari sulla resilienza

in Corsi di formazione/Esperienze digitali by
Ogni insegnante che partecipa alla nuova edizione di Scrittori di Classe può iscriversi a una delle lezioni on-line interattive sulla resilienza tenute dal professor Marco Dallari dell’Università di Trento. Ecco come.

Perché la resilienza è un valore indispensabile per bambini e ragazzi? Come possiamo coltivarla e trasmetterla all’interno della classe?

Le avventure di Greg e la serie Diario di una Schiappa (ed. Il Castoro) rappresentano uno straordinario esempio di resilienza per i giovani lettori. E anche nella letteratura, nelle fiabe, nel cinema e nell’arte in relazione alla resilienza possiamo trovare molti spunti multidisciplinari. Come?

Per approfondire questi argomenti, ogni insegnante (di scuola primaria o secondaria inferiore) che partecipa alla nuova edizione del concorso di Conad,Scrittori di Classe giunto alla sesta edizione, ha la possibilità di iscriversi a una delle lezioni on-line interattive gratuite (webinar) con il professor Marco Dallari dell’Università di Trento.

I webinar, composti da una parte di lezione formativa, e da un ampio spazio per domande e riflessioni dei partecipanti, danno anche diritto a ciascun insegnante di ricevere gli attestati di riconoscimento delle ore di formazione (D.M. 170/2016).Il cal

Il calendario dei prossimi webinar disponibili

Quello della resilienza è un argomento perfetto per applicare alla didattica un’impostazione inter e trans-disciplinare e impegnare gli scolari, sia della primaria che della secondaria, in azioni non solo di ascolto, di lettura e di “apprendimento” ma anche di quella “co-costruzione della conoscenza”.

Il che comporta non solo la scoperta di cose nuove e finora sconosciute ma anche l’elaborazione e l’interiorizzazione, anche sul piano affettivo e identitario, dei valori e delle caratteristiche etiche ed estetiche a essi connessi. L’idea della resilienza non è fredda, accende desideri, favorisce autostima e consapevolezza di sé dal punto di vista dei soggetti e dei gruppi.

Il concorso Scrittori di Classe – Diario di una Schiappa è un progetto realizzato da Eu.promotions per CONAD Soc. Coop. Progettazione editoriale: Librì progetti educativi. Illustrazioni: per gentile concessione de Il Castoro, tratte dalla serie Diario di una Schiappa. Con la partecipazione di Istituto degli Innocenti (www.istitutodeglinnocenti.it)



Il Grande Libro degli Esploratori: Realtà Aumentata per imparare

in Esperienze digitali by
Da Valentina Edizioni un libro e un’app gratuita con la Realtà Aumentata per imparare di più e meglio… e attenzione ai verdi draghi cinesi!

Oggi scopriamo insieme una tecnologia specifica all’interno della tecnologia delle app. Certamente complicata da progettare e da sviluppare, ma non complicata da utilizzare, anzi. Valentina Edizioni ha pubblicato l’avvincente volume Il Grande Libro degli Esploratori con una copertina rigida che abbraccia quindici biografie ben narrate di persone avventurose belle da conoscere.

Questi esploratori, zoologi, medici, commercianti, navigatori, studiosi-sognatori ci portano ad immergerci nelle loro missioni e scoperte in lungo e in largo per il globo. Sono tre donne e dodici uomini che fecero della loro passione e della loro insaziabile curiosità la loro stessa ragione di vita e di viaggio.

Nel cartaceo, di grande ispirazione, il testo sposa illustrazioni pittoriche, dettagliate, divertenti e schiette, che lo rendono una lettura gioiosa per bambini dalla seconda fascia della primaria e del primo anno della secondaria.Su queste tavole con testo e illustrazioni si innesta l’omonima app gratuita con la Realtà Aumentata (Augmented Reality)

Ma come funziona?  La realtà aumentata è una tecnologia di grafica interattiva avanzata che permette, inquadrando precise pagine (normalmente contrassegnate con segno distintivo), di ottenere – sullo schermo dello smartphone o del tablet e poi sulla LIM – una serie di contenuti aggiuntivi che possono essere di tanti differenti tipi: effetti sonori, immagini fisse o animate, video, informazioni in più, non presenti sulla carta.

Fantastiche in questo caso le urla dei gabbiani, la tempesta di neve su Amundsen, la comparsa del mondo sferico nel capitolo Il Nuovo Mondo su Cristoforo Colombo, le sonorità locali, la scimmia e i fiori nella sfida africana di una grande pioniera: Mary Kingsley. Tutto il libro è arricchito ed è un piacere leggere, trovare l’inaspettato, ascoltare l’imprevedibile.

IN CLASSE perché: il mondo delle esplorazioni e dei suoi protagonisti esercita da sempre seduzione sui ragazzini per l’offerta vivace di viaggi, avventure e scoperte sia per mare sia per terra.In questo caso, credo che gli insegnanti possano trarre ulteriore vantaggio dalla combinazione di queste risorse (libro + app) per:
– affrontare la storia e la geografia, affiancando ai testi tradizionali questi strumenti
– mostrare come questi racconti storico biografici possano arricchirsi di immagini in movimento in 3D e di suoni di contesto. 
– raggiungere facilmente anche i ragazzini più distratti, attratti dalla suspense
– far scoprire una tecnologia avanzata e semplice che probabilmente non tutti gli studenti ancora conoscono. Buon inizio scuola anche digitale!

E’ disponibile per iPad e iPhone e per Android

Vincenzo Schettini, il prof che insegna fisica anche in tv

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Oltre 12000 seguaci e centinaia di migliaia di visualizzazioni: questi i numeri di Vincenzo Schettini, il professore che spiega fisica e matematica su YouTube e, da poco, anche su Sky.

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Arca di Noé Animalibrium: l’app che aiuta il coordinamento motorio

in Esperienze digitali by
Animalibrium
L’app Animalibrium stimola la concentrazione e aiuta il coordinamento motorio. Perfetta nelle scuole dell’infanzia (e anche in vacanza)

Arca di Noè Animalibrium” di Giulia Olivares è un’app a medio-alta interattività, senza testo, senza punteggio, con musica, versi di animali, effetti sonori, illustrazioni originali ed è intuitiva, con icona per scattare e raccogliere le foto.

La schermata presenta una barca. Piccola. E otto strampalati animali. Il gioco consiste nell’affrontare un percorso facendo in modo che nessuno resti indietro. Dopo aver caricato un elefante, un coccodrillo, una zebra e un ippopotamo, ci sarà ancora posto sulla barca per una giraffa? E per gli altri? A poco a poco gli animali vengono posizionati a bordo ma bisogna muoversi con delicatezza salvaguardando l’equilibrio precario, ogni scossone destabilizza la ciurma, ogni onda mette in pericolo i colorati protagonisti. Noi siamo lì per loro con dito pronto, mano decisa e soprattutto mente lucida per non perdere il controllo della situazione e portare tutti in salvo. La torre di animali, sempre più alta e instabile, sembra destinata al naufragio ma a un passo dal disastro la conclusione arriva come una sorpresa e una conquista.

IN CLASSE perché: Stimola la concentrazione. Subito prima dell’intervallo, per qualche minuto tutti insieme, poi si va a giocare È uno scenario già pronto per l’invenzione di piccole narrazioni. Buono il pretesto della barca per solleticare domande e risposte e inventare storie. Gli animali devono scappare? Cosa è successo? Magari vanno a una festa, ce la faranno? Sono contenti di andarci? …oppure stanno fuggendo da qualcosa? È un gioco che aiuta il coordinamento motorio. Ottima per misurare e legare i movimenti di mano occhio e testa

QUANTO COSTA: l’avventura completa con gli animali africani è gratuita. La seconda avventura, con strepitosi dinosauri fra sterlizie e piante acquatiche, si scarica alla fine della prima avventura a 2,29 euro

CREATA per iOS: basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM
SI SCARICA QUI: https://itunes.apple.com/app/id1434057776

GUARDA ANCHE:
Florence: il romanzo visivo per portare in classe i sentimenti (e discuterne)
Chiaro e sintetico il corpo umano spiegato con l’app

Florence: il romanzo visivo per portare in classe i sentimenti (e discuterne)

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L’app Florence è un romanzo visivo da portare in classe perché è perfetto per confrontarsi su sentimenti, aspettative, emozioni, scelte.

Florence di Annapurna Interactive e Mountains (link è un romanzo visivo costellato da micro-attività che evocano i sentimenti provati dai protagonisti, è una storia d’amore e di vita. Forse più che d’amore proprio di vita e di voglia di tornare a vivere! Una giovane donna vive una monotona quotidianità, personale e  lavorativa, c’è noia (volutamente ripresa nei noiosi giochi proposti, fase importante!). Vive fra un lavoro da contabile che non le dà alcuna soddisfazione e i pochissimi amici. Ha un’esistenza triste e priva di stimoli con il ricordo di un’infanzia piacevole con le amiche e il ricordo cupo di una madre dura. Un giorno incontra Kirsh, un ragazzo che suona il violoncello per strada, ed è colpo di fulmine corrisposto; i due si avvicinano, si piacciono, si cercano e poi vanno a vivere insieme dividendo lo spazio della casa di lei, condividendo chiacchiere, letture, e piatti provenienti dalla tradizione gastronomica di entrambi (lui è orientale). Le cose vanno bene finché non si posa leggero su di loro il velo della routine…

IN CLASSE perché
Lei, Florence, è un personaggio meraviglioso al quale ci si affeziona subito e del quale si segue la vita raccontata in modo interattivo con potente fremito di partecipazione. Le attività richieste al lettore, e le grandi e piccole animazioni di questa app, rendono la storia perfetta per la discussione e la condivisione degli stati d’animo, delle aspettative che si possono avere da giovani fino ai patimenti tipici dell’adolescenza. Florence e le sue vicissitudini hanno l’intensità, la grazia e il tratto del graphic novel con un’interattività perfetta per tutti i ragazzi senza distinzione di genere. La colonna sonora batte perfettamente il tempo dei singoli capitoli. I ragazzi, affamati di storie che parlano di loro e delle loro vite, troveranno con l’insegnante il modo di intervenire in ogni tavola per procedere nella narrazione, è indubbiamente un traino narrativo importante e bello.

Qualche esempio: siamo noi a spegnere la sveglia, ad aiutare Florence a lavarsi i denti, a fare di conto in ufficio, a costruire la conversazione con il nuovo amore, a spostare oggetti per fare spazio alle spezie di Krish in cucina, e ad intervenire rapidamente sui pezzi del puzzle (metafora della loro relazione che si sta disgregando) per evitare che i due protagonisti si allontanino. In ogni tavola è richiesta un’attività diversa e originale, comprensibile e strettamente collegata al significato della storia. E’ trasversale, si può analizzare e utilizzare in classe sia per discipline artistiche sia umanistiche.

Ecco perché penso sia fondamentale in classe: per la forza poetica e letteraria, per il linguaggio delle immagini e dei balloon, per la musica e per il ritmo con cui viene raccontata.

TIPOLOGIA
App ad altissima interattività (non frenetica, ragionata e emozionante) con scorrimento orizzontale e verticale e imprevedibile, con vignette, senza punteggio, effetti sonori, illustrazioni originali, intuitiva; da scoprire senza fretta.

ETÀ
Scuola secondaria di primo grado e primi anni del ciclo successivo, anche YA

QUANTO COSTA
2,99 euro su App Store e Google Play

CREATA per iOS e per Android ( basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM

Qui video su youtube:

Chiaro e sintetico il corpo umano spiegato con l’app

in Esperienze digitali by
“Il Corpo Umano” di Tinybop: un buon testo di divulgazione scientifica di base con il plus dell’interattività (per conquistare proprio tutti)

Nell’app “Il Corpo Umano” di Tinybop sono spiegati i sistemi vitali e il funzionamento del corpo umano in modo chiaro, sintetico e adatto anche per la consultazione autonoma.

Non è un gioco, è un buon testo di divulgazione scientifica di base, il suo valore sta nell’affidabilità delle informazioni anatomiche e nell’interattività che rende animati i meccanismi (cuore, polmoni…) favorendo la comprensione.

Dall’analisi – in tre passaggi di approfondimento – dei singoli sistemi (nervoso, scheletrico, respiratorio, circolatorio, digerente, muscolare, immunitario, più il capitolo sulla cute) si evincono informazioni sulle meccaniche vitali e sulle strategie dell’organismo per mantenersi funzionante, ad esempio: coinvolgimento del diaframma nella respirazione, corretta alimentazione ed espulsione delle scorie, isolamento dei batteri…

IN CLASSE perché

Il supporto tecnologico e il linguaggio interattivo destano immediatamente curiosità e attenzione.

È un buon alleato nell’insegnamento delle materie scientifiche da integrare, se necessario, in relazione al ciclo di studi.

È di stimolo per domande e approfondimenti fra gruppo classe e docente, che, dopo una consultazione condivisa in aula, potrà assegnare ad ogni gruppo un lavoro di approfondimento.

È un’app creata per un rapido ed efficace apprendimento, al quale potranno seguire le altre impostate secondo la medesima architettura e principio interattivo di scoperta (sulle scienze naturali, le piante, la Terra, i Mammiferi).

Il docente potrà anche assegnare ciascuno di questi argomenti ai ragazzi e richiedere poi di condividere l’esposizione con la classe.

ETÀ
Le indicazioni degli store tendono ad abbassare l’età di riferimento. Questa può essere efficacemente utilizzata nella seconda fascia della primaria e come valido appoggio nella scuola secondaria di primo grado.

TIPOLOGIA
App didattica del ricco catalogo La biblioteca dell’Esploratore, schematica, ad alta interattività, in apertura tavole stilizzate degli apparati del corpo umano e tenda verticale laterale per la navigazione; con progressivi e intuitivi touch, si aprono i livelli relativi al funzionamento di alcuni specifici organi.
Etichette riposizionabili a comparsa con i nomi, effetti sonori verosimili (respiro, masticazione…), icona per impostare la lingua, cambiare il colore di sfondo delle tavole, telecamera esterna per spiegare la vista. Grafica curata e precisa. Cursore con funzione a tendina per svelare le parti interne (da utilizzare per trascinamento).

DOVE SI SCARICA e QUANTO COSTA
4,49 euro su AppStore (per ipad, iPhone…) qui il link:

Per dispositivi Android, invece, lo store suggerisce di scaricare gratuitamente l’app La Tessera dell’Esploratore per poi procedere con gli acquisti in-app, di quelle desiderate del catalogo ( i pacchetti sono convenienti).

CREATA per iOS, ANDROID

Kinetoscopi portatili 2.0, una rivincita per Edison?

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Con smartphone, tablet e tecnologia all’avanguardia è come se molti di noi oggi avessero un proprio kinetoscopio portatile. Una riflessione di Carlo Ridolfi
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Francesco Leonetti e il byod: grazie alle app che ne sfruttano le funzionalità possiamo trasformare gli smartphone in strumenti didattici fantastici. A poterlo e saperlo fare…

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Librì a Didacta Italia: pronti per la scuola del futuro

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Dalla piattaforma per condividere moduli didattici ai seminari di formazione: Lorenzo Domizioli, vicepresidente di Librì Progetti Educativi, racconta progetti e novità che verranno presentati a Didacta Italia.

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Conoscere altre lingue e culture grazie ai Social Network

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Le reti virtuali sono un ottimo strumento per entrare in contatto con comunità straniere e migliorare così l’apprendimento dell’inglese e altre lingue straniere

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Il digitale per avvicinare i bambini alla storia e all’arte

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Art stories realizza app per bambini dai 6 ai 10 anni per stimolare la loro curiosità e avvicinarli alla cultura e al proprio territorio, mentre si divertono Keep Reading

Vedere la musica, l’esperimento di Alexander Chen

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Trasformare Bach e la metropolitana di New York in forme geometriche e movimenti, un modo per guardare la musica sotto un’altra prospettiva Keep Reading

Scopri Petra in una gita virtuale con Google Street View

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Visitare Venezia o Parigi rimanendo seduti alla computer, grazie a Google ora possiamo viaggiare anche in luoghi lontani e difficili da raggiungere come la Città Rosa, Petra

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La luce e il Barocco, come creare un Caravaggio con l’aiuto della tecnologia

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Un esperimento visivo realizzato da Emanuela Pulvirenti, modificare la luce nei quadri rinascimentali per trasformarli in opere di Caravaggio

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Rubriche

Maschile singolare

di Ivan Sciapeconi

Sentieri tra i banchi

di Fabio Leocata

Giochi senza frontiere didattiche

di Giovanni Lumini

Fra cattedra e finestra

di Sabina Minuto

Didattica e diritto

di Gianluca Piola

Ora di Alternativa

di Valerio Camporesi

Archeodidattica: strategie e laboratori

Pensare con gli occhi

Tracce di scuola intenzionale

di Sonia Coluccelli

Virgolette

di Paola Zannoner

Luoghi Interculturali

di Mariangela Giusti

La Facile Felicità

di Renato Palma

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