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Arte in galleria

Gallerie fotografiche e segnalazioni di mostre ed esposizioni in Italia e nel mondo

Giochiamo con i ritratti scomposti

in Arte in galleria/Attività in classe by
Una galleria di ritratti scomposti piena di tanti personaggi fantastici ed emozioni!

Chissà quante volte ci è capitato di imbarazzarci un po’ davanti all’obiettivo quando stavano per farci una foto. Anche se siamo disinvolti, non è scontato prendere subito confidenza con l’occhio fotografico, specialmente se siamo i soggetti di ritratti, di immagini che dovrebbero quindi coglierci a pieno e, in qualche modo, metterci al centro di un ideale palcoscenico, davanti a tutti.

Chi siamo quando veniamo fotografati?

Siamo un po’ noi e un po’ no. Siamo quello che abbiamo voluto mostrare e quello che non siamo riusciti a nascondere. Siamo quello che, a volte, nemmeno sapevamo di essere… ma che il fotografo ci ha rivelato.

Il ritratto fotografico non è solo un genere, è il frutto di un certo tipo di sguardo rivolto verso l’altro, a caccia di espressioni e peculiarità che rendano quel volto interessante. Quando guardiamo il ritratto fotografico di uno sconosciuto ci viene spontaneo iniziare a immaginare chi sia, che gusti abbia, cosa stia provando in quel momento. Iniziamo a familiarizzare con un’intimità immaginata, proprio come faremmo col personaggio di una storia.

Con la nostra ormai consueta pratica di mix tra disegno e fotografia, proveremo questa volta a giocare coi ritratti, mettendoci in scena come veri e propri personaggi, e lasciando che il disegno ci aiuti ad abbandonare le inibizioni e soprattutto a suggerire nuove storie.

Al bando le espressioni fisse e imbarazzate, esorcizziamo la compostezza (soprattutto quella che siamo comunque costretti a praticare, restando a distanza di sicurezza in questi mesi) e cimentiamoci nei ritratti scomposti! Ci trasformeremo in facce completamente nuove, ci mescoleremo i connotati, li ridisegneremo letteralmente per interpretare un ruolo nuovo e posare senza paura davanti alla macchina fotografica o al cellulare dei nostri compagni.

Non è la prima volta che vi invito a indossare quella che, in fondo, è una maschera ma, se in precedenza abbiamo chiamato in causa le maschere tribali e il loro potere evocativo, stavolta ci sarà più utile pensare a quelle del teatro antico.

Dal teatro greco al teatro Noh giapponese, le maschere avevano il compito di rappresentare le emozioni dei personaggi per renderli riconoscibili e leggibili anche a una certa distanza. Che ci fossero dietro uomini o donne non aveva più importanza, il personaggio diventava il fulcro assoluto dello sguardo, tragico o comico che fosse. Nel teatro giapponese addirittura era il modo in cui la luce ricadeva sui profili intagliati della maschera a generare le sfumature della messa in scena.

Come creare le nostre maschere

Proprio come nel teatro, anche nel nostro caso sarà importante esagerare quando affronteremo il primo step ovvero disegnare su uno o più fogli, con un pennarello nero, i connotati dei nostri personaggi. Esatto, non disegneremo maschere complete ma paia di occhi, compilation di labbra, collezioni di nasi: potete dedicare un foglio A4 a ogni pezzo (un foglio per gli occhi, un foglio per le labbra, uno per i nasi).

L’accortezza sarà non disegnarli troppo piccoli perché dovranno sovrapporsi ai nostri (se invece esagerate coi volumi, l’effetto sarà molto divertente!).

Vi lascio qualche foglio disegnato da me che potete stampare e usare per fare delle prove, se non sapete da dove cominciare. Occhi mostruosi, occhi dolci, occhi pazzi, labbra felici, bocche boccacce, nasi importanti, becchi adunchi…

Si potrà decidere anche di disegnare e poi fotocopiare, mescolare e infine distribuire casualmente i fogli con cui giocheremo. I singoli elementi andranno poi ritagliati (non è necessario essere troppo precisi, l’effetto finale sarà un po’ cubista ma comunque efficace) e dovremo scegliere finalmente quali indossare!

Basterà un po’ di nastro adesivo di carta (delicato sulla pelle e comunque da tenere per pochi secondi) da arrotolare dietro ai singoli pezzi che andremo a posizionare sulla nostra faccia… alla cieca! Niente buchi per gli occhi, il rischio di attaccarci sul viso occhi storti e nasi sghembi farà parte del gioco. Sarà lo scatto fotografico a rivelarci quale personaggio abbiamo messo in scena dopo il nostro collage pazzo.

E adesso… fotografiamoci!

Ci si fotograferà a turno (o con la complicità dei grandi coinvolti) e il mio consiglio è di convertire poi le foto in bianco e nero: il bianco e nero neutralizza quanto resta dei nostri connotati reali e ci aiuta a concentrarci sulle forme e sui nuovi segni che il viso ospita. Ne uscirà una galleria di ritratti scomposti a cui dovremmo naturalmente attribuire nomi, titoli e didascalie che potranno poi diventare protagonisti di storie tutte da scrivere o di una mostra di classe.


Approfondimento

Se ti interessa l’argomento e vuoi approfondire con degli strumenti, abbiamo pensato a una selezione per te.

Mitologia greca per ragazze e ragazzi

in Arte in galleria/Spunti di lettura by
Una lista di sei libri di mitologia dedicata ai giovani lettori che amano le avventure degli dei e degli eroi dell’antica Grecia

L’estate è arrivata e sotto l’ombrellone, o all’ombra di un grande albero, non può mancare un bel libro da leggere. Ecco allora una breve lista di libri per bambini e ragazzi dedicata alla mitologia. Tanti titoli per socchiudere gli occhi e ritrovarsi, come per incanto, ai piedi dell’Olimpo e sognare eroi e regine, terribili mostri e divinità.

A dire il vero, sono così tanti i titoli dedicati alla mitologia che sarebbe impossibile mettere tutti i piccoli d’accordo. In questa lista abbiamo scelto di dare la precedenza ad alcuni “classici” del genere e a qualche importante novità che potrebbe stuzzicare la curiosità dei ragazzi. Di sicuro, in base al gusto dei più piccoli e alle loro preferenze, si potrà scegliere il testo più adatto per trasformare la loro estate in qualcosa di veramente… mitico!

Storie della storia del mondo, di Laura Orvieto

Un classico, firmato da una grande scrittrice per ragazzi. Narra le vicende della mitica città di Troia, dalla costruzione delle sue possenti mura fino alla distruzione. Incontreremo Paride ed Elena, Menelao e Agamennone, in un crescendo di emozioni.

Le metamorfosi. Storie di mitologie, di Roberto Piumini

Piumini, uno degli autori più amati e letti dai bambini, ha dedicato molti titoli alla mitologia, agli eroi e alle antiche divinità. Questo titolo ci racconta dieci miti, alcuni famosi e altri meno noti, tratti dalle straordinarie e misteriose Metamorfosi di Ovidio.

Storia di Ulisse e Argo, di Mino Milani

Un altro classico nato dalla penna di Milani, che ci racconta una delle storie di amicizia più belle di tutti i tempi: quella tra l’eroe Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia e da un viaggio terribile nel Mediterraneo, e il suo fedele cane.

Il romanzo di Artemide, di Murielle Szac

Pescando qua e là tra le tante fonti antiche, l’autrice ha creato un romanzo – che viene presentato a episodi, come fosse una serie tv – che racconta ai piccoli lettori la storia di Artemide, l’intrepida e coraggiosa dea della natura e della caccia.

Ai piedi dell’Olimpo, di Saviour Pirotta

Una raccolta dei miti greci più celebri, dalla triste storia di Aracne al vaso di Pandora, dall’incredibile viaggio degli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, fino ad arrivare  al poeta Arione che fu salvato dai delfini, raccontati in maniera semplice e divertente.

Il grande labirinto della mitologia, di Michel Laporte, Eric Héliot

Un libro per giocare con la mitologia. Un misterioso documento va consegnato al grande Zeus, che si trova sul monte Olimpo. Per farlo, bisogna attraversare labirinti, rispondere a indovinelli e affrontare tante divertenti sfide in compagnia degli eroi greci più famosi.

Buone vacanze e buona lettura!

Caccia al pattern con gli stencil narranti!

in Approcci educativi/Arte in galleria by
Con gli stencil narranti di Marianna Balducci partiamo alla scoperta dei pattern intorno a noi e inventiamo tante storie divertenti.

Quando proviamo a cimentarci con la fotografia, una delle cose fondamentali è la scelta dell’inquadratura. Attraverso l’obiettivo, selezioniamo quella esatta porzione di mondo congelandola nel nostro personale racconto. I confini dello scatto tracciano un nuovo confine anche nello spazio che guardiamo, escludono delle cose e ne includono altre stabilendo, più o meno consapevolmente, nuove gerarchie. Quando ci siamo esercitati a scattare dal macro al micro in un precedente articolo, abbiamo potuto constatare come certi soggetti possano essere percepiti in modo totalmente differente se il nostro punto di vista è lontano o vicino. Per comprendere meglio questo processo ed esercitarci nell’inquadratura, può essere utile muoversi nello spazio reggendo in mano una cornice di cartoncino bianca che ci permetta, appunto, di circoscrivere quel che vediamo, allargando e restringendo il campo (mano a mano che noi fisicamente ci allontaniamo o avviciniamo al soggetto) e creando un po’ di spazio neutro attorno.

Ma l’inquadratura non è solo un processo tecnico. Come molte delle strategie di osservazione della realtà che abbiamo sperimentato, possiamo usarla come espediente creativo e divertirci non solo a campionare il mondo attorno a noi, ma anche a dare avvio a delle storie. L’attività che vi propongo può essere fatta sia tra le mura domestiche, sia all’esterno. Se in questi giorni state piano piano assaporando qualche passeggiata, questo esercizio di inquadratura sarà una buona scusa per tornare a esplorare anche i luoghi conosciuti e a divertirci continuando a mantenere la distanza di sicurezza richiesta. E allora, si dia avvio alla caccia al pattern!

Ma cos’è un pattern?

Un pattern è una composizione grafica che, replicata potenzialmente anche all’infinito, dà vita a un motivo decorativo applicabile a una qualche superficie (pensiamo, per esempio, ai tessuti a fantasia). Tutto intorno a noi può diventare un pattern e a volte anche le cose più inaspettate possono rivelarsi soluzioni originali per rivestire storie e personaggi, connotandoli in modi inconsueti. Per individuarli dovremo subito verificare che come tali possano funzionare ed ecco che inizia il nostro gioco di inquadrature.

Non sarà una lineare cornice bianca a tracciare i confini della realtà che registreremo, bensì degli stencil narranti: vi ho preparato 3 figure (e 3 potenziali storie) con delle parti da ritagliare (le vedete tratteggiate). Sarà con loro che inquadreremo il mondo attorno. Portate gli stencil narranti in giro per la città (oppure iniziate esplorando gli angoli di casa che, come vi ho detto in un precedente articolo, possono nascondere un sacco di sorprese) e, non appena stanate un pattern che vi soddisfa, scattate una foto.

Vi consiglio di stampare i disegni su cartoncino rigido così riuscirete meglio a farli stare dritti. Potete anche creare un piccolo rinforzo attaccando col nastro adesivo degli stecchini lunghi ai bordi (in modo da creare un piccolo telaio sul retro del cartoncino che lo irrigidisca).

Chissà per quale occasione Serena potrebbe sfoggiare il suo vestito se fosse fatto di foglie verdi e freschissime, chissà quanto sarebbe leggero se fosse fatto addirittura di cielo! E quel supereroe fatto di mattoni deve essere davvero fortissimo… anche se credo che persino quello profumatissimo laggiù potrebbe dare del filo da torcere (magari agli allergici al polline!).

Divertitevi a raccontare le storie dei personaggi, vedrete come cambieranno mano a mano che troverete nuovi pattern. Le storie sono contenitori da riempire, diverse ogni volta a seconda degli strumenti che usiamo per costruirle: a volte può spuntare una finestra inaspettata dalla quale affacciarsi, a volte possono diventare così importanti da trasformarsi nella casa ideale da abitare.

Ma la caccia al pattern non finisce qui! Potete riempire i miei stencil narranti, ma potete inventarne anche di nuovi. Si può partire disegnando intorno a un ritaglio semplice (come una forma geometrica), attorno al quale disegnerete il personaggio o la situazione che il pattern andrà a condire. Un cerchio può diventare il pancione di un animale, un ritaglio irregolare potrebbe essere la capigliatura spettinata di un uomo buffo, un triangolo potrebbe essere la vela di una barca.

Divertitevi a inventare e a raccogliere e, se vi va, condividete con noi i vostri scatti!

Nota: scarica e stampa gli stencil narranti. Sono proporzionati per essere stampati su A4.

Liberiamo le opere d’arte!

in Arte in galleria/Attività in classe by
Insieme a Marianna Balducci, partiamo alla scoperta di un gioco educativo divertente e stimolante per liberare le più importanti opere d’arte dei musei di tutto il mondo.

Ecco un gioco educativo divertente e stimolante per liberare le più importanti opere d’arte dei musei di tutto il mondo!

Sono sempre stata convinta del fatto che la fantasia sia un potente meccanismo sovversivo (e l’ho raccontato anche in un altro articolo) e che le rivoluzioni sono fatte per scombinare, ricomporre e restituirci una nuova prospettiva sulle cose.

Le rivoluzioni che si scatenano in terre di Fantastica (per chiamarla come l’avrebbe chiamata Rodari) ci danno il coraggio di essere anche un po’ insolenti perché, per giocare come si deve e inventare cose nuove, dobbiamo sfrondare un po’ di “politicamente corretto” e osare.

C’è un’altra importantissima cosa di cui sono convinta: le rivoluzioni, anche quelle piccole e buffe che vi propongo di solito qui mixando disegni e fotografie, vanno fatte con criterio e con amore perché solo se conosciamo e vogliamo bene a qualcosa possiamo metterci le mani dentro e ribaltarla continuando a rispettarla.

Ed è con queste premesse che ci prenderemo il permesso di liberare le più importanti opere d’arte dei musei di tutto il mondo!

Ci hanno spesso educato a concepire l’arte come qualcosa di distante e altisonante, circondata da cornici preziose, congelata sulle pareti dei musei e protetta da allarmi e cordoni. Ma l’arte dovrebbe essere qualcosa di quotidiano, tanto quanto lo sono i giochi con cui ci intratteniamo a casa e, perché no, ogni tanto potrebbe funzionare proprio come quei giochi. Ma come?

Il la ce lo danno i grandi musei che in tempi recenti stanno sempre più creando ricchissimi archivi digitali con risorse libere per essere riutilizzate.

Sono le riproduzioni di alcune delle opere d’arte che custodiscono, catalogate per tipologia, autore, epoca… e fruibili attraverso sezioni apposite dei siti istituzionali.

Insomma, un vero e proprio museo virtuale da navigare in libertà e scegliendo il percorso che ci pare! Noi sceglieremo quelli che ci portano verso nuove storie da inventare e io ve ne suggerisco un paio.

Il primo: una storia dai contorni inaspettati!

Partiamo, per esempio, scegliendo l’archivio del MET (la sezione di contenuti liberi per il riutilizzo), dove ho trovato i due personaggi che compongono la mia nuova “opera d’arte”. Li ho stampati, ritagliati e usati come elementi protagonisti di un collage che, nelle sue parti mancanti, ho completato con il disegno.

Il disegno traccia i contorni interrotti delle parti di dipinto che ho scelto e arreda il resto della scena in base al tipo di storia che ho deciso di inventare.

In questo caso, la signora non sembra molto contenta del suonatore… sta facendo tanto di quel chiasso con il suo chitarrino elettrico che forse staccare la spina le consentirà di trascorrere il resto del pomeriggio in pace!

I due dipinti si sono trasformati in due attori: posizionati sulla scena nel modo più opportuno, ho dato loro una nuova funzione narrativa.

Potete scegliere di combinare due o più personaggi oppure un personaggio e un oggetto. Potete stamparne tanti e pescare a caso per rendere ancora più difficile la sfida. 

Se siete insegnanti, potete creare voi i mix di elementi e distribuirli (anche via mail) alla vostra classe per vedere quali storie inventeranno: teste mozzate, vasi con misteriosi fantasmi, corpi bislacchi, storie d’amore o di avventura…

Non ci sono limiti, basta che il disegno si accompagni a una breve storia perché ogni opera d’arte che si rispetti, nei libri come nei musei, ha una sua didascalia.


Per chi ha più manualità e non ha paura di invadere i confini, invece, c’è la seconda via, quella delle pittoresche interferenze! Stavolta, invece di fare un collage, prenderemo una sola opera tutta intera (a me piace sempre partire dai ritratti) e ci disegneremo sopra.

Potete usare dei pennarelli acrilici (ce ne sono anche a punta fine) che scrivono facilmente anche sulla carta più leggera senza bagnarla troppo.

Questa volta forse dovremo disegnare meno, ma sarà fondamentale scegliere dove e cosa perché quei pochi elementi potranno cambiare completamente la vita del personaggio e il suo destino!

Prima di disegnare, guardate bene quali sono gli spazi vuoti del dipinto che avete scelto: dietro ai vetri di una finestra, alle spalle del soggetto o tra le sue mani.

Il disegno sarà un’interferenza nell’opera d’arte originale, ma dovrà essere credibile e, ancora una volta, suggerirci una nuova storia.

Come dite? Quei ritratti hanno qualcosa di strano? Beh, forse… e confesso che ogni tanto mi diverto anche a inserire me stessa o i miei amici in questo gioco. Qui, per esempio, ci sono alcuni scrittori di libri per ragazzi e poi ci sono io. Mi riconoscete?

Per vedere quanti altri archivi online esistono, provate a navigare gli articoli della rubrica “Tesori d’archivio” di FrizziFrizzi.

Ci troverete segnalati tanti repertori interessanti!

Tante divertenti app per scoprire i luoghi della storia

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L’emergenza per il Covid-19 ci fa rimanere a casa? Con le app di Art Stories, i bambini – e i genitori – possono partire alla scoperta dei luoghi più belli e misteriosi della storia, della cultura e dell’architettura.
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Harry Potter The Exhibition. Le immagini della mostra

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Fino al 9 settembre alla Fabbrica del Vapore a Milano il mondo di Harry Potter in mostra. Ecco una selezione di immagini. Keep Reading

Hogwarts? Fino a settembre si visita a Milano

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Hogsmeade Station HP The Exhibition
Si chiama Harry Potter: The Exhibition ed è ospitata presso la Fabbrica del Vapore a Milano la mostra cult del 2018, aperta fino a settembre, dedicata al maghetto e ai suoi amici. Costumi, oggetti di scena, creature fantastiche, ambientazioni, luoghi della saga ed esperienze straordinarie.

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GALLERY I mondi immaginari di Paolo Ventura in mostra a Milano

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    Paolo Ventura Mondi Immaginari Armani/Silos Milano

In mostra a Milano fino al 29 luglio, al piano terra dell’Armani / Silos (Via Bergognone 40), le visioni dell’artista e fotografo Paolo Ventura: da The Automaton (2010), Short Stories (2013-2015), La Città Infinita (2013-2018), a grandi opere inedite, come la serie La Cercatrice di Conchiglie realizzate appositamente per Armani/Silos e i racconti tridimensionali delle installazioni di carta. Durante il periodo di apertura della mostra viene inoltre proiettato il documentario su Ventura, realizzato nel 2014, dal regista Erik van Empel The Vanishing Man.

I biglietti di ingresso all’Armani/Silos costano 12 euro (15 euro con audioguida; 8,40 euro ridotti). Questi gli orari: 11.00-19.00 da mercoledì a domenica. Per info 02 91630010

Fonte: Armani/Silos

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Izumi Miyazaki, selfie da mondi possibili

Tony Wolf: fate, gnomi, Pingu e… gli altri personaggi

GALLERY Izumi Miyazaki, selfie da mondi possibili

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    Izumi Miyazaki, Broccoli 2017
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    Izumi Miyazaki, Energy 2017
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    Izumi Miyazaki, Friends
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    Izumi Miyazaki,Measure 2016
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    Izumi Miyazaki, Papillon
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    Izumi Miyazaki, Tomato

Le sue fonti d’ispirazione? Il pittore René Magritte, l’artista giapponese Miwa Yanagi e la fotografa statunitense Alex Prager. Ha solo 21 anni la fotografa giapponese Izumi Miyazaki, e ha cominciato a scattare foto a 15. I suoi non sono semplici autoritratti, sono mondi surreali, ironici, irriverenti, dissacranti, a volte macabri.

Per saperne di più: http://izumimiyazaki.tumblr.com/

GALLERY Tony Wolf: fate, gnomi, Pingu … e gli altri personaggi

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Li riconoscete? Gnomi, folletti, giganti, fate, draghi, il Signor Porcelli, Pingu e Pandi ma anche Pinocchio, Cenerentola e I tre porcellini, caricature, disegni dei tarocchi a tavole inedite dei primi anni di carriera e tutti i personaggi che hanno accompagnato l’infanzia di intere generazioni.

Fino al 10 giugno 150 tavole originali sono visibili al pubblico alle Raccolte Frugone, all’interno dei Parchi di Nervi.

Informazioni utili:
da martedì a venerdì apertura 9-19, sabato e domenica  10-19.30;
Per prenotazioni visite guidate: tel.: 010 3726025 / 010 5574739 – 18
Email: biglietteriagam@comune.genova.it
Web: www.museidigenova.it  www.tapirulan.it

 Crediti foto: Michele Prosperi e Giunti editore

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Ciao! 150 tavole originali di Tony Wolf in mostra a Nervi

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Aperta fino al 10 giugno alle Raccolte Frugone dei Musei di Nervi la rassegna che espone le opere di 48 illustratori e una sezione speciale con oltre 150 opere originali del grande maestro dell’illustrazione Antonio Lupatelli, in arte Tony Wolf, scomparso il 18 maggio: è stato il “papà” di Pingu, Pandi, il Signor Porcelli, e la mano che ha dato vita ai personaggi delle storie del bosco, al viaggio delle meraviglie e a moltissimi classici.

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Photo courtesy of Michele Prosperi

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Nascoste durante la guerra, le foto della vita nel ghetto di Lodz occupata dai Nazisti

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Nel 1944 il fotografo ebreo Henryk Ross seppellì una scatola piena di fotografie nella Polonia occupata dai nazisti. Giusto un anno più tardi, sopravvissuto alla guerra, ritornò a scoprire le foto, e la loro storia tragica si ripercuote fino ad oggi

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