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Sentieri tra i banchi

Fabio Leocata

di Fabio Leocata

Dal libro alla vita: percorsi tematici, suggerimenti di lettura  e attività pratiche per lavorare in classe con i libri di formazione per la scuola primaria.

Le forme della gentilezza

in Sentieri tra i banchi by
Quali sono le forme che può assumere la gentilezza? Scopriamolo in un percorso tematico, da realizzare con le ragazze e i ragazzi della scuola secondaria di I grado

In occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza, che si festeggia oggi 13 novembre, vi proponiamo un piccolo viaggio fatto di parole “gentili”, un percorso tematico che ogni insegnante della scuola secondaria di I grado potrà utilizzare per realizzare un’attività extracurriculare con i suoi studenti. Ogni parola è introdotta da una frase e si chiude con alcune domande che saranno di stimolo alla discussione o alla compilazione di un elaborato.

Dopo il primo percorso dedicato alla scuola primaria, ecco il secondo appuntamento, riservato alle scuole secondaria di I grado!

Per festeggiare con voi siamo riusciti ad attivare un super sconto riservato agli insegnanti sull’acquisto de “La Gentilezza vola lontano” (scuola primaria) e “Gentile come te” (scuola sec. I grado). In fondo all’articolo tutte le informazioni per usufruire del codice sconto.

Diversità

“Ognuno all’interno di un gruppo recita la sua parte, anche se non lo sa. C’è quello simpatico, quella cool, quella che fa la pazza, quello studioso, quella carina, quello timido.”

Le ragazze e i ragazzi sono tutti accomunati dalle stesse fragilità, dagli stessi problemi, dai medesimi dubbi. Eppure sono tutti così diversi! È proprio questa diversità che la scuola dovrebbe riuscire a preservare e a trasformare in una ricchezza per il gruppo. In una società che tende ad appiattirci e a creare competizione, l’unicità di ognuno deve diventare la base dello stare insieme, della cooperazione, della solidarietà.

Riesci a descriverti in poche parole? E riesci a descrivere le tue compagne e i tuoi compagni? Quali sono le cose che di te e di loro cambieresti?

Solitudine

“Sentirsi soli è la cosa più terribile che ci sia. È come una specie di virus, un male invisibile che ti entra dentro e ti si attacca alle cellule, succhiandoti la vita”

La preadolescenza è un momento splendido, ma anche difficile. I rapporti interpersonali e l’accettazione da parte del gruppo giocano un ruolo importante nel benessere delle ragazze e dei ragazzi. Per questo è fondamentale educare alla gentilezza, all’ascolto attivo, alla solidarietà. Tutti valori che i ragazzi possono usare come bussole per combattere il terribile morbo della solitudine, per non perdersi in questo avventuroso percorso di crescita.

Ti capita mai di sentirti sola (o solo)? Quali sensazioni provi? Pensi che qualcuno tra i tuoi compagni ne soffra in silenzio?

Accettarsi

“Penso a quando rivedrò i miei amici. Sarà tutto come prima? E loro, cosa penseranno di me? Ti sembro la stessa di sempre? E se sono cambiata, sembro più brutta o antipatica o noiosa?”

La preadolescenza è il momento del cambiamento. Cambiano i gusti, cambiano i modi di relazionarsi con gli altri. E soprattutto cambia il corpo. Talvolta questi cambiamenti possono creare imbarazzo o un senso di spaesamento, e ci chiediamo come reagiranno i nostri compagni.

Ci sono stati ultimamente dei cambiamenti nel tuo corpo? Pensi che siano una cosa positiva o negativa? Come ti immagini alla fine delle medie?

Bullismo

“Mi sono passate per la testa le raccomandazioni degli insegnanti e dei genitori, quando ci dicevano di stare attenti, di tenere sempre gli occhi aperti, di essere sempre gentili e disponibili con gli altri, e io che dentro di me ogni volta pensavo: a me e ai miei amici non accadrà mai!”

Non è sempre facile comprendere la differenza tra uno scherzo e un atto di bullismo. Il bullismo infatti ha varie forme, alcune più brutali ed evidenti, come una percossa. Altre invece sono più labili e invisibili. E si possono nascondere dietro semplici scherzi ripetuti, soprannomi, prese in giro all’uscita della scuola come nella chat di classe. Il bullismo è pericoloso e non dobbiamo mai sottovalutarlo: può assumere strane forme, e può portare le persone a fare cose inimmaginabili, sia chi lo commette sia chi lo subisce.

Sei mai stato vittima di bullismo? E qualche tua amica o amico? Credi che, se dovesse accadere a te, saresti in grado di parlarne con un insegnante, un compagno o un parente?

Aiuto

“È successa una cosa brutta a una mia amica. Io vorrei aiutarla, ma lei mi ha detto che adesso ne è uscita e non ha più bisogno del mio aiuto. Io non so cosa fare, perché non so se è vero”.

Non sempre chi ha bisogno di aiuto è in grado di chiederlo. O meglio, non sempre è in grado di farlo con le parole. Qualche volta le ragazze e i ragazzi lo fanno solo con lo sguardo, con i gesti, con il comportamento, tendendo a chiudersi o fuggire, oppure a diventare aggressivi. Dall’altra parte, l’esperienza insegna che non è facile aiutare una persona – soprattutto se si tratta di un problema importante – e che spesso, se ci accorgiamo di qualcosa, è meglio rivolgersi a un adulto.

Come ti comporti quando hai un problema? Ti è mai capitato che un amico o un’amica ti chieda aiuto? Bullismo, problemi alimentari, familiari… qual è il modo migliore per aiutare una persona?

Amore

“Cosa mi ero messa in testa? Davvero pensavo di potergli piacere? Perché mai un ragazzo come lui doveva interessarsi a una tipa insignificante come me?”

La preadolescenza è il momento delle grandi “cotte”. Cambia il modo di vedere il mondo e cambia anche il modo in cui si vedono quelli dell’altro sesso. Spesso però non è facile fare i conti con le proprie emozioni e con i propri sentimenti. Ci possiamo sentire inadeguati, sia nel fisico sia nel carattere. Eppure, i sentimenti ci sono. Sbucano dal cuore e chiedono di essere ascoltati. È adesso che si può educare al rispetto verso gli altri e verso se stessi.

Ti è mai capitato di provare un forte sentimento per una persona? È qualcosa di piacevole o no? Come si esprime, secondo te, il rispetto all’interno di una coppia?

Social

“Credo si debba fare molta attenzione a quello che si posta sui social e anche a quello che si scrive. Davvero, bisogna stare attenti!”

I preadolescenti trascorrono molto tempo sui social. Li usano per rimanere sempre in contatto, per scambiarsi informazioni, per scherzare o prendersi in giro, per chiedere consigli e aiuto. Non sempre però sono consapevoli di quello che stanno facendo ogni volta che scrivono o postano qualcosa. Pensiamoci bene ogni volta che diamo un giudizio su qualcun altro, che postiamo una foto, che raccontiamo qualcosa di noi.

Esiste un uso giusto e sbagliato dei social? Ti è mai capitato di sentirti offeso per qualcosa che ha scritto o postato un amico? Secondo te, la chat della tua classe potrebbe essere usata meglio?

Un antidoto

“La gentilezza è come un antidoto, una specie di vaccino capace di combattere non solo il virus della solitudine, ma anche quello dell’ignoranza, del razzismo, dell’indifferenza”.

L’abbiamo visto, tutte le ragazze e i ragazzi di questa età sono alle prese con un periodo incredibile della loro vita: con le amicizie, la scuola, il rapporto con i genitori, la scoperta dell’amore, il desiderio di essere accettati dal gruppo, il bullismo, il sesso, l’anoressia… eppure il modo migliore per affrontare tutto questo c’è. E si chiama gentilezza. Che non è un insieme di regole, ma è un atto rivoluzionario, di libertà.

“Mi tornano alla mente le parole che una mia amica mi ha scritto sul diario: Sii sempre gentile quand’è possibile. Beh, è sempre possibile


Le citazioni di questo articolo sono tratte dal libro per ragazzi Gentile come te, edito da Librì Progetti Educativi, 2020. Un diario che narra le vicissitudini di un gruppo di preadolescenti, alle prese con le difficoltà e gli ostacoli di tutti i giorni, affrontando temi importanti e delicati.

Per tutti gli insegnanti abbiamo attivato un pacchetto super scontato per l’acquisto di 8 copie a scelta fra La Gentilezza vola lontano” (scuola primaria) e Gentile come te” (scuola sec. I grado) con uno sconto del 40%! Vai sulla pagina dedicata di Librì Progetti Educativi e usa il codice: Gentilezza

Se desideri consigliarlo alle famiglie scrivici un’e-mail e ti forniremo le indicazioni per l’acquisto scontato per i genitori: scuola@progettiedu.it

Un percorso sulla gentilezza

in Sentieri tra i banchi by

Portiamo la gentilezza tra i banchi della scuola primaria: perché educare al rispetto e alla gentilezza si può (e si deve)!

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Chi ha paura del libro cattivo?

in Attività in classe/Sentieri tra i banchi by
Billi acchiappa paura
Attività sulla paura rivolte ai bambini della scuola primaria – ma che possono essere declinate anche per la scuola dell’infanzia – seguite da specifiche letture da fare insieme

La paura è un’emozione che fa parte del nostro patrimonio genetico, una sensazione forte che tutti noi conosciamo, ed è presente e visibile fin dalla nascita.

Da un punto di vista biologico, quello che accade è una specie di incredibile e super velocissima reazione a catena: l’ipotalamo, posto alla base del cervello, produce un ormone, che a sua volta stimola l’ipofisi, la quale secerne un altro ormone che entra nel sangue, il quale a sua volta spinge i surreni a produrre altri ormoni, che a loro volta metabolizzano gli zuccheri e regolano l’equilibrio idro-salino… insomma, roba da paura davvero!

Ok, viene da dire, ma tutto questo a cosa serve? La risposta qui è un po’ più semplice (si fa per dire…), perché la paura, come tutte le altre emozioni, è come una cara vecchia amica che, se tenuta sotto controllo e se sappiamo ascoltarla, può darci dei giusti consigli per vivere meglio.

Perché allora non lavorarci in classe? Giocare con la paura non solo è divertente, ma anche stimolante per tutti i bambini! Quella che vi proponiamo, dunque, è un’attività sulla paura rivolta ai bambini della scuola primaria – ma che può essere declinata anche per la scuola dell’infanzia – seguita da specifiche letture da fare insieme.

Da dove cominciare? Ma dalla domanda più importante… sì, ma qual è? Probabilmente la maggior parte dei bambini dirà: che cos’è la paura? No, non è questa… è una domanda importante, certo, ma non molto utile, e poi rischiamo di perderci. La domanda giusta è: a cosa serve la paura?

Proviamo a partire da qui, ponendo questa domanda ai bambini, poi ascoltiamo le risposte e annotiamo le più interessanti alla lavagna. Aiutare la discussione, dicendo che la paura è un po’ come il dolore.

Spieghiamo ai bambini che il senso del dolore che tutti noi possiamo avvertire, ad esempio se qualcuno ci pesta un piede mettiamo una mano su un oggetto molto caldo, non è altro che un messaggio spedito al nostro cervello, un messaggio repentino che ci avverte di una cosa importante: togli subito quel piede (o quella mano) da lì, altrimenti potresti farti molto male!

Se ci pensiamo bene quindi, avvertire il dolore, anche se non ci piace, è una cosa positiva. Beh, la paura, se vogliamo, funziona un po’ allo stesso modo. La paura è un’emozione che, fin dalla nascita, ha lo scopo di informarci dei pericoli, è come una specie di sentinella che ci dice: ‘Fai attenzione, potrebbe capitare qualcosa di poco piacevole’, e quindi è meglio organizzare una difesa.

E la cosa straordinaria è che la paura ci suggerisce ogni volta come comportarci: di fuggire subito, di rimane immobili, addirittura di contrattaccare!

Adesso è arrivato il momento di dare un volto alle nostre paure. Sì, perché la paura può avere tante facce e un buon modo per esorcizzarle è visualizzarle. Chiediamo dunque a ognuno di raccontare la propria: possiamo parlarne tutti insieme, dando il tempo a ognuno di parlare; possiamo scriverle su un foglio, ognuno la propria, poi leggere i “messaggi” a voce alta e metterli tutti in una scatola, la scatola delle nostre paure, che terremo da qualche parte nascosta in aula; ma possiamo anche, con i bambini più piccoli, provare a disegnarle e appenderle poi su un grande
cartellone-mostro!

Possiamo concludere l’attività con delle letture. Per la scuola dell’infanzia, proponiamo: Lupo lupo, ma ci sei?, edito da Giunti editore, un classico scritto da Giusi Quarenghi e illustrato da Giulia Orecchia, per divertirsi con la paura e cercare un lupo… che non c’è!

Il mostro peloso, edito da Emme edizioni, una storia di Henriette Bichonnier che racconta in maniera umoristica la fiaba della Bella e la Bestia.

Per la scuola primaria, invece, proponiamo:
Billi Acchiappapaura, edito da Librì progetti educativi, di Maria Loretta Giraldo e Giulia Orecchia, per scoprire tutte le paure dei bambini: del buio, dei temporali, di non piacere agli altri…

E Fiabe da far paura (appena appena, non tanto), edito da Mondadori, che raccoglie una scelta delle straordinarie Fiabe italiane di Italo Calvino.

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in Attività in classe/Sentieri tra i banchi by
coraggio
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