La storia di Pippi Calzelunghe diventa un balletto.

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Pippi Calzelunghe, nata dalla penna di Astrid Lindgren, è ora la protagonista di un balletto, con il corpo di ballo e l’orchestra di Finlandia, da vedere sul canale gratuito ARTE.

Se c’è un personaggio, fra quelli nella letteratura per ragazzi, che può esser associato alla parola “libertà” questo è sicuramente Pippi Calzelunghe.

Creata nel 1945 da Astrid Lindgren, donna e scrittrice straordinaria, la ragazzina che abita a Villa Villacolle ha avuto, con pieno merito, un lungo e continuo successo non solo per l’originale libro per ragazzi, ma anche per la serie televisiva nella quale fu interpretata da Inger Nilsson, per i film con attori e a disegni animati.

Dallo scorso anno Pippi è anche la protagonista di uno splendido balletto, con le musiche di George Riedel, Stefan Nilsson (che sono stati gli autori della celeberrima canzone diventata la sigla della serie tv) e di Jan Johansson, e con la coreografia di Par Isberg. Messo in scena con il corpo di ballo e l’orchestra di Finlandia, questa versione di Pippi Calzelunghe è disponibile (fino al prossimo 20 aprile) sul canale gratuito ARTE.

Poche forme d’arte raggiungono la sintesi e la purezza creativa come il balletto, in questo caso realizzato al meglio.

Le scenografie di Bo Ruben Hidwall, i costumi di Ann Mari Anttila. Le musiche (con echi del più giocoso Erik Satie e reminiscenze jazz) dirette da Kurt Kopecky. L’interpretazione (solo per citare i ruoli principali) di Abigail Sheppard (Pippi), Kento Jacobs (il sig. Nilsson), Atte Kilpinen (Tommy), Valeria Quintana (Annika). Il tutto rende questo spettacolo davvero entusiasmante e imperdibile.

Guarda il video del balletto
Il primo tempo

C’è tutto il “canone” Pippi che conosciamo. L’arrivo nella sua nuova dimora (l’entrata in scena è compiuta rubando la bacchetta al direttore d’orchestra), la presa di possesso nella nuova casa insieme alla scimmietta sig. Nilsson e al cavallo bianco Zietto (balla pure il cavallo, grazie al mirabile coordinamento sotto il costume di Ville Maki e Lucas Jerkander), il primo incontro con Tommy e Annika.

Ci sono poi un sogno in cui compare il padre marinaio, l’irruzione dei due malcapitati ladri che tentano di sottrarle il prezioso baule contenente il suo tesoro, un nuovo sogno con la madre (“Mia madre è un angelo”, aveva raccontato Pippi ai suoi due nuovi amici, e qui l’angelo si manifesta alla lettera). Questo nel primo tempo.

Il secondo tempo

Il secondo si apre con l’entrata in scena delle comari del paesino che vorrebbero inquadrare Pippi in costumi e abitudini che le sono di certo estranei, tanto che la sua esperienza scolastica (nella quale le lettere dell’alfabeto sono corpi di danzatori che si intrecciano) viene accompagnata anche dalla presenza della polizia.

Ma l’evasione è prossima e viene effettuata grazie all’entrata in scena di una nave che porterà lei e i suoi sodali sopra e sotto il mare, poi nell’isola governata da suo padre e ad affrontare le scimmie, e poi ancora a trovare nuove occasioni di divertimento e danza.

Uno spettacolo magnifico, che si conclude con la rappresentazione della più classica delle memorie iconografiche di Pippi: quella in cui la ragazzina più impertinente e robusta del mondo alza con la forza delle sue braccia il suo amico cavallo.

ARTE è l’acronimo di Associazione Relativa alla Televisione Europea, un progetto franco-tedesco che intende offrire e valorizzare produzioni di servizio pubblico.

A differenza di altre piattaforme in streaming è gratuito ed è sufficiente una connessione di una buona qualità per poter visualizzare documentari, film, concerti di ogni genere di musica, spettacoli teatrali e così via.

Carlo Ridolfi è nato a Verona nell’aprile del 1957. Ha vissuto nella città scaligera per i primi cinquant’anni della sua vita, poi si è trasferito a Padova. Ha lavorato per quarant’anni in ferrovia. Ha quattro figli. Fin da bambino ha la passione per il cinema, grazie alla quale ha incontrato all’inizio degli anni Novanta il maestro Mario Lodi, col quale ha collaborato fino al 2014. Attualmente in pensione, scrive di cinema su varie riviste ed è coordinatore nazionale dell’associazione di donne e uomini che hanno a cuore l’educazione C’è speranza se accade @ - Rete di Cooperazione Educativa. È giornalista pubblicista dal 1981.

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