A scuola di meditazione o meditazione a scuola?

in Approcci educativi/Attività in classe/Opinioni/Senza categoria by
Una facile guida per portare in classe alcuni semplici esercizi di meditazione e tecniche di respirazione.

Se uno degli obiettivi della scuola di ogni ordine e grado è il benessere mentale e fisico degli studenti, perché non aggiungere esercizi di rilassamento e momenti di meditazione tra le classiche materie scolastiche?

Potrebbero sembrare attività poco compatibili, eppure in alcuni paesi europei, tra cui la Gran Bretagna, la meditazione sta diventando materia di studio: è il caso della Mindfulness che uno studio britannico porterà avanti fino al 2021 e che coinvolge i ragazzi di ben 370 istituti, i quali avranno l’occasione di conoscere e mettere in pratica tecniche di rilassamento.

Per capire quanto le tecniche di rilassamento e di respirazione possano diventare degli strumenti importanti per bambini e ragazzi, oltre che un aiuto per la loro concentrazione e la capacità di applicarsi, abbiamo contattato Micol Chiara Degl’Innocenti, un’insegnante di Yoga, operatrice olistica e Reiki Master fiorentina. Micol Chiara si è formata tra Firenze, Londra e la Patagonia.

Ciao e grazie! Cominciamo col dire che, malgrado i risultati sul benessere siano ormai noti, in alcuni paesi tra cui l’Italia le pratiche legate alla meditazione e alla respirazione faticano a entrare in ambito scolastico. Secondo te a cosa è dovuto?

In primo luogo c’è da considerare che le pratiche legate alla meditazione e al respiro ci sono arrivate da culture diverse dalla nostra. Storicamente in Europa e in Occidente sono stati privilegiati e sviluppati il pensiero logico-razionale, la filosofia, il metodo scientifico. Al contrario, molte culture orientali hanno dato maggior peso all’intuizione, alla spiritualità e alla connessione col Divino. La meditazione è stata esplorata ampiamente da culture come quella Vedica (Yoga), il Buddhismo, la filosofia Zen.

Meditazione e pensiero logico-razionale non sono però in contraddizione di per sé, anzi le pratiche legate alla meditazione hanno come funzione quella di pulire la mente e di conseguenza di farla lavorare meglio. Ci liberiamo da pensieri ripetitivi o ossessivi, e creiamo spazio perché nuovi pensieri – più autentici e più in connessione con la nostra natura profonda – possano entrare.

Il fatto che tante di queste pratiche derivino da filosofie connesse alla spiritualità crea ancora resistenze. Può darsi che la cultura cattolica da secoli radicata in Italia veda ancora con sospetto meditazione e Yoga. Ma la meditazione non ha niente a che vedere con la religione, è solo uno strumento potente di benessere e connessione che può essere utilizzato da tutti e in ogni luogo, anche a scuola.

Per capire di cosa si tratta, ecco un esempio di respirazione molto semplice.

Parliamo di benefici. Quali sono i più importanti a livello psicofisico e qual è l’età più adatta per cominciare?

Il cervello è un organo e come tutti gli organi lavora “a ripetizione”. Il cuore non smette mai di pompare sangue, i polmoni respirano in maniera involontaria in ogni momento. Allo stesso modo il cervello produce pensieri su base ripetitiva, cioè siamo più propensi a pensare sempre alle stesse cose. Purtroppo il 90% dei nostri pensieri è basato sulla paura, che un tempo era legata all’istinto di conservazione dell’uomo primitivo, ma che oggi si manifesta sotto forma di stress, spesso cronico. Molti studi scientifici attuali dimostrano una correlazione diretta tra stress e l’insorgere di molte patologie.

La meditazione, l’osservazione del respiro ci riportano al momento presente. Ci permettono di prenderci una pausa dal ritmo ripetitivo dei pensieri, di osservarli senza attaccamento. Una volta creato questo spazio, quello che la filosofia Zen definisce “vuoto fertile”, diamo modo a nuove idee, nuove intuizioni e nuove soluzioni di entrare nella nostra mente.

Stando nel presente lasciamo andare l’ansia (che è paura per il futuro) e sentimenti come depressione, tristezza o rimpianto (che sono paure relative al passato). Diventiamo capaci di osservare le nostre emozioni, di riconoscerle e sentirle senza però lasciarci dominare. Quindi è una pratica estremamente utile anche per il benessere emotivo di un individuo. Se praticata con costanza aiuta a liberarci da condizionamenti esterni, permettendoci di vivere con maggiore libertà e sicurezza in noi stessi.

Si può cominciare a meditare a qualsiasi età e i benefici di cominciare fin da piccoli sarebbero sicuramente moltissimi.

In ambito scolastico, sarebbe preferibile effettuare un esercizio di respirazione o rilassamento tra un’ora e l’altra, oppure possiamo immaginare una vera e propria “ora di meditazione”?

Imparare a meditare richiede una certa costanza, quindi a mio parere meglio poco ma spesso. Un’ora di meditazione settimanale non sarebbe del tutto inutile e potrebbe fornire buoni spunti e buone basi ai ragazzi, ma l’ideale sarebbe cominciare ogni giornata con 15-20 minuti di meditazione.

Ci sono anche molti esercizi estremamente brevi ma molto efficaci che potrebbero essere fatti anche all’inizio di ogni lezione, anche solo per 3 minuti. Chiaramente questo richiederebbe un grosso cambiamento culturale… Detto questo, qualsiasi spunto anche piccolo sarebbe benefico per bambini, ragazzi e famiglie.

Ecco un esempio di pratica di presenza breve e semplicissima!

Sperando che le pratiche legate alla respirazione e alla meditazione possano trovare sempre più spazio nella scuola italiana, reputi che dovrebbero entrare nelle classi veri e propri insegnanti oppure, ad esempio nella scuola primaria, sarebbero sufficienti dei corsi di formazione per maestri e maestre?

Sicuramente è importante che chi insegna sia convinto e creda in quello che sta facendo e abbia una pratica consolidata. Un insegnante di Yoga o un terapeuta che utilizzi la Mindfulness sicuramente potrebbero offrire competenze più profonde, ma gli insegnanti che passano più tempo coi ragazzi avrebbero modo di creare una pratica più costante nelle classi. Credo che entrambe le soluzioni possano essere buone.

Approfondimenti

Alcuni dei libri più noti per conoscere la pratica dello yoga.

Yoga, manuale per la pratica a casa

La bibbia dei principianti di yoga

Un piccolo manuale con cd audio per aiutare la meditazione

Lascia un commento

Rubriche

Go to Top